Rifiuti
Documentazione Complementare

Sistri, le "interrogazioni" del Parlamento al Governo

Nella tabella che segue sono elencate in maniera riassuntiva le "interrogazioni" presentate a Governo e MinAmbiente da vari parlamentari sul Sistri, il nuovo sistema di controllo informatico per la tracciabilità dei rifiuti la cui definitiva partenza è prevista, dopo alterne vicende, per il 9 febbraio 2012.

Qualora pubblicate sui siti istituzionali dei due rami del Parlamento, sono presenti in tabella anche le risposte alle interrogazioni.

 

Per la consultazione dei documenti integrali, si rimanda comunque ai siti istituzionali di Camera e Senato (www.camera.it e www.senato.it).

 

Senato della Repubblica

 

Interrogazione a risposta orale nr. Presentata da Data Argomento
3/02317 Baio (Per Il Terzo Polo) 14/07/2011 Aziende olearie - Operatività

(...) Dal 1° luglio 2011, come previsto dall'art. 7 del decreto del Ministro in indirizzo del 10 novembre 2009 "Disposizioni nazionali relative alle norme di commercializzazione dell'olio di oliva", nel settore oleario, è obbligatorio l'utilizzo del registro di carico e scarico telematico di oli extravergini e vergini;a causa di malfunzionamento del sito del Sian le aziende italiane del settore oleario sono nella pratica impossibilitate a trasmettere i dati dal Sian, anche in considerazione dei tempi imposti che obbligano le imprese ad inviare i dati entro il sesto giorno (inclusi i festivi) dalla movimentazione/lavorazione;
(...) Se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza di quanto esposto;
quali misure urgenti si intendano adottare al fine di avviare il corretto funzionamento del sistema telematico in considerazione del fatto che finora il sistema non ha mai funzionato in modo soddisfacente;
se non si ritenga che, sino a quando il sistema telematico non offrirà un adeguato standard di funzionamento, possano continuare a far fede, ai fini dei controlli, i registri "cartacei" di cui al decreto ministeriale richiamato, rimanendo comunque fermo l'obbligo delle imprese di verificare il funzionamento della trasmissione telematica, anche al fine di testare adeguatamente il sistema di trasmissione;
se non ritenga altresì, in attesa del corretto avvio del sistema telematico, di sospendere le disposizioni sanzionatorie, sia amministrative che pecunarie, di cui all'art. 10 del decreto ministeriale del 10 novembre 2009;
se non si consideri urgente l'indizione di un tavolo tecnico tra i responsabili dei programmi del Sian ed i tecnici informatici delle associazioni e delle imprese per giungere all'effettiva risoluzione dei problemi in particolare riferibili all'upload dei file telematici da inviare al Sian.

Interrogazione a risposta scritta nr. Presentata da Data Argomento
4/05292 01/06/2011 Antezza (PD) Imprese agricole
(...) Quali urgenti iniziative i Ministri in indirizzo intendano adottare per consentire alle imprese agricole che consegnano "rifiuti pericolosi" per oltre 100 chilogrammi o litri annui una proroga, oltre il 1° giugno 2011, per l'iscrizione al Sistri;
quali provvedimenti intendano adottare affinché le imprese agricole attualmente esonerate, che consegnano "rifiuti pericolosi" entro la richiamata soglia, possano aderire al Sistri nel modo meno oneroso possibile, compatibilmente con gli obiettivi di tutela ambientale perseguiti dal Sistri e con i numerosi accordi di programma stipulati fra le organizzazioni agricole e le amministrazioni provinciali per la semplificazione delle procedure di raccolta dei rifiuti, al fine di evitare inutili aggravi burocratici ed economici non previsti dalla normativa comunitaria, con particolare riferimento al trasporto dei rifiuti in conto proprio svolto dalle imprese in maniera saltuaria e occasionale.
Interrogazione a risposta scritta nr. Presentata da Data Argomento
4/05274 Butti (PDL) 25/05/2011 Operatività
(...) Quali provvedimenti il Ministro in indirizzo intenda adottare per accogliere le pressanti istanze provenienti da tutti gli operatori economici interessati dal sistema di tracciabilità denominato Sistri, affinché si proceda ad una proroga che consenta agli operatori di adeguarsi al sistema Sistri in maniera efficace, ripensandone la metodologia e la struttura, mantenendo fermo l'obiettivo di tracciare la filiera dei rifiuti per combattere l'illegalità e salvaguardare l'ecosistema.
Interrogazione a risposta scritta nr. Presentata da Data Argomento
4/05241 Divina (LNP) 19/05/2011 Operatività - Costi

(...) Se il Ministro in indirizzo intenda considerare la necessità di prorogare la data di entrata in vigore del Sistri, almeno al 2012;
Se intenda considerare e valutare l'esigenza di avviare il sistema dopo un preventivo periodo di prova e di validazione prima della sua entrata in vigore a regime;
Se non ritenga opportuno sospendere le richieste di contributo alle imprese, se non provvedere alla restituzione di quanto già versato, almeno per un periodo equivalente a due anni;
Se non ritenga opportuno intervenire sul call center del Ministero, servizio che al momento risulterebbe inattivo.

Interrogazione a risposta scritta nr. Presentata da Data Argomento
4/05226 Vallardi (LNP) 19/05/2011 Operatività
(...) Se il Ministro in indirizzo intenda accogliere le richieste contenute nella lettera al Presidente del Consiglio dei ministri inviata il 16 maggio dalle associazioni Imprese Italia, Confindustria, Alleanza cooperative italiane e Confapi;
se intenda adoperarsi per favorire l'iter parlamentare del disegno di legge n. 2412, presentato dal Gruppo Lega Nord del Senato in data 27 ottobre 2010, che sospende l'entrata in vigore del nuovo sistema di tracciabilità dei rifiuti, in tal senso prorogando al 1° gennaio 2012 la sua effettiva entrata in funzione.
Interrogazione a risposta scritta nr. Presentata da Data Argomento
4/05192 Thaler (UDC, SVP e Autonomie) 18/05/2011 Operatività - Pmi
(...) Si chiede di sapere se non sia il caso di ripensare il sistema Sistri prevedendo delle semplificazioni per le piccole e medie imprese e prorogando a data da definire la piena operatività.
Interrogazione a risposta scritta nr. Presentata da Data Argomento
4/05177 Bertuzzi (PD) 17/05/2011 Operatività
(...) Si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo non ritenga opportuno provvedere con urgenza, con iniziativa di propria competenza, alla sospensione dell'entrata in vigore del Sistri ed un ripensamento dell'intero sistema.
Interrogazione a risposta scritta nr. Presentata da Data Argomento
4/05140 Camber (PDL) 05/05/2011 Costi - Operatività

(...) Per quale motivo non sia stato possibile aderire alla richiesta di concedere alle aziende di vedersi riconosciuto il contributo versato al Sistri per il 2010 valido anche per il 2011, e per quale motivo non sia stato ugualmente possibile concedere una proroga nella scadenza del pagamento annuale;
per quali motivi non si ritenga di esonerare le imprese a conduzione familiare o con al massimo 5 addetti dall'adesione obbligatoria al Sistri, consentendo loro di continuare ad utilizzare i registri di carico/scarico e i formulari;
quale sia un'ipotesi temporale realistica di avvio del funzionamento del Sistri.

