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19 gennaio 2016

Legge "Green Economy", le misure in materia di energia

Parole chiave Parole chiave: Efficienza energetica | Autorizzazioni | Territorio | Via (Pua-Paur) / Vas | Biomasse / Biocombustibili | Energie rinnovabili | Impianti termici civili | Controlli

Ultima versione disponibile al 29/09/2020

 

Sono in vigore dal 2 febbraio 2016 le disposizioni della legge 28 dicembre 2015, n. 221 recante "Disposizioni in materia ambientale per promuovere misure di green economy e per il contenimento dell'uso eccessivo di risorse naturali".

 

Trattasi dell'attesa legge sulla "Green economy" (ex "Collegato ambientale" alla legge di stabilità 2014), provvedimento di riforma trasversale dell'ordinamento nazionale in materia di tutela dell'ambiente.

 

Il provvedimento presenta diverse novità a tutto campo in materia ambientale. Nelle presenti tabelle si riportano le disposizioni della legge relative all'energia, al territorio e alla Via di interesse per gli utenti di Nextville nella versione in vigore dal 2 febbraio 2016.

 

ENERGIA

 

Materia Articolo Argomento testo legge 28 dicembre 2015, n. 221
In vigore dal 2 febbraio 2016
Istituzione Enea 4 Viene istituita l'Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile (Enea), sotto la vigilanza del MinSviluppo economico, ente di diritto pubblico finalizzato alla ricerca e all'innovazione tecnologica, nonché alla prestazione di servizi avanzati alle imprese, alla P.a. e ai cittadini nei settori dell'energia, dell'ambiente e dello sviluppo economico sostenibile.
Con l'entrata in vigore del nuovo statuto e del nuovo regolamento di amministrazione, sarà abrogato il Dlgs 257/2003 (Riordino della disciplina dell'Ente per le nuove tecnologie, l'energia e l'ambiente).
Sistemi efficienti di utenza 12 Modifiche alla definizione di Seu (sistemi efficienti di utenza), che sono quei sistemi di produzione e consumo elettrico che mettono in collegamento diretto il produttore ed il consumatore finale. Intervenendo sul Dlgs 115/2008 la norma fa sparire il limite dei 20 MWe di potenza. Anche impianti di potenza superiore potranno ora essere considerati Seu.
Con la modifica all'articolo 10 del Dlgs 115/2008 si estende il meccanismo dei titoli di efficienza energetica (certificati bianchi) ai sistemi di autoproduzione di energia elettrica con ciclo ORC (Organic Rankine Cycle) alimentati dal recupero di calore prodotto da cicli industriali e da processi di combustione. Il MinSviluppo dovrà approvare la relativa scheda.
Sottoprodotti utilizzabili negli impianti a biogas 13 Fermo il rispetto di quanto previsto dal Codice ambientale (Dlgs 152/2006), i sottoprodotti della trasformazione degli zuccheri tramite fermentazione si aggiungono all'elenco dei sottoprodotti che si possono usare negli impianti a biomassa e biogas ai fini dell'ottenimento degli incentivi alle fonti rinnovabili previsti dal Dm 6 luglio 2012 (tabella 1.A).
La disciplina riguarda anche:
- i sottoprodotti della produzione e della trasformazione degli zuccheri da biomasse non alimentari;
- i sottoprodotti della lavorazione o raffinazione di oli vegetali.
Entro 90 giorni dalla comunicazione dei gestori degli impianti di avvalersi dei citati sottoprodotti (quelli della trasformazione degli zuccheri tramite fermentazione e quelli della lavorazione o raffinazione di oli vegetali) la Regione competente adegua l'autorizzazione unica per la costruzione e l'esercizio dell'impianto a biomassa ex Dlgs 387/2003 e il Gestore dei servizi energetici (Gse) adegua la qualifica Iafr dell'impianto.
Beni demaniali e linee elettriche 14 I titolari o gestori di beni demaniali o di aree demaniali interessati dal passaggio di opere della rete elettrica di trasmissione nazionale indicano le modalità di attraversamento degli impianti autorizzati.
Alle linee elettriche e agli impianti facenti parte della rete di trasmissione nazionale, anche in materia di distanze, si applicano solo le disposizioni del Dm 21 marzo 1988 che contiene le norme tecniche di progettazione, esecuzione ed esercizio delle linee aeree esterne.
