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9 Settembre 2020

Superbonus si estende anche ai lavori sui ruderi

(Filippo Franchetto)

In caso di "ristrutturazione con accorpamento", è possibile fruire della detrazione del 110% anche sulle spese sostenute per interventi antisismici e di efficientamento realizzati su edifici classificati nella categoria catastale F/2 ("unità collabenti").

Con la Risposta n. 329 del 9 settembre 2020, l'Agenzia delle entrate ha chiarito i dubbi di un contribuente in merito alla possibilità di beneficiare del Superbonus per interventi di ristrutturazione (con riduzione di due classi di rischio sismico) nonché di efficientamento energetico, da realizzare su due unità abitative: l'abitazione principale e anche l'unità collabente (ovvero il rudere), che al termine dei lavori verrà accorpata all'abitazione.

L'Agenzia, al riguardo, ricorda che gli edifici interessati dai lavori che beneficiano delle detrazioni (sia il 50/65% che il 110%) devono - tra le altre cose - essere dotati di impianti di riscaldamento funzionanti, presenti negli ambienti in cui si realizza l’intervento agevolabile. Una condizione richiesta per tutte le tipologie di interventi, tranne per l’installazione di collettori solari, di generatori alimentati a biomassa e di schermature solari.

E per gli edifici collabenti, nei quali l’impianto di riscaldamento non è più funzionante? In questi casi - specifica l'Agenzia - deve essere dimostrabile che il preesistente impianto di riscaldamento fosse conforme alle caratteristiche tecniche previste dal Dlgs n. 311/2006 e che tale impianto fosse situato negli ambienti nei quali sono effettuati gli interventi di riqualificazione energetica.

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