Interrogazione a risposta scritta nr. Presentata da Data Argomento
4/04666 Pinzger (UDC, SVP e Autonomie) 02/03/2011 Provincia di Bolzano
(...) Accanto ai citati provvedimenti la Corte costituzionale, con sentenza n. 350 del 2010, ha dichiarato l'incostituzionalità dell'articolo 18, comma 2, della legge della Provincia di Bolzano 22 dicembre 2009, n. 11, che prevedeva di esentare le aziende dall'obbligo di iscrizione nel registro nazionale dei rifiuti;
(...)
Se il Ministro in indirizzo non intenda fornire chiarimenti sulla questione;
quali misure intenda attuare in futuro per concedere l'accesso gratuito al sistema Sistri che pesa maggiormente sui bilanci delle aziende di piccole dimensioni, già in gravi difficoltà.
Interrogazione a risposta scritta nr. Presentata da Data Argomento
4/04361 Ferrante (PD) 18/01/2011 Regime sanzionatorio
Premesso che:
la piena e concreta attuazione del sistema sanzionatorio, a seguito delle modifiche apportare alla parte IV del codice dell'ambiente (di cui al decreto legislativo n. 152 del 2006) ad opera del decreto legislativo n. 205 del 2010, è essenzialmente connessa all'entrata in vigore del Sistri. Pertanto, nel passaggio dal vecchio al nuovo sistema sanzionatorio, vanno registrate incongruenze sotto il profilo temporale, in quanto mancherebbe la contemporaneità tra la modifica dell'articolo 258 del decreto legislativo n. 152 del 2006 relativamente alle sanzioni per registri e formulari, e l'applicabilità delle sanzioni in tema di Sistri. Tale incongruenza è stata accentuata ed aggravata dal decreto ministeriale 22 dicembre 2010 quando ha differito dal 31 dicembre 2010 al 31 maggio 2011 il termine, previsto dal comma 2 dell'articolo 12 del decreto ministeriale 17 dicembre 2009 secondo il quale, "Al fine di garantire l'adempimento degli obblighi di legge e la verifica della piena funzionalità del sistema Sistri (...) i soggetti di cui ai medesimi articoli rimangono comunque tenuti agli adempimenti di cui agli artt. 190 e 193, Dlgs 152/2006";
alla luce di ciò è chiara la differenza con il sistema previgente, nel quale le violazioni in tema di registri e formulari avevano carattere di generalità, mentre ora si riferiscono solo alle categorie di operatori che o non siano obbligati o decidano di non aderire al Sistri;
il passaggio dal vecchio al nuovo regime sanzionatorio non avrebbe comportato problemi se l'entrata in vigore della modifica dell'articolo 258 del decreto legislativo n. 152 del 2006 e l'applicazione delle nuove sanzioni in materia di Sistri fossero state previste con carattere di contemporaneità. Invece oggi, al contrario, l'articolo 39 del decreto legislativo n. 205 del 2010 (disposizioni transitorie e finali) tace riguardo alla modifica dell'articolo 258 citato. Tale modifica, pertanto, è operativa dal 25 dicembre 2010, data di entrata in vigore del nuovo decreto legislativo n. 205 del 2010, mentre, al comma 1 di tale articolo 39 si stabilisce che "Le sanzioni del presente decreto relative al sistema di controllo della tracciabilità dei rifiuti (Sistri) di cui all'articolo 188-bis, comma 2, lett. a), si applicano a partire dal giorno successivo alla scadenza del termine di cui all'articolo 12, comma 2, del decreto del Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare in data 17 dicembre 2009 e successive modificazioni";
pertanto, fino al 25 dicembre 2010 (data di entrata in vigore del decreto legislativo n. 205 del 2010), i soggetti obbligati ad iscriversi al Sistri, ai sensi dell'articolo 3 del decreto ministeriale 17 dicembre 2009, restavano comunque tenuti agli obblighi concernenti registri e formulari ed al relativo (previgente) sistema sanzionatorio. Si evidenzia, dunque, un vuoto punitivo per i soggetti obbligati ad iscriversi al Sistri, in quanto, per il periodo tra il 25 dicembre 2010 ed il 31 dicembre 2010, il decreto legislativo n. 205 non reca alcuna sanzione in tema di violazione delle regole di tracciabilità dei rifiuti. Infatti: 1) le vecchie sanzioni in materia di registri e formulari non sono più previste (essendo state ristrette, per effetto della citata modifica dell'articolo 258, a soggetti diversi, cioè a quelli che non sono tenuti ad aderire al Sistri e che non lo hanno fatto volontariamente); 2) le nuove sanzioni in materia di Sistri non sono ancora operative;
per il periodo successivo al 31 dicembre 2010, poi, tale incongruenza è stata accentuata ed aggravata dal decreto ministeriale 22 dicembre 2010 per le ragioni già esposte;
in base ad un'interpretazione letterale, appare evidente che l'effetto del decreto ministeriale 22 dicembre 2010 è quello da un lato di avere confermato per cinque mesi (fino al 31 maggio 2011) l'obbligo dei soggetti diversi da quelli di cui al riformulato articolo 258 (tutti quelli tenuti ad iscriversi al Sistri) di rispettare in via transitoria le regole in tema di formulari o registri e, dall'altro, di avere svincolato per questi cinque mesi tali soggetti dalle sanzioni precedentemente previste per registro e formulario;
tale incongruenza deve essere valutata anche in relazione ai fatti commessi prima del 25 dicembre 2010. Deve in proposito distinguersi tra sanzioni amministrative e penali. Con riguardo alle sanzioni amministrative, la restrizione sotto il profilo soggettivo per le violazioni in materia di registri e formulari, commesse da soggetti poi tenuti ad iscriversi al Sistri, non incide sull'applicabilità delle sanzioni amministrative per i fatti pregressi, perché (Cassazione civile, Sez. I, n. 24060/2004 e Sez. I, n. 14828/2006) l'operatività dei principi di legalità, di irretroattività e di divieto di analogia, risultante dall'articolo 1 della legge 24 novembre 1981, n. 689, comporta l'assoggettamento della condotta considerata alla legge del tempo in cui tale condotta abbia a verificarsi, con conseguente inapplicabilità della disciplina posteriore più favorevole e dei diversi principi di cui all'articolo 2, commi 2 e 3, del codice penale, anche nel caso in cui la condotta, originariamente qualificata come illecito amministrativo, sia stata poi sanzionata come illecito penale per essere successivamente assoggettata nuovamente a sanzione amministrativa; ipotesi, questa, nella quale non può trovare applicazione neanche la più favorevole disciplina in tema di prescrizione dell'illecito penale;
con riguardo alle sanzioni penali, si pone, invece, un problema di "abolitio criminis". Sul punto, si richiama il principio generale di retroattività della legge penale più favorevole, previsto dall'articolo 2, comma 3, del codice penale, da intendersi nel senso che la disciplina relativa alla successione delle leggi penali "si applica qualora la disposizione richiamata da una "norma penale in bianco" sia modificata o abrogata, ovvero nell'ipotesi in cui venga modificata una norma "definitoria" (cioè una disposizione attraverso la quale il legislatore chiarisce il significato di termini usati in una o più disposizioni incriminatrici, concorrendo a individuare il contenuto del precetto penale) oppure, infine, nel caso in cui una disposizione legislativa commini una sanzione penale per la violazione di un precetto contenuto in un'altra disposizione legislativa, che venga abrogata in tutto o in parte" (Cassazione penale, Sez. II, sentenza n. 4296 del 2004);
tale seconda questione, tuttavia, si pone per la sola mancanza od incompletezza del formulario in caso di trasporto di rifiuti pericolosi, condotta in precedenza punita con la pena di cui all'articolo 483 del codice penale e, a partire dal 25 dicembre 2010, non più prevista come reato, atteso che tale tipologia di trasporto è soggetta, nel regime definitivo, alle regole del sistema Sistri e, di conseguenza, non è più contemplata dal nuovo articolo 258 del decreto legislativo n. 152 del 2006 nella parte in cui ridisegna le sanzioni in tema di formulari;
il disallineamento temporale tra l'entrata in vigore della modifica dell'articolo 258 e l'applicazione delle nuove sanzioni in materia di Sistri vanifica ogni possibile ragionamento sulla continuità normativa tra i due testi,

si chiede di conoscere:
se corrisponda a vero quanto descritto in premessa e, in tal caso, se il Ministro in indirizzo non intenda disporre immediatamente, anche attraverso un atto normativo, che anche nel regime transitorio si preveda la sanzione per i soggetti obbligati ad iscriversi al Sistri;
se intenda attivarsi affinché la violazione delle regole relative alla tenuta del registro di carico e scarico e del formulario per il trasporto dei rifiuti, di cui, rispettivamente, agli articoli 190 e 193 del decreto legislativo n. 152 del 2006, siano opportunamente oggetto di previsione sanzionatoria, in modo da non garantire ai trasgressori un adeguato regime punitivo.
Interrogazione a risposta scritta nr. Presentata da Data Argomento
4/04359 Saro (PDL) 18/01/2011 Proroga - Contributo
(...)
si chiede di sapere:
se il Ministro in indirizzo ritenga opportuno prorogare ulteriormente i termini per l'avvio del Sistri al fine di consentire a tutti gli operatori del settore di dotarsi delle apparecchiature necessarie al controllo e alla gestione dei rifiuti speciali di cui ai citati disposti normativi e adeguarsi alle nuove procedure;
se e in che modo intenda intervenire al fine di evitare che gli operatori iscritti al Sistri nel 2010 debbano sostenere ulteriori oneri finanziari per l'anno 2011 per un sistema che non è ancora operativo.
Interrogazione a risposta scritta nr. Presentata da Data Argomento
4/04273 Ferrante (PD) 14/12/2010 Proroga - Contributo
(...) Si chiede di sapere:
Quale sia, allo stato, la situazione relativa all'avviamento ed alla messa a punto del Sistri su tutto il territorio nazionale;
se non si ritenga opportuno prevedere l'avvio effettivo del Sistri, e dei conseguenti obblighi per gli operatori, solo successivamente al momento in cui tutte le aziende saranno state messe nelle condizioni di poterlo davvero utilizzare, in maniera semplice e sulla base di indicazioni chiare e definitive;
di conseguenza, poiché ad oggi il sistema non è ancora operativo, se non si ritenga eventualmente opportuno esonerare le imprese dal versamento del contributo per l'anno 2011 così considerando quanto da esse versato nel 2010 per l'iscrizione al Sistri valido anche ai fini dell'iscrizione per il 2011.
Interrogazione a risposta scritta nr. Presentata da Data Argomento
4/04266 Ferrante (PD) 14/12/2010 Funzionalità - Proroga
(...) Si chiede di conoscere se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza di queste ulteriori problematicità del sistema Sistri e, di conseguenza, come intenda intervenire per rimediare definitivamente a tutte le criticità, denunciate da tutte le categorie di operatori interessate dal sistema, visto che, nelle condizioni attuali, si fa davvero fatica a pensare che il Sistri possa diventare operativo dal 1° gennaio 2011.
Interrogazione a risposta scritta nr. Presentata da Data Argomento
4/04191 Ferrante (PD) 06/12/2010 Vettori esteri - Funzionalità - Interoperabilità

(...) Se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza di queste ulteriori problematicità del sistema Sistri e se, pertanto, non ritenga urgente l'emanazione di norme, anche attraverso l'emanazione di un decreto ministeriale, che: 1) stabiliscano definitivamente l'effettiva possibilità di rendere interoperabili i software gestionali con Sistri, che contenga anche tutte le informazioni tecniche definitive, comprese le modalità di apposizione della firma elettronica, è infatti assolutamente fondamentale prevedere che le software house abbiamo il tempo per analizzare, implementare, testare e diffondere l'interoperabilità; 2) forniscano informazioni più dettagliate circa le modalità di "conservazione elettronica" di registri cronologici e area movimentazione; 3) chiariscano quale sia il significato della dicitura "Certifica, inoltre, che il sistema gestionale sotto indicato e l'organizzazione dell'impresa rispondono ai requisiti di sicurezza previsti dalle disposizioni normative vigenti ed è consapevole che, in caso di mancato soddisfacimento di questi requisiti, è vietato l'utilizzo dei servizi volti all'ottenimento o all'invio dei dati relativi alla tracciabilità dei rifiuti" presente nel nuovo documento denominato "Modulo richiesta autorizzazione all'utilizzo dei servizi di interoperabilità" e in quale modo e tempo il Ministero pensa di fornire tali certificati alle aziende;
se non ritenga urgente anche un chiarimento circa quanto riportato dall'articolo del "Il Giornale" in merito al fatto che operatori esteri potrebbero circolare impunemente nel nostro Paese senza dover rispettare le regole stabilite e questo, oltre a favorire la concorrenza sleale, vanificherebbe il tanto annunciato obbiettivo di controllare coloro che con i rifiuti traggono profitti illeciti e rischierebbe di innescare pericolosi fenomeni di "delocalizzazione".

Interrogazione a risposta scritta nr. Presentata da Data Argomento
4/04184 Ferrante (PD) 06/12/2010 Funzionalità - Affidamento
(...) Si chiede di conoscere se, in attesa dell'esito del lavoro degli organi giudiziari, il Ministro in indirizzo non intenda urgentemente riferire al Parlamento sia sulla scarsa funzionalità del sistema di tracciabilità Sistri sia sull'iter delle procedure che hanno condotto all'affidamento senza gara pubblica ad una società controllata del gruppo Finmeccanica, la Selex Service Mangement.
Interrogazione a risposta scritta nr. Presentata da Data Argomento
4/03807 Ferrante (PD) 12/10/2010 Software - Interoperabilità
(...) Se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza di questa ulteriore problematicità del sistema Sistri e se, pertanto, non ritenga urgente l'emanazione di norme, anche attraverso l'adozione di un decreto ministeriale, che stabiliscano definitivamente l'effettiva possibilità di rendere interoperabili i software gestionali con il Sistri, che contenga, inoltre, anche le informazioni tecniche e, infine, che prevedano che le softwarehouse abbiamo il tempo per analizzare, implementare, testare e diffondere l'interoperabilità;
se non ritenga urgente anche un chiarimento circa quanto riportato sul "Draft" relativo all'obbligo delle aziende di aderire ad un accordo di servizio per accedere, attraverso i software gestionali al Sistri, utilizzando l'interoperabilità.
Interrogazione a risposta scritta nr. Presentata da Data Argomento
4/03757 Ferrante, Della Seta (PD) 30/09/2010 Interoperabilità Sistri

(...) Se il Governo disponga di elementi in grado di verificare la veridicità di quanto riportato in premessa;
se risulti che sia stato imposto il segreto di Stato sul Sistri e, in caso affermativo, perché non siano state adottate le procedure ordinarie di appalto;
se, alla luce delle denunce esposte in premessa, e delle difficoltà di applicazione di un sistema che dovrebbe entrare in vigore il 1° ottobre non si ritenga opportuno di prorogarne immediatamente l'entrata in vigore e cogliere l'occasione per rivedere le procedure di assegnazione del progetto, al fine di promuovere la libera concorrenza nel settore, evitando di compromettere la trasparenza dello stesso progetto;
per quali ragioni, inoltre, i costi e i dettagli del progetto non siano stati resi di pubblico dominio.