Incentivi alle rinnovabili - Interpretazione autentica 15 La disposizione di cui all'articolo 25, comma 1, del Dlgs 3 marzo 2011, n. 28, per gli impianti di cui all'articolo 3, comma 4-bis, del Dl 1° luglio 2009, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto 2009, n. 102, si interpreta nel senso che, ai fini della verifica circa il possesso del requisito temporale per godere degli incentivi (entrata in esercizio entro il 31 dicembre 2012) occorre che sia avvenuta anche l'entrata in esercizio commerciale dell'energia termica non soltanto l'entrata in esercizio commerciale dell'energia elettrica. A tal fine, per la transizione dal vecchio al nuovo meccanismo di incentivazione ricadente nella tipologia di cui all'articolo 24, comma 5, lettera c), del Dlgs 3 marzo 2011, n. 28, in modo da garantire la redditività degli investimenti effettuati, il conseguente residuo periodo di diritto si calcola decurtando dai quindici anni il tempo già trascorso a far data dall'entrata in esercizio commerciale contemporaneamente sia dell'energia elettrica che termica.
Sostituzione lampade nei semafori 20 Modifica all'articolo 41 del Dlgs 285/1992 (Codice della strada). Le lampade a incandescenza dei semafori, quando necessitano di essere sostituite vanno cambiate con lampade a basso consumo energetico, anche a Led.
Impianti ibridi alimentati da rifiuti 24 La norma interviene sulla disciplina per il riconoscimento degli incentivi agli impianti ibridi alimentati da rifiuti parzialmente biodegradabili ai sensi del Dm 6 luglio 2012.
Tra i sottoprodotti utilizzabili negli impianti a biomassa e biogas si possono utilizzare quelli della lavorazione del legno per la produzione di mobili e relativi componenti ma solo limitatamente al legno non trattato (allegato 1, tabella 1.A, punto 4, Dm 6 luglio 2012).
Sono invece due gli interventi sull'allegato 2 del Dm 6 luglio 2012.
Il primo intervento è sul punto 6.2, allegato 2, Dm 6 luglio 2012. La norma stabilisce ora che sono fuori dagli incentivi alle rinnovabili previsti del decreto gli impianti alimentati da rifiuti provenienti da raccolta differenziata identificati con il codice Cer 20 01 38 e da rifiuti pericolosi, ad eccezione dei codici Cer 18 01 03* e 18 02 02*.
La seconda modifica concerne l'elenco dei rifiuti a valle della raccolta differenziata per i quali è ammesso il calcolo forfettario dell'energia imputabile alla biomassa (51%). Sono soppressi e quindi non rientrano più in elenco:
- il legno proveniente da attività di demolizione (ad esempio assi, travi, solai, casse da costruzione, impalcature, ausili per la costruzione/demolizione), codice Cer 17 02 01;
- il legno da trattamento meccanico dei rifiuti (ad esempio legno di risulta da attività di selezione/cernita), codice Cer 19 12 07.
Ricordiamo che gli impianti ibridi alimentati da rifiuti parzialmente biodegradabili sono impianti alimentati da rifiuti dei quali la frazione biodegradabile è superiore al 10% in peso, ivi inclusi gli impianti alimentati da rifiuti urbani a valle della raccolta differenziata.
Gestione a fine vita del pannelli FV 41 Modifiche al Dlgs 49/2014 sulla gestione dei rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche (Raee).
La norma si occupa dei Raee da pannelli fotovoltaici immessi sul mercato, per uso domestico o professionale, e stabilisce che, a partire dal giorno della propria entrata in vigore, i Consorzi che gestiscono tali Raee ai fini della corretta gestione a fine vita devono adottare, per ogni nuovo modulo immesso sul mercato, un sistema di garanzia finanziaria e un sistema di geolocalizzazione delle medesime tipologie di quelle richieste nel disciplinare adottato dal Gse a dicembre 2012 (Regole applicative per il riconoscimento delle tariffe incentivanti - Dm 5 maggio 2011 e Dm 5 luglio 2012).
Idroelettrico _ Sovracanone di bacino imbrifero montano 62 I concessionari di derivazione d'acqua per produrre forza motrice di potenza nominale media superiore a 220 kW corrispondono il sovracanone di bacino imbrifero montano (legge 959/1953 e legge 925/1980) nella stessa misura applicata alle concessioni di grande derivazione idroelettrica.
Impianti termici 73 Le disposizioni sui requisiti tecnici e costruttivi degli impianti termici come definite dalla parte II dell'allegato IX alla parte V del Dlgs 152/2006 non si applicano agli impianti alimentati da gas combustibili rientranti nel campo di applicazione della Uni 11528, fatta eccezione per le indicazioni costruttive relative agli "Apparecchi indicatori" (numero 5 della parte II dell'allegato IX, parte V, Dlgs 152/2006).

