Sentenza Consiglio di Stato 15 maggio 2017, n. 2305
Rifiuti - Regione Veneto - Piano regionale rifiuti - Dcr 29 aprile 2015, n. 30 - Approvazione del Consiglio regionale in regime di prorogatio - Legittimità - Sussistenza - Condizioni - Atto emanato in esecuzione di obblighi Ue - Articolo 199, Dlgs 152/2006 (fattispecie analoga a quella sub sentenza 15 maggio 2017, n. 2304)
La presente sentenza riforma la sentenza Tar Veneto 11 marzo 2016, n. 272.
Il Piano gestione rifiuti approvato dal Consiglio regionale in regime di "prorogatio" è legittimo perché trattasi di adempimento di impegni derivanti dall'appartenenza all'Unione europea.
Lo ha ricordato il Consiglio di Stato nella sentenza 15 maggio 2017, n. 2305 che ha riformato il Tar Veneto 272/2016 che aveva "bocciato" il Piano rifiuti della Regione approvato con Dcr 29 aprile 2015, n. 30 da un Consiglio regionale "scaduto" e operante in regime di "prorogatio" dei poteri. La lettura corretta dei principi sanciti da Corte Costituzionale 158/2015 che vieta l'approvazione di atti legislativi o amministrativi da Organi regionali "scaduti" salvi i casi di urgenza, per il Consiglio di Stato spinge a sostenerevche tale "urgenza" ricade anche nel caso dell'adempimento di impegni Ue, come quello di approvare senza ritardo il Piano rifiuti (ex articolo 199, Dlgs 152/2006), impegno per il Veneto già abbondantemente scaduto nel 2013.
Piano regionale rifiuti Veneto salvo dunque, tranne la norma di cui all'articolo, 15 comma 7 delle Norme tecniche di attuazione del Piano regionale che subordina l'eventuale deroga al vincolo della distanza di 10 Km tra discarica esistente e potenziale nuova discarica al previo parere favorevole del Comune interessato (non competente in materia ai sensi della norme vigenti) che viene quindi dichiarata illegittima ed annullata.
Consiglio di Stato
Sentenza 15 maggio 2017, n. 2305
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