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9 novembre 2020

Il fotovoltaico in agricoltura va sviluppato, ma con giudizio

(Maria Antonietta Giffoni)

Approccio oggettivo, nuove soluzioni, niente pregiudizi e nessuna generalizzazione. Solo così si potrà sviluppare il FV nel contesto agricolo e superare i divieti attualmente in essere.

Il Position paper “Nuovo fotovoltaico in ambito agricolo. Una scelta green per il Paese e per il clima” è stato presentato dal Coordinamento FREE a Key Energy, nell’ambito della manifestazione fieristica Ecomondo.

Il documento tenta un approccio innovativo per sviluppare il fotovoltaico in agricoltura, nel rispetto dell’ambiente e con il coinvolgimento degli imprenditori agricoli.

Per le associazioni che aderiscono a FREE è arrivato il momento di “definire regole delsi può fare a condizione che’ e superare così facili divieti da cui nessuno trarrebbe vantaggio”.

“Siamo consapevoli di quanto sia delicato il tema del fotovoltaico in agricoltura, anche per una serie di criticità emerse in passato — ha dichiarato G.B. Zorzoli, Presidente del Coordinamento FREE -. Tuttavia si tratta di una fase che deve essere superata e devono essere considerati i risultati raggiunti oggi dalle migliaia di imprese agricole che ne hanno sostenuto la crescita e delle ulteriori ricadute che potrebbero derivare da un nuovo e più importante sviluppo del fotovoltaico”.

Il Position paper vuole, dunque, essere un punto di partenza per svolgere uno studio specifico che elabori una strategia win-win.

Il documento auspica che questa ricerca venga svolta dal CREA (Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agraria), partendo dalle esperienze pregresse e dalle indicazioni contenute nel paper stesso.

In particolare, la proposta del Position paper per lo sviluppo del fotovoltaico in agricoltura fa riferimento a impianti su edifici rurali e ad altre due opzioni che distinguono tra gli impianti agro-fotovoltaici — con una forte interazione tra la produzione agricola e quella energetica — e quelli a terra.

Per la realizzazione di questi ultimi si è pensato solo ad aree agricole abbandonate, marginali o comunque dichiarate non idonee alla coltivazione, tra cui quelle contaminate.

Un’ulteriore soluzione per favorire l’installazione degli impianti a terra è costituire una comunità di energetiche. Secondo il Position paper vanno, quindi, “favorite comunità di energia rinnovabile, costituite da aziende agricole limitrofe, che decidono autonomamente e congiuntamente dove e come installare un impianto”.

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