 

TERRITORIO

 

Materia Articolo Argomento testo legge 28 dicembre 2015, n. 221
In vigore dal 2 febbraio 2016
Strategia nazionale per lo sviluppo sostenibile 3 Spinta per l'aggiornamento (che sarà triennale) della Strategia nazionale per lo sviluppo sostenibile, come previsto dall'articolo 34, comma 3, Dlgs 152/2006. Si precisa che l'aggiornamento nazionale della Strategia di sviluppo sostenibile è integrato con un apposito capitolo che considera gli aspetti inerenti alla "crescita blu" del contesto marino.
Aree protette e cinghiali 7 Viene vietata l'immissione e il foraggiamento di cinghiali su tutto il territorio nazionale, ad eccezione delle Aziende faunistico venatorie e delle Aziende agrituristico venatorie adeguatamente recintate. La violazione viene sanzionata con l'arresto da due a sei mesi o l'ammenda da euro 516 a euro 2.065.
Fatti salvi tali divieti, al fine di tutelare le aree protette le Regioni vengono obbligate ad adeguare, entro sei mesi, i piani faunistici venatori ex articolo 10, legge 157/1992, individuando le aree dove è vietato immettere cinghiali in relazione alla presenza di aree protette o contigue ad aree protette o a zone caratterizzate dalla localizzazione di produzioni agricole.