Interrogazione a risposta scritta nr. Presentata da Data Argomento
4/03712 Ferrante, Fioroni (PD) 23/09/2010 Proroga Sistri

(...) Se il Ministro in indirizzo non intenda urgentemente riferire in Parlamento sulle criticità che il sistema Sistri sta già dimostrando ancor prima di entrare a regime, rischiando di non migliorare la trasparenza sul flusso dei rifiuti e di non essere utile come dovrebbe alla lotta al traffico illecito di rifiuti;
se nel frattempo non intenda urgentemente prorogare l'entrata in vigore del sistema Sistri in modo da poter risolvere definitivamente le relative criticità ed evitare di far incorrere in sanzioni, anche penali, gli incolpevoli operatori nonché per contrastare una possibile infiltrazione, tra le maglie di queste difficoltà, delle ecomafie.

Risposta del 18/11/2010
Il sistema Sistri ha incontrato, dalla sua istituzione, avvenuta con decreto ministeriale 17 dicembre 2009, ad oggi, diverse criticità alle quali si è cercato sempre di far fronte (slittamenti termini per l'iscrizione, eccessivi costi per le piccole imprese, interoperabilità con i sistemi di gestione aziendali, difficoltà interpretative, modalità di utilizzo dispositivi elettronici, consegna dei dispositivi elettronici, eccetera).
Riguardo, in particolare, al rilievo della scarsa capacità del Sistri di migliorare la trasparenza sul flusso dei rifiuti e di garantire un maggior controllo del traffico illecito dei rifiuti si rileva che questi sono gli obiettivi del nuovo sistema e che si sta lavorando affinché si creino le condizioni per assicurare che ciò avvenga.
Ogni giudizio al riguardo è, conseguentemente, al momento, prematuro: una valutazione potrà essere data soltanto alla luce dei risultati che si potranno determinare su piano operativo.
Si segnala che, con decreto ministeriale 28 settembre 2010, è stato disposto lo slittamento dei termini per la consegna dei dispositivi elettronici agli aventi diritto al 30 novembre e per l'avvio del sistema al 1° gennaio 2011. In questo periodo si è in presenza di una sovrapposizione del sistema cartaceo vigente con quello elettronico per quanti in possesso dei dispositivi Usb e black box. Si è dunque partiti in modo morbido consentendo agli operatori di familiarizzare con i nuovi dispositivi elettronici senza incorrere in sanzioni.
Interrogazione a risposta scritta nr. Presentata da Data Argomento
4/03169 Ferrante, Della Seta (PD) 18/05/2010

Applicabilità Sistri

(...) Se, a quanto risulta al Ministro in indirizzo, sia vero che la doverosa e indispensabile preventiva comunicazione del sistema, di cui al citato decreto ministeriale del 17 dicembre 2009, come modificato dal decreto ministeriale del 15 febbraio 2010, agli organismi comunitari, ai sensi della direttiva 98/34/Ce, recepita dalla legge 21 giugno 1986, n. 317, è stata omessa da parte del Governo italiano, e, in tal caso, se il Ministro in indirizzo non ritenga che tale omissione rischi di rendere, per giurisprudenza comunitaria, la disciplina disapplicabile da parte degli organi giudiziari italiani, e quindi, di fatto, priva di efficacia.
Risposta del 15/07/2010
Al sistema per il controllo della tracciabilità dei rifiuti (Sistri) è stata data attuazione attraverso il decreto del Ministro del 17 dicembre 2009, come modificato dal successivo decreto del 15 febbraio 2010.
Con i predetti decreti ministeriali, l'Italia ha ottemperato alle specifiche previsioni contenute nella direttiva 2008/98/Ce del Parlamento europeo e del Consiglio del 19 novembre 2008 relativa ai rifiuti, che impone agli Stati membri l'adozione di misure volte a garantire la tracciabilità - dalla produzione alla destinazione finale - e il controllo dei rifiuti pericolosi al fine di garantire che la gestione dei rifiuti stessi sia effettuata senza danneggiare la salute umana e senza recare pregiudizio all'ambiente.
Peraltro, anche l'articolo 33 del regolamento (Ce) n. 1013/2006 del Parlamento europeo e del Consiglio del 14 giugno 2006 relativo alle spedizioni di rifiuti impone agli Stati membri di istituire un sistema appropriato di sorveglianza e controllo delle spedizioni di rifiuti esclusivamente all'interno della loro giurisdizione.
Con l'istituzione del Sistri, l'Italia ha ottemperato agli obblighi istituiti da predetto regolamento.
Di conseguenza, la Commissione europea è stata informata dei decreti ministeriali istitutivi del Sistri secondo la specifica procedura prevista dall'articolo 33, comma 2, del regolamento (Ce) n. 1013/2006.
Tutto ciò premesso, si comunica che i decreti ministeriali istitutivi del Sistri non richiedono alcuna preventiva notifica alla Commissione europea ai sensi della direttiva 98/34/Ce, come modificata dalla direttiva 98/48/Ce, in quanto la predetta direttiva impone agli Stati membri di comunicare una regola tecnica solo qualora questa riguardi "prodotti" o i "servizi della società dell'informazione". Dal momento che i predetti decreti ministeriali non costituiscono alcuna regola tecnica relativa a un prodotto o a un servizio della società dell'informazione e che i decreti stessi non contengono previsioni atte a limitare in alcun modo la libera circolazione delle merci o ad ostacolare gli scambi tra gli Stati membri, i decreti ministeriali istitutivi del Sistri non necessitano di alcuna notifica preventiva alla Commissione europea ai sensi della predetta direttiva 98/34/Ce.
Interrogazione a risposta scritta nr. Presentata da Data Argomento
4/03009 Pinzger (UDC, SVP e Autonomie) 14/04/2010

