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11 Settembre 2020

Transizione energetica, effetto Covid fino al 2050

(Filippo Franchetto)

La recessione economica in atto porterà per quest'anno ad una contrazione dell'8% della domanda globale di energia; negli anni successivi, e fino al 2050, probabilmente la domanda continuerà a rimanere del 6-8% più bassa rispetto alle previsioni pre-Covid

Queste sono alcune delle stime contenute nell'Energy Transition Outlook 2020, realizzato dall'azienda norvegese DNV GL con l'obiettivo di provare a stimare l'impatto della pandemia sul settore energetico.

Senza dubbio, il calo della domanda coinvolgerà tutte le fonti energetiche: petrolio e carbone saranno le fonti più penalizzate, seguite da gas e infine dalle rinnovabili in misura inferiore.

Per quanto riguarda queste ultime, il rapporto prevede tra il 2018 e il 2050 una crescita di venti volte per il fotovoltaico e di dieci volte per l'eolico. Queste due fonti, secondo le stime più ottimistiche, potranno fornire il 24% dell'elettricità mondiale nel 2030 e ben il 62% nel 2050. Il deciso spostamento del mix energetico verso le rinnovabili è dimostrato anche dal fatto che il picco nell'impiego del carbone risale al 2015, quello del petrolio (probabilmente) nel 2019 e quello del gas potrebbe essere attorno al 2035.

Le cifre di DNV GL, quindi, indicano che le future emissioni legate alla produzione di energia potrebbero non tornare mai più ai livelli del 2019. Complessivamente, tali emissioni nel 2030 saranno inferiori del 10% rispetto alle previsioni pre-pandemia, per poi continuare a decrescere e arrivare nel 2050 esattamente a metà del livello attuale.

Si tratta di risultati significativi, ma ancora non sufficienti a rispettare quanto previsto dall'accordo di Parigi. Infatti il budget di carbonio corrispondente ad un aumento di 1,5 °C della temperatura media verrebbe comunque esaurito già nel 2028, per poi arrivare ad un innalzamento di 2 °C nel 2051 e di 2,3 °C entro la fine del secolo. Al di là delle incertezze e delle imprecisioni tipiche di questo genere di proiezioni, quel che emerge con chiarezza dal rapporto di DNV GL è la necessità di trovare urgenti soluzioni per colmare il divario rispetto al raggiungimento degli obiettivi dell'accordo di Parigi.

Anche perchè rimane ancora alta l'incertezza su quanto l'attuale pandemia possa davvero accelerare la transizione energetica; i pacchetti di stimoli economici post-Covid, lanciati dai governi di tutto il mondo, al momento sembrano sostenere in egual misura sia le fonti fossili che quelle rinnovabili.

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