Attraverso puntuali modifiche alla legge 157/1992 (Norme per la protezione della fauna selvatica omeoterma e per il prelievo venatorio), si segnalano novità per:
1) esclusione dal campo di applicazione delle specie alloctone;
2) autorizzazioni degli appostamenti fissi;
3) esercizio delle deroghe regionali alla normativa Ue;
Catasto 22 Modifiche alla legge generale sui libri fondiari, allegato al Rd 28 marzo 1929, n. 499.
Rimozione immobili abusivi in aree a rischio idrogeologico 52, c. 1 La norma modifica il Codice dell'ambiente (Dlgs 152/2006) inserendo un apposito articolo (il 72-bis) che stanzia dei fondi per finanziare la demolizione e rimozione da parte dei Comuni degli immobili realizzati in aree a rischio idrogeologico elevato o molto elevato o esposti a rischio idrogeologico, in assenza o totale difformità del permesso di costruire.
I Comuni che intendano godere dei finanziamenti devono presentare al Ministero dell'ambiente apposita domanda, allegando il progetto delle attività di demolizione e rimozione e i relativi costi. I Comuni destinatari dei finanziamenti sono tenuti ad agire nei confronti dei titolari degli immobili demoliti o rimossi per avere indietro le spese sostenute per l'intervento. Successivamente il Comune versa tali somme al Ministero che provvederà a un nuovo assegnamento ad altri beneficiari.
Manufatti leggeri e prefabbricati in strutture ricettive 52, c. 2 Rientra nella previsione di esenzione (cioè non sono interventi di nuova costruzione ex articolo 3, comma 1, lettera e5, Dpr 380/2001) i manufatti leggeri, anche prefabbricati, e di roulotte, camper, case mobili, imbarcazioni, utilizzati come abitazioni, ambienti di lavoro, o depositi, magazzini e simili, diretti a soddisfare esigenze meramente temporanee o siano ricompresi in strutture ricettive all'aperto per la sosta e il soggiorno dei turisti, a patto che siano previamente autorizzate sotto il profilo urbanistico, edilizio e, ove previsto, sotto quello paesaggistico.
Materiali litoidi 53 I materiali litoidi prodotti come obiettivo primario e come sottoprodotto dell'attività di estrazione effettuata in base a concessioni e pagamento di canoni sono assoggettati alla normativa sulle attività estrattive.
Interventi in materia edilizia 54, c. 1 La norma introduce diverse modifiche al Dpr 380/2001 (Tu edilizia) a tutela del rischio idrogeologico.
Con una modifica all'articolo 1 del Dpr 380/2001 sul campo di applicazione della disciplina si fanno salve le norme speciali in materia di tutela dell'assetto idrogeologico.
Si modifica poi il comma 1-bis dell'articolo 5, Dpr 380/2001 sui compiti dello Sportello unico edilizia prevedendo che tra gli atti di assenso delle autorità ambientali che lo Sportello deve acquisire nell'ambito della sua attività di "risposta" al cittadino per le sue pratiche edilizie, rientra anche quello di acquisire pareri dalle Autorità di tutela dell'assetto idrogeologico.
Sostituito anche il comma 2 dell'articolo 5, Dpr 380/2001 sui compiti dello Sportello unico edilizia: il testo viene riprodotto identicamente al precedente ma tra i permessi e le certificazioni rilasciate dallo sportello spuntano quelle in materia idrogeologica.
L'articolo 6 del Dpr 380/2001 sulle attività di edilizia libera è modificato stabilendo per le quali non è necessario un titolo edilizio devono comunque tenere conto di eventuali prescrizioni a tutela del rischio idrogeologico.
Il contributo di costruzione ex articolo 17, comma 3 lettera e) non è dovuto per i nuovi impianti, lavori, opere, modifiche, installazioni, relativi alle fonti rinnovabili di energia, alla conservazione, al risparmio e all'uso razionale dell'energia, nel rispetto delle norme urbanistiche, di tutela artistico-storica e ambientale, nonché di tutela dell'assetto idrogeologico.
Modifiche anche alla disciplina del silenzio-assenso in materia di permesso di costruire (articolo 20, comma 8, Dpr 380/2001). Il silenzio-assenso non scatta solo in caso di vincoli ambientali, paesaggistici o culturali, ma anche in caso di vincoli idrogegologici.
In questi casi si applica la procedura di cui al nuovo comma 9 dell'articolo 20, Dpr 380/2001) che disciplina le modalità di rilascio del permesso di costruire nel caso vi siano vincoli ambientali, paesaggistico-culturali o idrogeologici.
Modifiche anche alla disciplina della denuncia di inizio attività, Dia. Sebbene la Dia si un semplice atto di parte, nel caso di immobili sottoposti a vincoli ambientali o a norme di tutela dell'assetto idrogegologico, occorre acquisire le relative autorizzazioni di settore.
Attraverso la modifica all'articolo 23 sulla disciplina della Dia, si precisa che oltre ai pareri ambientali, anche quelli in materia di tutela dell'assetto idrogeologico non possono essere sostituiti da autocertificazioni.
Intervento anche sull'articolo 31, Dpr 380/2001, in particolare sul comma 5 che prevede la demolizione dell'opera abusiva che avviene in ogni caso se contrasta con interessi non solo ambientali ma anche di rispetto dell'assetto idrogeologico.
Tutte le variazioni essenziali al progetto che riguardino opere sottoposte a vincoli, compreso di tutela dell'assetto idrogeologico si considera eseguite in difformità dal titolo edilizio rilasciato (articolo 32, comma 3, Dpr 380/2001).
Ai nuovi impianti di energia rinnovabile si applicano le norme sull'esonero dal contributo di costruzione, nel rispetto delle disposizioni urbanistiche, di tutela storica e ambientale e, dopo la modifica dell'articolo 123, comma 1 da parte della presente legge, anche nel rispetto dell'assetto idrogeologico.
Silenzio assenso e rischio idrogeologico 54, c. 2 Estensione del divieto di applicazione del silenzio assenso per gli atti a istanza di parte di cui all'articolo 20, legge 241/1990. Le disposizioni sul silenzio assenso non si applicano anche a tutti gli atti riguardanti la tutela dal rischio idrogeologico.
Mitigazione del rischio idrogeologico 55 Presso il MinAmbiente è istituito il Fondo per la progettazione degli interventi di mitigazione del rischio idrogegologico. Un futuro Dpcm disciplinerà il funzionamento del Fondo.
Interventi nei Siti di importanza comunitaria 57 Semplificazioni in materia di siti di importanza comunitaria (Sic) ex Dpr 357/1997. Ferma restando la possibilità per le Regioni di riservarsi la competenza esclusiva in materia, sono riservate ai Comuni sopra i 20.000 abitanti nel cui territorio ricade il Sito le valutazioni di incidenza dei seguenti interventi minori: manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo, ristrutturazione edilizia, anche con incrementi volumetrici o di superfici coperte inferiori al 20% delle volumetrie o delle superfici coperte esistenti, opere di sistemazione esterne, realizzazione di pertinenze e volumi tecnici.
L'Autorità competente al rilascio dell'approvazione definitiva degli interventi provvede entro il termine di 60 giorni.
Sistemi di remunerazione ecosistemici e ambientali 70 Delega al Governo per l'introduzione di sistemi di pagamento dei servizi ecosistemici e ambientali (Psea). Il sistema di pagamento dei servizi ecosistemici e ambientali deve mantenere ferma la salvaguardia nel tempo della funzione collettiva del bene.
Sono precluse le attività di stoccaggio di gas naturale in acquiferi profondi.
Oil free zone 71 Istituzione e promozione delle "oil free zone", aree costituite dai Comuni interessati nelle quali si prevede la progressiva sostituzione del petrolio e dei suoi derivati con le fonti rinnovabili. La promozione delle oil free zone può avvenire anche mediante convenzioni tra Comuni di riferimento ove costituite ex articoli 30 e 32 del Tuel (Dlgs 267/2000).
Espropri 74 Modifiche al Tu espropri (Dpr 327/2001). I beni gravati da uso civico non possono essere espropriati o asserviti coattivamente se non viene pronunciato il mutamento di destinazione d'uso, fatte sale le ipotesi in cui l'opera pubblica o di pubblica utilità non sia compatibile con l'esercizio dell'uso civico.
Convenzione CITES 75 Rivalutazione con cadenza triennale della misura dei diritti speciali di prelievo istituiti in attuazione della Convenzione sul commercio internazionale delle specie animali e vegetali in via di estinzione ex articolo 8-quinquies della legge 150/1992.