Pmi - quantità minime - gratuità

(...) Se i Ministri in indirizzo non ritengano giuste le considerazioni sopra esposte e se, pertanto, non intendano intervenire per garantire alle piccole imprese un più adeguato lasso di tempo per l'adempimento dell'obbligo affinché si dia modo di programmare l'entrata in funzione del nuovo sistema, anche in considerazione delle rilevanti conseguenze penali derivanti da eventuali errori commessi in buona fede;
se non ritengano di dover provvedere ad una chiara elencazione dei soggetti sottoposti dal decreto in questione per la messa in atto del sistema Sistri, escludendo attività che producono rifiuti speciali in quantità minima;
quali misure intendano attuare per verificare la possibilità di un accesso gratuito al sistema Sistri per non pesare sui bilanci di aziende di piccole dimensioni già in grande difficoltà a causa della crisi economica.
Risposta del 07/06/2010
In merito all'interrogazione, nel condividere le preoccupazioni manifestate, si segnala che presso il Ministero è stato attivato un tavolo di lavoro con i rappresentanti delle principali organizzazioni del settore artigianale, con lo scopo di esaminare ed approfondire i diversi aspetti legati all'adesione delle imprese artigiane al Sistri, con particolare attenzione a quelle di più piccole dimensioni produttrici di modeste quantità di rifiuti pericolosi.
Il Ministero valuterà con estrema attenzione quanto richiesto nel testo unificato delle risoluzioni approvate dalla VIII Commissione permanente della Camera dei deputati sull'istituzione del Sistri, nella seduta del 29 aprile, relativamente alla previsione di un ulteriore periodo di proroga per le imprese e gli enti di iscriversi al Sistri fino alla data di entrata in vigore del regime sanzionatorio previsto dal decreto legislativo di recepimento della direttiva 2008/98/Ce sui rifiuti.
In ordine all'esclusione delle attività che producono rifiuti speciali in quantità minima, si precisa che tale richiesta non può essere accolta in quanto il decreto istitutivo del Sistri non modifica le regole vigenti stabilite in materia di rifiuti dal decreto legislativo n. 152 del 2006, per cui i soggetti tenuti ad iscriversi sono gli stessi che sono tenuti alla compilazione del Mud. Più recentemente, la direttiva 2008/98/Ce sui rifiuti ha posto l'obbligo di aderire al sistema di tracciabilità a tutti i soggetti che producono rifiuti pericolosi a prescindere dalle quantità prodotte.
Inoltre, la stessa direttiva lascia agli Stati membri la possibilità di esigere che anche i produttori di rifiuti non pericolosi adempiano agli obblighi di registrazione.
Nel merito, nell'impossibilità di prevedere l'esclusione dall'iscrizione al Sistri delle attività che producono rifiuti speciali in quantità minime, si segnala che nel tavolo di lavoro sopra indicato, per venire comunque incontro alle esigenze manifestate, si sta procedendo all'esame ed alla valutazione di disposizioni semplificate di carattere organizzativo ed economico per le imprese più piccole produttrici di modeste quantità di rifiuti pericolosi.
In ordine alla previsione di un accesso gratuito delle imprese di piccole dimensioni al sistema Sistri, è opportuno ricordare che il comma 3-bis dell'articolo 189 del decreto legislativo n. 152 del 2006, introdotto con l'art. 2, comma 24, del decreto legislativo n. 4 del 2008, sull'obbligo per alcune categorie di soggetti di installazione ed utilizzo di apparecchiature elettroniche ai fini della tracciabilità dei rifiuti, aveva stabilito che ciò sarebbe dovuto avvenire senza alcun onere aggiuntivo per la finanza pubblica, oltre i 5 milioni di euro inizialmente stabiliti dalla legge finanziaria per il 2006.
In relazione a detto vincolo, il Ministero ha proceduto all'attivazione del Sistri facendo gravare sui soggetti obbligati al rispetto della nuova disciplina il costo del funzionamento del nuovo sistema. La ripartizione dei contributi tra i soggetti obbligati si basa sui principi di dimensione, tipologia e quantità dei rifiuti prodotti. Nel merito, si segnala, come sopra ricordato, che si sta procedendo per pervenire ad una riduzione del livello dei contributi per le imprese più piccole con modeste quantità di rifiuti pericolosi prodotti.
Interrogazione a risposta scritta nr. Presentata da Data Argomento
4/03004 Saro, Lenna, Camber (PDL) 14/04/2010 Agricoltura
(...) Si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo ritenga opportuno intervenire al fine di semplificare le procedure di accesso allo smaltimento dei rifiuti per gli operatori del comparto dell'agricoltura.
Risposta del 07/06/2010
Si fa presente che presso il Ministero è stato attivato un tavolo di lavoro con le principali organizzazioni imprenditoriali del settore agricolo per esaminare ed approfondire le diverse problematiche ricadenti sulle imprese agricole a seguito della loro adesione al Sistri, con particolare attenzione alle criticità riscontrate dalle imprese di minori dimensioni produttrici di piccole quantità di rifiuti pericolosi.
L'obiettivo è quello di ricondurre tutti gli operatori di piccole dimensioni che producono modeste quantità di rifiuti pericolosi nell'ambito di una disciplina unitaria comune a tutti i settori produttivi a fronte di agevolazioni di carattere organizzativo ed economico.
Interrogazione a risposta scritta nr. Presentata da Data Argomento
4/02842 Giaretta (PD) 10/03/2010 Attività minori
(...) Se non si ritenga opportuno:
prevedere per le attività minori un più adeguato lasso di tempo per l'adempimento dell'obbligo che dia modo alle imprese di programmare l'entrata in funzione del nuovo sistema, in considerazione delle rilevanti conseguenze penali derivanti da eventuali errori in buona fede;
prevedere una migliore definizione della platea dei soggetti all'implementazione del sistema Sistri, escludendo attività che producono rifiuti speciali in quantità minimale, restando comunque in essere la precedente modulistica che fornisce sufficiente informazione;
prevedere comunque per le attività minori l'accesso gratuito al sistema, che è a presidio di un interesse generale che deve essere garantito dallo Stato senza pesare sui bilanci di aziende di piccole dimensioni già particolarmente stressati in questo difficile periodo congiunturale.
Risposta del 26/04/2010
Riguardo alla proposta di prevedere per le "attività minori", comunque da definire, un più adeguato lasso di tempo per adeguarsi agli adempimenti previsti dal nuovo sistema, non sembra una soluzione che aiuti di molto le micro attività con produzioni marginali di rifiuti pericolosi.
In merito alle procedure da seguire, il decreto ministeriale 17 dicembre 2009 contiene, all'art. 7, alcune modalità operative semplificate alle quali i piccoli produttori di rifiuti pericolosi possono ricorrere: delega alle associazioni imprenditoriali per l'assolvimento dei compiti previsti, conferimento dei rifiuti a circuiti organizzati o al servizio pubblico di raccolta.
Per detti soggetti permane, in ogni caso, l'obbligo di iscrizione al Sistri in quanto produttori di rifiuti pericolosi, anche se in quantità minimali, e ciò in coerenza con quanto stabilito dalla direttiva 98/2008/Ce sui rifiuti, di prossimo recepimento nell'ordinamento giuridico nazionale.
Per quanto riguarda i costi, una riflessione andrà fatta, ma ciò alla luce anche dei risultati complessivi che si avranno, in termini di entrate, alla scadenza del periodo di iscrizione al Sistri.
È in ogni caso da escludere un accesso gratuito al sistema in quanto il costo relativo al funzionamento del sistema stesso è venuto a ricadere su tutti i soggetti obbligati ad aderire al Sistri, e ciò in presenza del vincolo, disposto dall'art. 2, comma 24, del decreto legislativo n. 4 del 2008, della realizzazione dell'iniziativa senza ulteriori oneri a carico della finanza pubblica.
Interrogazione a risposta scritta nr. Presentata da Data Argomento
4/02839 Thaler Ausserhofer (UDC, SVP e Autonomie) 10/03/2010 Proroga
(...) Se si ritenga che sia il caso di posporre l'avvio del sistema di rintracciabilità dei rifiuti fino all'emanazione dei necessari chiarimenti nonché di ridimensionare i costi e di prevedere dei criteri per un'applicazione del Sistri in forma graduale e differenziata secondo le quantità di rifiuti prodotti.
Risposta del 26/04/2010
Una volta superata la fase iniziale di confusione e di incertezze, dovute anche alla rilevanza delle modificazioni apportate dal nuovo sistema di tracciabilità, gli operatori, sulla base anche di quanto stabilito dal nuovo decreto ministeriale del 15 febbraio 2010 che ha prorogato di 30 giorni i termini di iscrizione stabiliti dal precedente decreto ministeriale 17 dicembre 2009, stanno rispondendo in modo più che soddisfacente agli adempimenti previsti.
Prova tangibile è data dal numero dei soggetti che, alla scadenza del primo termine di iscrizione del 30 marzo, hanno aderito al Sistri: sono state, infatti, più di 90.000 le iscrizioni pervenute, a testimonianza della non complessità delle procedure da seguire.
Il Sistri, è bene ricordarlo, non ha modificato le regole esistenti, ma si è limitato a cambiare soltanto le modalità attraverso cui vengono comunicati i dati sulla produzione e gestione dei rifiuti speciali: da un sistema cartaceo si è passati ad un sistema che utilizza dispositivi elettronici. Non c'è stato, quindi, alcun peggioramento normativo rispetto alla situazione oggi esistente.
Gli obblighi ai quali oggi un piccolo artigiano è tenuto a rispondere rimangono gli stessi. Il Sistri introduce soltanto una maggiore trasparenza e certezza nelle modalità di comunicazione dei dati.
Sia nel decreto ministeriale 17 dicembre 2009, sia nel sito www.sistri.it nella parte dedicata alle domande frequenti, le cosiddette "FAQ", vengono riportate le risposte alle modalità che i piccoli artigiani devono seguire nelle diverse situazioni in cui si trovano ad operare.
Per questa categoria di operatori sono state inoltre mantenute e valorizzate le procedure semplificate attraverso il coinvolgimento delle associazioni di categoria. Resta, altresì, in vigore in disposizione di cui all'art. 266 del decreto legislativo n. 152 del 2006.
Riguardo alla distinzione tra operatori che producono poche quantità di rifiuti pericolosi rispetto a quelli che ne producono in abbondanza, è opportuno precisare che la direttiva europea 98/2008/Ce in materia di rifiuti, di prossimo recepimento nel nostro ordinamento giuridico, non pone alcuna distinzione tra i soggetti produttori di rifiuti pericolosi, essendo tutti obbligati ad iscriversi al Sistri a prescindere delle quantità prodotte, in quanto produttori di rifiuti pericolosi.
Questo problema è attualmente oggetto di attenzione da parte dell'amministrazione, sensibile ai segnali di preoccupazione provenienti da più parti, che sta valutando la possibilità di prevedere l'introduzione di ulteriori misure di semplificazione per i piccoli imprenditori che producono modeste quantità di rifiuti pericolosi.
Per quanto detto: non si avverte alcuna necessità di posporre l'avvio del sistema di tracciabilità dei rifiuti fino all'emanazione dei necessari chiarimenti. Tali eventuali nuovi chiarimenti dovrebbero, in ogni caso, essere resi noti prima dell'avvio operativo del nuovo sistema fissato, per le piccole imprese, all'11 agosto 2010; al momento non è prevedibile alcun ridimensionamento dei costi per le piccole imprese; il principio di gradualità è stato già accolto dai decreto ministeriale 17 dicembre 2009 con la previsione di diverse scadenze per l'iscrizione e l'avvio operativo riguardo a due gruppi di soggetti obbligati ad aderire al nuovo sistema di tracciabilità.
Interrogazione a risposta scritta nr. Presentata da Data Argomento
4/02822 Ferrante (PD) 09/03/2010 MinAmbiente e Sistri - formazione addetti - notifica all'Ue
(...) Se il Ministro in indirizzo non intenda urgentemente riferire in Parlamento sulle criticità che il sistema Sistri sta già dimostrando ancor prima di entrare a regime, e che rischia di non migliorare la trasparenza sul flusso dei rifiuti e di non essere utile come dovrebbe alla lotta al traffico illecito di rifiuti;
per quali motivi il Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare non si affretti ad adottare un manuale operativo o una Circolare che chiarisca come le imprese debbano usare il Sistri, a fronte della molteplice casistica che si registra nella realtà quotidiana e della confusione nella quale oggi le imprese (piccole e grandi) versano per utilizzare il sistema;
se, visti i tempi strettissimi con cui si prevede l'operatività del nuovo sistema, non intenda attivare un piano straordinario di formazione per gli addetti del settore sulle nuove procedure che permetta alle imprese di gestire correttamente i nuovi obblighi e garantire la reale utilità del sistema Sistri per combattere le ecomafie dei rifiuti;
per quale ragione il decreto ministeriale 17 dicembre 2009, pur essendo regola tecnica, non sia stato notificato alla Commissione europea prima della sua adozione, nonostante tale omissione rischi di rendere (per giurisprudenza comunitaria) la disciplina disapplicabile da parte del giudice nazionale;
per quale motivo il citato decreto ministeriale non sia stato sottoposto al parere preventivo del Consiglio di Stato ai sensi della legge n. 400 del 1988;
perché non sia stato adottato il decreto ricognitivo di cui all'articolo 14-bis della legge n. 102 del 2009 per chiarire univocamente quale sia il quadro normativo oggi vigente.
Risposta del 26/04/2010
In ordine alla valutazione se il Sistri rappresenterà davvero un valido supporto alla lotta alla criminalità, è da evidenziare che il più grande vantaggio del nuovo sistema di tracciabilità è quello di garantire l'informazione sulla movimentazione dei rifiuti in tempo reale, dal momento in cui vengono prodotti alla destinazione finale. Ciò consente la possibilità di interventi immediati per contrastare fenomeni di illegalità e per bloccare comportamenti non conformi alle regole.
L'utilizzo di tecnologie elettroniche permette, infatti, di superare quella che è stata la principale criticità del sistema cartaceo di comunicazione dei dati ambientali: le informazioni più recenti oggi disponibili risalgono al 2007 e, quindi, del tutto inutilizzabili ai fini dell'avvio di azioni di prevenzione nella lotta alla criminalità. È evidente che il Sistri non è la soluzione del problema. Il Sistri è uno strumento ottimale di una politica contro l'illegalità che presuppone, a sua volta, una strategia di intervento ben mirata di controllo sul territorio. È in questo ambito che il Sistri può dimostrare la sua efficacia, la sua utilità ed il suo valore.
Riguardo al rilievo della mancata garanzia di intervento in tempo reale i caso di gravi difficoltà applicative del sistema, si osserva che i limiti temporali stabiliti costituiscono tempi massimi di intervento. Verrà realizzata una rete di assistenza in grado di risolvere, nel più breve tempo possibile, vizi di funzionamento del software (massimo 24 ore) e dell'hardware (massimo 72 ore). In caso di malfunzionamento del sistema di comunicazione dati per via elettronica sarà assicurata continuità di informazione con l'utilizzo della scheda-area movimentazione in cartaceo.
In ordine al rilievo sulla mancanza di regole tecniche per la concreta applicazione del sistema, si ritiene utile far presente che non esiste solo la guida per l'iscrizione, ma anche tutte le informazioni necessarie per la successiva fase di distribuzione della tecnologia agli operatori. È stato inoltre attivato il portale www.sistri.it, continuamente aggiornato, che contiene un interessante sito dedicato alle domande frequenti (cosiddette "FAQ"), che forniscono le risposte ai chiarimenti su aspetti di interesse generale richiesti dalle imprese. Inoltre, è in atto tutta una serie di iniziative di carattere formativo ed informativo sul territorio, organizzate dalle Camere di commercio e dalle associazioni imprenditoriali, a gran parte delle quali il Ministero assicura la partecipazione di propri esperti.
Con riferimento agli interrogativi posti, si forniscono i seguenti chiarimenti.
È in preparazione, in stretta collaborazione con le categorie interessate, il manuale operativo che dovrebbe contenere le informazioni che i soggetti obbligati dovrebbero seguire per assolvere agli adempimenti previsti nella molteplicità delle situazioni operative che possono presentarsi.
Il Ministero è stato, sin dall'inizio, pienamente consapevole, visti i tempi brevi previsti per l'attuazione del nuovo sistema di controllo della tracciabilità dei rifiuti, dell'esigenza di avviare un piano di comunicazione semplice e ben mirato, in modo da consentire la più ampia diffusione possibile delle novità introdotte con il Sistri. Sono stati così preparati e diffusi diversi documenti e materiale divulgativo; sono stati pubblicati diversi articoli e dossier illustrativi sui principali quotidiani; sono state coinvolte le principali organizzazioni imprenditoriali dei diversi settori produttivi che hanno amplificato, attraverso i rispettivi canali di informazione, le notizie sul Sistri. È stato creato, come già anticipato, il portale che contiene tutto quanto è dato conoscere sul Sistri. Le imprese e l'apparato pubblico hanno però percepito in ritardo l'impatto del Sistri e ciò ha generato dubbi, perplessità, preoccupazioni. Superata, però, questa iniziale fase di difficoltà è da ritenersi che le modalità operative del nuovo sistema di controllo della tracciabilità siano, oggi, abbastanza conosciute, anche se occorrerà applicarle correttamente nella molteplicità delle situazioni che si presentano. È prossimo l'avvio, una volta acquisite le ultime designazioni, del Comitato di vigilanza e controllo, di cui all'art 11 del decreto ministeriale 17 dicembre 2009, con il compito di garantire il monitoraggio del sistema, composto da 15 membri, di cui 10 designati dalle associazioni imprenditoriali maggiormente rappresentative dei produttori, trasportatori, recuperatori e smaltitori di rifiuti. L'attività di questo Comitato sarà molto utile per verificare quanto accade sul mercato e per proporre le soluzioni più appropriate per risolvere i problemi che si pongono.
In merito alla mancata notifica del decreto ministeriale 17 dicembre 2009 alla Commissione europea, si rileva che la notifica non è richiesta in base alla direttiva 98/34/Ce, come modificata dalla successiva direttiva 98/48/Ce, bensì in base alla normativa specifica sui rifiuti, contenuta nel regolamento n. 1013/2006 sul trasporto transfrontaliero dei rifiuti. Questo regolamento non solo prevede un obbligo per gli Stati membri di istituire un appropriato sistema di sorveglianza e controllo delle spedizioni di rifiuti esclusivamente all'interno della loro giurisdizione, ma anche l'obbligo di notificare tale sistema alla Commissione europea. In ottemperanza a tali obblighi di notifica, con riferimento specifico alle misure in materia di rifiuti, il Ministero ha di conseguenza avviato la procedura per la relativa notifica. Si sottolinea, peraltro, che l'istituzione del Sistri costituisce una misura in linea con i più recenti orientamenti legislativi comunitari, ivi compresa le recente direttiva 2008/98/Ce in materia di rifiuti, di prossimo recepimento nell'ordinamento nazionale, che prevede, tra l'altro, l'obbligo per gli Stati membri di adottare misure volte a garantire la tracciabilità dei rifiuti pericolosi, dalla loro produzione alla destinazione finale. Per completezza di analisi si evidenzia che le due direttive comunitarie 98/34/Ce e 98/487Ce hanno, invece, introdotto disposizioni volte a prevenire che specifiche norme tecniche di prodotti o altri requisiti o regole relativi ai servizi possano eventualmente costituire ostacolo agli scambi o alla libera circolazione dei servizi o alla libertà di stabilimento dell'operatore. È di tutta evidenza che il decreto ministeriale 17 dicembre 2009 ed il successivo decreto ministeriale 15 febbraio 2010 sul Sistri non contengono previsioni atte a costituire ostacolo agli scambi o alla libera circolazione dei servizi o alla libertà di stabilimento.
In ordine al rilievo della mancata richiesta del parere del Consiglio di Stato, si precisa che il decreto ministeriale 17 dicembre 2009, in quanto attuativo dell'art. 189, comma 3-bis, del decreto legislativo n. 152 del 2006, non richiedeva tale parere.
Per quanto riguarda la mancata adozione dei regolamenti previsti dall'art 14-bis della legge n. 102 del 2009, volti all'abrogazione delle disposizioni in contrasto con quanto stabilito dallo stesso articolo, è da mettersi in relazione al fatto che il Sistri non ha annullato tutte le procedure relative alla tenuta della documentazione cartacea in campo ambientale da parte degli operatori, in quanto queste continuano a permanere per tutti quei soggetti che non sono obbligati ad aderire alla nuova disciplina del Sistri. Per apportare le necessarie modifiche al quadro normativo vigente si è preferito utilizzare lo strumento del decreto legislativo di recepimento della direttiva europea sui rifiuti, ritenendolo più adeguato ad inserire il Sistri nell'ambito del nuovo disegno di adeguamento della normativa nazionale ai principi guida ed alle regole definite a livello europeo in materia di rifiuti.
Interrogazione a risposta scritta nr. Presentata da Data Argomento
4/02767 Fluttero (PDL) 25-02-2010 Proroga - coordinamento - gradualità - semplificazione