 

VIA/VAS

 

Materia Articolo Argomento testo legge 28 dicembre 2015, n. 221
In vigore dal 2 febbraio 2016
Semplificazioni 8 Attraverso una modifica al Dlgs 152/2006 (articoli 104 e 109), la disposizione prevede che nel caso delle procedure di autorizzazione allo scarico in mare di acque derivanti da ricerca idrocarburi e di movimentazione dei fondali marini per la posa di cavi e condotte, se occorre la valutazione di impatto ambientale (Via) le autorizzazioni in questione sono rilasciate dalla stessa Autorità competente al rilascio della Via, provvedimento che quindi assorbe tutti gli altri atti autorizzativi.
Spariscono dall'allegato II, Parte seconda, Dlgs 152/2006 tra i progetti sottoposti a Via statale, "gli elettrodotti in cavo interrato in corrente alternata, con tracciato di lunghezza superiore a 40 chilometri, facenti parte della rete elettrica di trasmissione nazionale", inclusi nel punto 4-bis. Peraltro tali progetti erano già inclusi nel precedente punto 4, pur senza la specifica che gli elettrodotti dovessero appartenere alla rete elettrica nazionale.
Valutazione di impatto sanitario 9 Modifiche all'articolo 26, Dlgs 152/2006 sui progetti sottoposti a Via statale. Nel caso di raffinerie e centrali termiche sopra i 300 MW (punto 1 e punto 2, allegato II, Parte seconda Dlgs 152/2006), l'Istituto superiore di sanità o organismi ed enti competenti può prevedere una valutazione di impatto sanitario da svolgere nell'ambito della procedura di valutazione di impatto ambientale. La norma si applica ai procedimenti di Via avviati dopo il 2 febbraio 2016.