Si chiede di conoscere se il Governo intenda presentare quanto prima disposizioni volte:
a prorogare il termine per l'adesione al Sistri;
a risolvere i problemi applicativi riguardanti il coordinamento con gli ordinamenti nazionale e comunitario, esposti in premessa;
a provvedere ad una maggiore gradualità nell'avvio del sistema, limitando la prima fase alle imprese più grandi e la seconda fase alle imprese più piccole;
ad introdurre norme di semplificazione degli adempimenti burocratici a carico delle imprese, nonché di riduzione dei costi a carico delle stesse, valutando se non sia opportuno prevedere la deducibilità fiscale dei connessi oneri.

Risposta del 26/04/2010
I tempi messi a disposizione per i soggetti obbligati ad aderire al nuovo sistema di tracciabilità dei rifiuti sono stati ritenuti sufficienti al completamento delle operazioni di iscrizione e di distribuzione dei dispositivi elettronici.
Infatti, dopo un prevedibile primo impatto di confusione e di incertezze, gli operatori, anche a seguito dell'emanazione del decreto ministeriale 15 febbraio 2010 che ha prorogato di 30 giorni le scadenze previste, hanno conosciuto le modalità operative del nuovo sistema ed il primo gruppo di soggetti ha aderito, entro il termine del 30 marzo, al Sistri.
Le adesioni sono state oltre 90.000, un numero, questo, superiore alle aspettative, testimonianza della non complessità delle procedure di iscrizione, trattandosi soltanto della presentazione di un modulo di iscrizione per via informatica, via fax o via telefonica, senza alcun cospicuo elenco di documenti da allegare.
A questa prima fase seguirà quella più delicata della distribuzione dei dispositivi elettronici che dovrebbe concludersi in 90 giorni. Il Ministero monitorerà con attenzione le procedure di distribuzione a livello territoriale ai fini del rispetto delle scadenze previste alla piena operatività del sistema.
La messa a disposizione della tecnologia non comporta costi aggiuntivi per gli operatori, ad esclusione delle imprese di trasporto che dovranno farsi carico dei costi per l'installazione di black box sugli automezzi presso le officine autorizzate e per l'acquisto di una scheda Sim dati Gprs di qualsiasi operatore telefonico. Il costo dei dispositivi elettronici, come quello relativo ai servizi di registrazione, manutenzione ed assistenza, è, infatti, compreso nei contributi da versare.
La confusione interpretativa non è connessa alle procedure di iscrizione che, come sopra anticipato, è in realtà molto semplice, ma alla complessità del contesto in cui il Sistri è venuto a collocarsi: complessità della filiera dei rifiuti, complessità dei soggetti chiamati ad aderire al nuovo sistema, complessità delle fattispecie da prendere in considerazione, complessità del quadro giuridico.
Il Sistri non ha modificato le regole esistenti. Sono state modificate soltanto le modalità attraverso cui vengono comunicati i dati relativi alla produzione, movimentazione e gestione dei rifiuti speciali prodotti.
Vista la complessità del quadro di riferimento, il Ministero ha seguito, sin dalla fase di progettazione e preparazione del nuovo sistema di controllo della tracciabilità dei rifiuti, una precisa metodologia di lavoro con il coinvolgimento, sul piano formale ed informale, delle principali organizzazioni imprenditoriali che hanno condiviso finalità e piano di azione, non nascondendo comunque le difficoltà operative che si sarebbero potute verificare soprattutto da parte delle imprese più piccole, e richiedendo al riguardo massima attenzione, esigenza questa che il Ministero sta cercando di assicurare. È prossimo, a quest'ultimo riguardo, con l'acquisizione delle ultime designazioni, l'avvio del previsto Comitato di vigilanza e controllo, stabilito dall'art. 11 del decreto ministeriale 17 dicembre 2009, che, vista la sua composizione con un'ampia maggioranza di rappresentanti del mondo produttivo, costituirà il punto di collegamento tra mercato ed istituzioni relativamente al funzionamento del Sistri.
Riguardo ai principali nodi segnalati, punto per punto, si osserva quanto segue:
Regime sanzionatorio: farà parte del decreto di recepimento della direttiva 28/2008/Ce in materia di rifiuti, di prossima presentazione al Parlamento per l'acquisizione dei prescritti pareri. Sarà pressoché identico all'attuale regime previsto per il sistema di documentazione cartacea.
Mancata indicazione norme da abrogare: si è preferito non utilizzare l'opportunità offerta dall'art. 14-bis della legge n. 102 del 2009, in ordine all'adozione dei regolamenti volti all'abrogazione delle disposizioni in contrasto con quanto stabilito dallo stesso articolo, in quanto il Sistri non ha annullato le procedure relative alla tenuta della documentazione cartacea in campo ambientale da parte degli operatori, continuando queste ultime a permanere per tutti quei soggetti che non sono obbligati ad aderire alla nuova disciplina del Sistri.
Per apportare le necessarie modifiche al quadro normativo vigente si è preferito utilizzare lo strumento del decreto legislativo di recepimento della direttiva europea sui rifiuti, ritenendolo più adeguato ad inserire il Sistri nell'ambito del nuovo disegno di adeguamento della normativa nazionale ai principi guida ed alle regole definite a livello europeo in materia di rifiuti.
Omessa notifica in sede UE: in merito alla mancata notifica del decreto ministeriale 17 dicembre 2009 alla Commissione europea si rileva che la notifica non è richiesta in base alla direttiva 98/34/Ce, come modificata dalla successiva direttiva 98/48/Ce, bensì in base alla normativa specifica sui rifiuti, contenuta nel regolamento n. 1013/2006 sul trasporto transfrontaliero dei rifiuti.
Questo regolamento non solo prevede un obbligo per gli Stati membri di istituire un appropriato sistema di sorveglianza e controllo delle spedizioni di rifiuti esclusivamente all'interno della loro giurisdizione, ma anche l'obbligo di notificare tale sistema alla Commissione europea. In ottemperanza a tali obblighi di notifica, con riferimento specifico alle misure in materia di rifiuti, il Ministero ha di conseguenza avviato la procedura per la relativa notifica.
Si sottolinea, peraltro, che l'istituzione del Sistri costituisce una misura in linea con i più recenti orientamenti legislativi comunitari, ivi compresa le recente direttiva 2008/98/Ce in materia di rifiuti, di prossimo recepimento nell'ordinamento nazionale, che prevede, tra l'altro, l'obbligo per gli Stati membri di adottare misure volte a garantire la tracciabilità dei rifiuti pericolosi, dalla loro produzione alla destinazione finale.
Per completezza di analisi si evidenzia che le due direttive comunitarie 98/34/Ce e 98/48/Ce hanno, invece, introdotto disposizioni volte a prevenire che specifiche norme tecniche di prodotti o altri requisiti o regole relativi ai servizi possano eventualmente costituire ostacolo agli scambi o alla libera circolazione dei servizi o alla libertà di stabilimento dell'operatore.
È di tutta evidenza che il decreto ministeriale 17 dicembre 2009 ed il successivo decreto ministeriale 15 febbraio 2010 sul Sistri non contengono previsioni atte a costituire ostacolo agli scambi o alla libera circolazione dei servizi o alla libertà di stabilimento.
Trasporto transfrontaliero: i decreti attuativi del Sistri trovano applicazione anche per quanto riguarda il trasporto transfrontaliero. In particolare si fa rinvio a quanto stabilito al punto 9 dell'art. 5 del decreto ministeriale 17 dicembre 2009. L'argomento sarà inoltre affrontato nel decreto di recepimento della direttiva comunitaria sui rifiuti.
Compatibilità tra Sistri e normativa trasporto merci pericolose: la compatibilità del decreto Sistri con la recente normativa relativa al trasporto di merci pericolose è attualmente oggetto di riflessione ed approfondimento da parte del Ministero.
Costi di impianto e di tenuta del Sistri: detti costi sono stati valutati sin dalla fase iniziale di progettazione dell'iniziativa. I costi dell'operazione sono coperti dai 5 milioni di euro stanziati dalla legge finanziaria per il 2007 (che, come noto, all'art 1, comma 1116, ha stabilito la realizzazione di un sistema integrato per il controllo e la tracciabilità dei rifiuti in funzione della sicurezza nazionale e della prevenzione e repressione dei gravi fenomeni di criminalità organizzata nell'ambito dello smaltimento illecito dei rifiuti) e dall'ammontate complessivo dei contributi gravanti sui soggetti obbligati, in coerenza con il vincolo di bilancio posto all'attuazione del Sistri. Le stime effettuate sono state fatte in base agli ultimi dati disponibili relativi alla presentazione del Mud nel 2006. Sulla base dei risultati derivanti dalla fase di iscrizione dei soggetti obbligati al Sistri potranno essere rivisti ed aggiornati i livelli dei contributi versati dagli operatori i corso del prossimo armo. Particolare attenzione verrà riservata, nell'occasione, alle piccole imprese.
Con riferimento alle interrogazioni poste, si fa presente che:
la proroga dei termini di iscrizione al Sistri è già avvenuta con decreto ministeriale 15 febbraio 2010. Visti i risultati raggiunti, non si ritiene opportuno prevedere una ulteriore proroga delle scadenze previste.
Il coordinamento tra ordinamento nazionale e comunitario avverrà con il recepimento della direttiva 98/2008/Ce sui rifiuti. Il relativo provvedimento, come sopra anticipato, attualmente alla fase del concerto ministeriale, sarà presentato al Parlamento quanto prima.
Riguardo alla gradualità applicativa del Sistri, già il decreto ministeriale 17 dicembre 2009 ha accolto detto principio prevedendo una scadenza diversa per le fasi di iscrizione e di avvio per due gruppi di operatori identificati ad aderire al nuovo sistema e già il sistema stesso ha stabilito norme di semplificazione per le imprese più piccole e costi più bassi di iscrizione al Sistri.
Visto che il sistema è appena partito e, come tutte le iniziative progettuali, va seguito e monitorato con attenzione al fine di cogliere le difficoltà e le esigenze che si presenteranno sul piano applicativo, è preciso obiettivo dell'amministrazione adottare tutte quelle misure in grado di implementare e migliorare il sistema, a vantaggio degli operatori, in particolare delle piccole imprese, e della funzionalità del sistema stesso. Si lascia, in ogni caso, alla valutazione del Parlamento, la previsione di misure di deducibilità fiscale degli oneri connessi all'iscrizione al Sistri.
Interrogazione a risposta scritta nr. Presentata da Data Argomento
4/02756 Divina (LNP) 24/02/2010 Proroga - gradualità - costi
Si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo non ritenga di prevedere una proroga di almeno sei mesi per l'iscrizione delle imprese al Sistri;
se non ritenga di dover procedere all'applicazione del Sistema in forma graduale, tenendo conto delle dimensioni aziendali e di tipologia e quantitativo dei rifiuti prodotti;
se non ritenga di adottare accorgimenti, al fine di ottenere un ridimensionamento dei costi del sistema, per non gravare oltremodo le imprese di altre spese.
Risposta del 26/04/2010
La finalità prioritaria del Sistri è quella di gara una maggiore efficacia all'azione di contrasto dei fenomeni di illegalità nei confronti dei comportamenti non conformi alle regole vigenti. Il Sistri, infatti, offre la possibilità, contrariamente al vigente sistema di comunicazione dei dati ambientali per via cartacea, di conoscere in tempo reale la movimentazione di un rifiuto, dalla sua produzione alla destinazione finale e ciò consente di intervenire con immediatezza in situazioni poco chiare con azioni di carattere preventivo e repressivo.
Compito del Sistri è soltanto quello di identificare il punto di partenza dei rifiuti pericolosi e monitorarne il percorso fino al loro smaltimento finale. Quindi, nessun controllo su "pittori, parrucchieri, elettricisti" ed altri soggetti produttori di rifiuti, ma soltanto sulla movimentazione del rifiuto. È una questione di trasparenza e correttezza in un settore, quale quello dei rifiuti speciali, dove numerosi sono i fenomeni di illegalità e non rispetto delle regole esistenti e dove da tempo è unanimemente riconosciuta l'esigenza di interventi finalizzati a porre rimedio a tale situazione. Infatti, è stato proprio il legislatore del 2006 ad inserire nella legge finanziaria per il 2007 una specifica norma, con uno stanziamento di 5 milioni di euro, finalizzata alla realizzazione di un sistema integrato per il controllo e la tracciabilità dei rifiuti in funzione della sicurezza nazionale ed alla prevenzione e repressione dei gravi fenomeni di criminalità organizzata nell'ambito dello smaltimento illecito di rifiuti. A tale disposizione ha fatto poi seguito il decreto legislativo n. 4 del 2008 dove, all'art. 2, comma 24. veniva stabilito l'obbligo, per alcune categorie di soggetti, di installazione ed utilizzo di apparecchiature elettroniche in aggiunta alla documentazione cartacea (Mud, formulario e registro di carico e scarico). L'attuale Governo si è fatto carico, con impegno e responsabilità, di tradurre queste disposizioni in adempimenti concreti, decidendo per una netta semplificazione delle procedure, attraverso il solo utilizzo dei dispositivi elettronici e la conseguente eliminazione del sistema di documentazione cartacea. Non vi è, quindi, alcun "calvario" per le piccole imprese, né ci sono ostacoli insormontabili da superare.
Il Sistri, è bene ricordarlo, non ha modificato il quadro normativo delle regole esistenti, ma si è collocato nel suo ambito, modificando soltanto le modalità con cui vengono comunicati dati in materia di rifiuti: da un sistema cartaceo si è passati ad un sistema basato su tecnologie elettroniche. Le regole sono rimaste le stesse. Quindi

 

Camera dei deputati

 

Interrogazione a risposta immediata in assemblea nr. Presentata da Data Argomento
3/01649 Pepe (Misto) 17/05/2011 Click day - Operatività
(...) Come noto, in vista dell'entrata in vigore del Sistri (il sistema di tracciabilità dei rifiuti speciali e pericolosi), prevista per il 1o giugno 2011, le principali associazioni di categoria hanno richiesto e promosso un giorno di verifica per testare il reale funzionamento di tale sistema, il cosiddetto click day programmato in data 11 maggio 2011, specie in virtù dei problemi e ritardi avuti in passato, che hanno comportato il rinvio dell'entrata in vigore di tale sistema per ben due volte; secondo i dati del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, dalla mezzanotte alle 17 dell'11 maggio 2011 sono stati effettuati 121.991 accessi da parte di 65.985 utenti, con 21.762 operazioni di movimentazioni rifiuti; però, sono stati registrati 37 mila accessi non riusciti, che hanno riguardato ben 18 mila imprese; (...) quali reali e concreti provvedimenti si intendano porre in essere per risolvere quanto sopra, in considerazione dell'ormai approssimarsi della data del 1° giugno 2011.
Risposta del 17/05/2011
(...) Il sistema, in base a quanto disposto dal decreto ministeriale 22 dicembre 2010, sarà pienamente operativo a partire dal prossimo 1o giugno. Come rilevato nell'interrogazione, l'entrata in vigore del nuovo sistema di controllo della tracciabilità dei rifiuti ha registrato diverse proroghe. Ciò è dipeso da molti fattori. Innanzitutto, dall'ampia gamma dei soggetti interessati, oltre 320.000 soggetti pubblici e privati coinvolti lungo tutta la filiera dei rifiuti, dalle dimensioni più differenziali ed appartenenti ai settori produttivi più diversi, con diverso grado di propensione all'innovazione tecnologica e con una molteplicità di situazioni specifiche da disciplinare, e, inoltre, dalla complessità della normativa in tema di rifiuti aggiornata, per ultimo, a seguito dell'avvenuta approvazione del decreto legislativo n. 205 del 2010 di recepimento della direttiva europea 2008/98/Ce.
Sul piano operativo vi sono stati ritardi sia nella fase di iscrizione dei soggetti obbligati al Sistri, sia nella successiva fase di distribuzione dei dispositivi elettronici che, in diversi casi, hanno scontato malfunzionamenti, anche se, ad onor del vero, va detto che non sono mancati episodi di vera e propria, deliberata, resistenza al cambiamento.
Tenendo conto di queste situazioni nel loro complesso, il Governo ha mostrato senso di responsabilità, concedendo proroghe che si sono succedute nel tempo. Non vi è dunque stata una carenza di attenzione per le esigenze poste dagli operatori tramite le organizzazioni imprenditoriali di appartenenza che sono state, anzi, direttamente coinvolte nel processo di costruzione e di attuazione del nuovo sistema di controllo della tracciabilità.
Si è inteso privilegiare questo metodo di lavoro in considerazione della posta in gioco. Il sistema nasce, infatti, con il preciso obiettivo di assicurare maggiore trasparenza, conciliandola con le comprensibili esigenze di riservatezza di enti ed imprese e di controllo su tutta la produzione, movimentazione e smaltimento dei rifiuti. A tal fine, l'utilizzo della tecnologia elettronica consente di avere le informazioni in tempo reale, superando così quella che è stata una delle principali criticità del sistema cartaceo di disporre dei dati soltanto dopo due o tre anni, senza quindi alcuna possibilità di poterli utilizzare per fini repressivi. Coerentemente, la gestione del sistema è stata affidata al Comando dei Carabinieri per la tutela ambientale e ciò costituisce un elemento di assoluta garanzia sull'efficacia dei controlli.
Il nuovo sistema di controllo della tracciabilità dei rifiuti consentirà, quindi, una conoscenza più puntuale di tutta la filiera dei rifiuti, premessa necessaria per l'adozione di coordinate ed organiche politiche ambientali e di prevenzione e controllo sul territorio ai fini della tutela dell'ambiente e della salute e sicurezza dei cittadini.
Va in questa sede ribadito che, secondo il nuovo articolo 188-ter del decreto legislativo n. 152 del 2006, non tutti i soggetti sono peraltro obbligati ad aderire al Sistri. Lo sono certamente gli enti e le imprese produttori di rifiuti speciali pericolosi, a prescindere dalla quantità prodotta. Le famiglie, non essendo né enti né imprese, non sono invece tenute al rispetto di tale obbligo. Inoltre, chi è obbligato ad iscriversi è tenuto anche al versamento annuale di un contributo stabilito dal Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, destinato alla copertura dei costi del sistema.
L'istituzione del Sistri non ha dunque comportato impiego di risorse pubbliche. Non escludiamo peraltro che, una volta terminata la contabilizzazione dei costi e delle entrate relative al 2010, possano verificarsi delle eccedenze destinabili alla riduzione dei livelli contributivi. Non sarà possibile in ogni caso procedere a tale aggiornamento per il corrente anno, vista la complessità delle verifiche che si stanno effettuando. Oltre sette mila imprese hanno infatti chiesto la revisione dei contributi versati o la loro restituzione.
Inoltre, con riferimento ai costi sopportati dalle piccole imprese, si precisa che è stata posta sin dall'impostazione iniziale della disciplina Sistri grande attenzione alle problematiche sollevate dalle piccole e medie imprese. In particolare il sistema tariffario è stato organizzato con il decreto ministeriale 17 dicembre 2009 nel rispetto dei criteri e della dimensione di imprese e della quantità e della tipologia dei rifiuti prodotti, trasportati e smaltiti. Con il successivo decreto ministeriale 9 luglio 2010 si è proceduto inoltre ad una significativa riduzione del contributo dovuto dalle piccole imprese produttrici di modeste quantità di rifiuti pericolosi. Per le imprese fino a 5 addetti che producono meno di 200 chilogrammi di rifiuti pericolosi all'anno il contributo è stato ridotto da 120 a 50 euro.
Per le imprese fino a 10 dipendenti con una produzione di rifiuti pericolosi fino a 400 chilogrammi il contributo è stato dimezzato. Riduzioni maggiori sono state previste anche per i piccoli imprenditori agricoli. Mi avvio a concludere, signor Presidente.
Si osserva al riguardo che il livello dei contributi è già inferiore al costo che le imprese attualmente sopportano per il solo acquisto della documentazione cartacea (formulario, registro di carico e scarico, Mud), che cesserà di essere dovuto una volta a regime il sistema elettronico. Inoltre con il sistema elettronico, una volta a regime, si avrà una netta riduzione dei costi relativi alla raccolta dei dati e alla compilazione della documentazione cartacea in termini di maggiore dettaglio rispetto ad un costo medio, valutato dal Ministero per la pubblica amministrazione e l'innovazione, di circa 464 euro per le imprese fino a 4 addetti. Con il Sistri una volta a regime la riduzione dei costi è stimata al di sopra del 70 per cento. Al momento non c'è alcuna previsione di destinare risorse del Sistri a forme assicurative a copertura dei possibili rischi derivanti dall'uso errato ma non doloso del dispositivo Usb.
Il controllo sull'esattezza dei dati è affidato peraltro al Comando dei carabinieri per la tutela ambientale, in grado di valutare l'eventuale esistenza di comportamenti dolosi. Ovviamente, i soggetti sono liberi di sottoscrivere forme assicurative finalizzate alla copertura dei rischi citati.
Interrogazione a risposta immediata in assemblea nr. Presentata da Data Argomento
3/01567 Brugger (Misto) 05/04/2011 Costi
(...) Se il Ministro interrogato intenda intervenire al fine di evitare che gli operatori che già si sono iscritti inutilmente al Sistri nel 2010 debbano sostenere ulteriori oneri finanziari anche per l'anno 2011 per un sistema che ancora non è operativo.
Risposta del 06/04/2011
(...) Da parte del Ministero dell'ambiente vi è stata sin dall'inizio grande sensibilità riguardo alle problematiche sollevate dalle piccole imprese, in particolare proprio sulla questione dei costi, tanto che si è proceduto, con decreto ministeriale del 9 luglio 2010, ad una significativa riduzione del contributo dovuto dalle piccole imprese produttrici di modesti quantitativi di rifiuti pericolosi. Per le imprese fino a 5 addetti che producono meno di 200 chili di rifiuti pericolosi all'anno, il contributo è stato ridotto a 50 euro; per quelle fino a 10 dipendenti, si è portato fino a 60 euro. È vero che le imprese con un numero maggiore di dipendenti sono, invece, obbligate al versamento di un contributo che varia dai 90 ai 400 euro.
Voglio però sottolineare, onorevole Zeller, che questi costi sono di gran lunga inferiori a quelli che le imprese sopportavano attraverso il sistema cartaceo, le ricordo il formulario, il registro di carico e scarico, il Mud. Questo risparmio è stato certificato di recente da una relazione fatta al Parlamento dal Ministero per la pubblica amministrazione che ha calcolato che con il Sistri i costi per le imprese potranno ridursi anche in misura superiore al 70 per cento.
Interrogazione a risposta immediata in assemblea nr. Presentata da Data Argomento
3/01250 Baldelli (PDL) 29/09/2010 Chiarimenti Sistri.
Se non ritenga di fornire un chiarimento in risposta alle critiche rivolte al Sistri.
Risposta del 29/09/2010
(...) Il Sistri è nato con il Governo Prodi e, in particolare con la legge finanziaria per il 2007, che mise a disposizione uno stanziamento di 5 milioni di euro per la realizzazione di un Sistema integrato per il controllo della tracciabilità dei rifiuti.
Nel febbraio del 2007, il precedente Ministro dell'ambiente ha secretato il progetto perché lo ritenne strategico per la sicurezza nazionale, in ragione della diffusa presenza della criminalità organizzata nell'ambito dello smaltimento dei rifiuti. Successivamente, sempre il precedente Ministro dell'ambiente, modificò il Testo unico ambientale, prevedendo l'obbligo per tutte le categorie della filiera del rifiuto di installare apparecchiature elettroniche per la tracciabilità dei rifiuti, pur dovendo continuare ad osservare il vecchio sistema cartaceo.
L'attuale Governo, preso atto di questa importante iniziativa, dopo aver riesaminato complessivamente la materia, ha perfezionato, nel settembre del 2008, l'apposizione del segreto e ha emanato i diversi decreti attuativi, confrontandosi costantemente con le più importanti organizzazioni imprenditoriali. Va precisato, inoltre, che la scelta dell'operatore era stata già effettuata dal precedente Governo e che, in ragione della sua affidabilità, è stata confermata. Certamente, il mondo del racket dei rifiuti, la camorra e le ecomafie non possono essere contenti che, finalmente, lo Stato, insieme alle forze dell'ordine, a cui è stata affidata la gestione del Sistri, potranno acquisire i dati sulla filiera dei rifiuti in tempo reale per prevenire e reprimere le illegalità che, in questo settore, sono diffuse e molto pericolose. Ricordo che stiamo parlando di 140 milioni di tonnellate di rifiuti speciali, che vengono prodotti ogni anno in Italia, di cui il 10 per cento pericolosi e, quindi, 14 milioni di tonnellate che, se non sono correttamente gestiti, costituiscono un gravissimo pericolo per la salute dei cittadini e per l'ambiente.
È chiaro che quando si parte con un sistema innovativo come il Sistri ci siano delle resistenze al cambiamento, anche di consuetudini che sono onerose e sulle quali forte è stata la richiesta di semplificazione. Il Governo ha avuto il coraggio di eliminare un sistema davvero farraginoso e tuttavia, oggi siamo consapevoli, come diceva giustamente l'onorevole Foti, che nella fase di transizione può essere utile una certa gradualità. Per questo abbiamo varato, proprio pochi giorni fa, un decreto che ne rallenta l'entrata in vigore.
Voglio dire che vi è un risparmio significativo per il mondo delle imprese, perché dal Ministero per la pubblica amministrazione e l'innovazione, nel primo rapporto che misura i costi e la riduzione degli oneri amministrativi, si diceva che il vecchio sistema costava qualcosa come 671 milioni di euro, mentre noi lo abbiamo ridotto di una misura compresa tra il 50 e l'80 per cento.
Voglio aggiungere che, poiché la compiuta realizzazione della struttura tecnica del progetto a mio avviso è in fase assolutamente definita, credo che oggi siano venuti meno i rischi di infiltrazione criminale o di attentati al sistema, per questo proprio ieri ho chiesto alla Presidenza del Consiglio di rimuovere il segreto di Stato in modo da rendere pienamente trasparente tutto il processo.
Interrogazione a risposta orale nr. Presentata da Data Argomento
3/00966 De Poli (UDC) 16/03/2010 Proroga
(...) Se non ritenga opportuno adottare iniziative, anche di tipo normativo,volte a prevedere una proroga di due anni per l'entrata in vigore delle norme succitate, in quanto in un momento in cui alla piccola impresa si chiede di reagire alla crisi, appesantirla ulteriormente con costi, burocrazia e nuove regole rischia di causare ulteriori problemi.
Risposta dell'11/05/2010
(...) In primo luogo, mi permetterei di contraddire l'opinione che viene espressa dall'interrogante a proposito del Sistri, il sistema di controllo della tracciabilità dei rifiuti, laddove si afferma che si tratta sostanzialmente di un sistema complesso e costoso.
Sicuramente esiste una certa complessità, ma essa non è riferibile al Sistri in sé bensì riguarda - come è del tutto evidente - il contesto generale entro cui il nuovo sistema di controllo della tracciabilità è venuto a collocarsi.
Complessa è in primo luogo tutta la filiera dei rifiuti, quella che va dalla produzione degli stessi allo smaltimento finale, con un'ampia gamma di situazioni tra di loro molto differenziate.
In secondo luogo, complesso è sicuramente l'insieme dei soggetti obbligati, che comprende pubblici e privati, una serie di organismi vari, imprese piccole, medie e grandi che hanno anche differenti competenze tecnologiche.
Infine, senza dubbio complesso è il quadro normativo che disciplina la materia dei rifiuti in genere.
Il Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare ha, sin dall'inizio, avviato una metodologia di lavoro che ha visto il coinvolgimento di tutte le categorie interessate al fine di conoscere i problemi e le esigenze delle diverse tipologie di operatori e di fornire i chiarimenti necessari per poter superare le difficoltà riscontrate.
Si ricorda l'attivazione del portale www.sistri.it, che, al di là della documentazione prodotta, contiene in modo continuamente aggiornato tutto quanto è dato conoscere sul sistema, ed in particolare le risposte di chiarimento ai quesiti di interesse generale che vengono posti e i numerosi seminari informativi e formativi organizzati dalle camere di commercio e dalle associazioni imprenditoriali, a cui è possibile partecipare. È prossima - è opportuno dirlo - anche la pubblicazione di un manuale operativo che fa chiarezza sulle modalità da seguire nelle diverse situazioni prese in esame.
Va detto anche che il Consiglio dei ministri ha approvato, in prima lettura, il 16 aprile scorso lo schema di decreto legislativo di recepimento della direttiva 2008/98/Ce in materia di rifiuti, che contiene diverse disposizioni sul Sistri proprio nell'ottica del superamento delle incertezze oggi esistenti sulla disciplina relativa alla tracciabilità dei rifiuti.
Dopo il primo impatto di difficoltà, dovuto prevalentemente alla scarsa conoscenza del nuovo sistema di controllo della tracciabilità, gli operatori hanno risposto positivamente alle nuove disposizioni previste. Faccio presente che alla data del 29 aprile, termine ultimo per la presentazione delle domande di iscrizione, i soggetti che avevano aderito al Sistri sono risultati essere oltre 252 mila, un numero che testimonia in tutta evidenza che le procedure di iscrizione non si sono rivelate poi così complesse come era stato denunciato.
Anche riguardo ai costi, il Sistri in realtà dovrebbe produrre tutta una serie di effetti positivi per il sistema delle imprese: dalle stime effettuate risulta che il Sistri, una volta a regime, dovrebbe comportare una riduzione di spese in misura addirittura superiore al 50 per cento, sia per la diminuzione dei costi diretti connessa all'eliminazione della documentazione cartacea (il cosiddetto Mud, che si adopera adesso, ossia il registro di carico e scarico), sia per la netta riduzione dei costi indiretti, connessi quindi al tempo uomo-ora dedicato alla predisposizione degli adempimenti, che risulterebbero notevolmente semplificati rispetto al vigente sistema cartaceo.
In relazione a quanto appena esposto, non si ritiene quindi di condividere la richiesta di una proroga di due anni per l'entrata in vigore del Sistri; anzi, va ribadito che il sistema non comporta costi aggiuntivi, non presenta appesantimenti burocratici, semmai semplifica il lavoro operando in via informatica.
Il tutto si traduce in vantaggi per le imprese in termini di riduzione dei costi e maggiore certezza e trasparenza delle regole da seguire.
Infine, nell'ottica di rispondere alle esigenze da più parti manifestate, si stanno approfondendo con le organizzazioni imprenditoriali più direttamente interessate le modalità operative più adeguate per semplificare ulteriormente gli adempimenti nei confronti delle imprese più piccole produttrici di modesti quantitativi di rifiuti pericolosi, nonché per addivenire ad una riduzione dei contributi dovuti.
Inoltre, la Commissione ambiente, due settimane fa, ha approvato una risoluzione che prevede di prorogare la messa in opera del Sistri non appena sia entrata in vigore la disciplina sanzionatoria (collegata al recepimento della direttive europea).
Interrogazione a risposta scritta nr. Presentata da Data Argomento
4/10225 Strizzolo (PD) 23/12/2010 Proroga - Contributo
(...) quali iniziative, anche di carattere normativo, intendano assumere i Ministri interrogati per:
a) prevedere l'avvio effettivo del Sistri solo dopo che tutte le aziende saranno state messe nelle condizioni di poterlo davvero utilizzare, in maniera semplice e sulla base di indicazioni chiare e definitive;
b) prevedere, considerato che al momento dell'iscrizione al Sistri le aziende hanno versato preventivamente il contributo previsto a copertura degli oneri di funzionamento per l'anno 2010, e che ad oggi il sistema non è ancora operativo, che aziende siano esonerate dal versamento del contributo per l'anno 2011 e che quanto versato dalle imprese nel 2010 per l'iscrizione al Sistri possa valere come un adempimento a tale obbligo.
Interrogazione a risposta scritta nr. Presentata da Data Argomento
4/13232 Zamparutti (PD) 19/09/2011 Segretezza

(...) Nell'affidamento dell'appalto di integrale esecuzione, fornitura e gestione del progetto, si è quindi seguita la procedura di cui all'articolo 17, comma 4, del decreto legislativo n. 163 del 2006, per cui i lavori sono stati affidati, tramite trattativa privata, a una controllata del gruppo Finmeccanica: la Selex Service Management senza gara pubblica di appalto, assoluta segretezza sui costi, riservatezza massima sui particolari del progetto, che desta numerosi dubbi;
la procura di Napoli sta indagando sul Sistri e sull'affidamento a Selex service management (gruppo Finmeccanica) dell'appalto per la gestione del sistema di controllo satellitare del percorso dei rifiuti speciali e tra gli indagati vi sono il responsabile della Selex Sabatino Stornelli, Maurizio Stornello, l'imprenditore Francesco Paolo Di Martino e Luigi Pelaggi, capo segreteria tecnica del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare;
in risposta all'interrogazione 4-08497 sul tema, il 22 dicembre 2010, il Governo ha riferito che era intendimento del Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare richiedere alla Presidenza del Consiglio dei ministri la rimozione del segreto di Stato sul Sistri;
nel corso di un'audizione in Commissione bicamerale rifiuti, Catello Maresca, il pubblico ministero della direzione distrettuale antimafia di Napoli che indaga sul Sistri e sull'affidamento a Selex service management (gruppo Finmeccanica), ha parlato di un sistema, quello del Sistri antiquato e superato da una mafia moderna, che lavora con società estere, a cui destinare fittiziamente i rifiuti per poi scaricarli in terreni e discariche illegali che "non sono quelle che il sistema Sistri vuole controllare";
inoltre Maresca ha detto che tra gli aspetti che il sistema di controlli non affronta, se non marginalmente vi è quello delle ditte estere, atteso che "i trasporti transfrontalieri sono marginalmente presenti. Si abdica alla possibilità di controllare gli operatori stranieri che vengono a smaltire rifiuti in Italia e quelli italiani che vanno all'estero";
quanto ai costi, è emerso che al momento Selex ha ricevuto 5 milioni di euro, ma il costo complessivo è di 70 milioni, che saranno versati dalle aziende che già da due anni pagano per un sistema che presenta carenze, mentre vi sarebbero, a detta del magistrato, sistemi analoghi che monitorano altri settori, il cui costo arriva anche ad un quarto di quello previsto per il Sistri;
Selex avrebbe inoltre avviato trattative private con le aziende che avevano fatto ricorso al Tar del Lazio contro la procedura adottata dal Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare per l'assegnazione dei lavori, promettendo loro subappalti;
in questo modo vi è il fondato timore che, per come il Sistri è stato concepito, la società di Finmeccanica diventi monopolista nell'ambito dei software ambientali;
da notizie stampa relative agli atti depositati dalla procura di Napoli nell'ambito dell'affare Tarantini, emerge che Finmeccanica Spa, di cui il Ministero dell'economia e delle finanze detiene una quota di oltre il 30 per cento, è usa "corrompere i rappresentanti dei governi esteri per potersi aggiudicare le gare di fornitura di armamenti e apparati per la difesa e la sicurezza";
per quale motivo non sia stato ancora rimosso il segreto di Stato sul Sistri;
in particolare, se non si ritenga di risolvere immediatamente il contratto con Selex per evitare posizioni di monopolio nel settore dei software ambientali da parte di Finmeccanica e favorire soluzioni più economiche definite sulla base della libera concorrenza;
se e come si intenda far fronte alle lacune del sistema evidenziate del corso della recente audizione in Commissione bicamerale rifiuti, in particolare per quanto riguarda i trasporti transfrontalieri.

Interrogazione a risposta scritta nr. Presentata da Data Argomento
4/13212 Strizzolo (PD) 15/09/2011 Costi

(...) Moltissime imprese - come viene richiamato in questi giorni anche da associazioni di artigiani e di industriali della provincia di Udine - nelle more dell'entrata in attività del Sistri, avevano adempiuto agli obblighi di iscrizione e al pagamento delle relative quote, con un costo per il biennio 2010-2011 di 35,4 milioni di euro per acquisto di hardware, software, consulenze tecniche, addestramento di personale, di cui 3,7 milioni di euro solo per i contributi versati (dati riportati in data odierna dal quotidiano locale di Udine Messaggero Veneto, pagina 26, cronache e relativi alla sola realtà della provincia di Udine);
(...) Se il Ministro interrogato sia a conoscenza dei gravi disagi, dei costi e delle difficoltà incontrate dagli operatori onesti che nel corso di questi anni si sono impegnati a rispettare gli obblighi stabiliti per un sistema che ancora non è attivato ma che è già gravato pesantemente sulle aziende nel biennio 2010-2011;
se il Ministro intenda assumere delle iniziative - anche di carattere normativo - per rimborsare ai soggetti interessati le somme versate quale contributo per il periodo 2010-2011;
quali ulteriori iniziative intenda promuovere il Ministro per dare adeguate e chiare risposte alle moltissime richieste che singoli imprenditori e loro associazioni stanno rappresentando in questi giorni a fronte delle difficoltà che riscontrano in tema di Sistri.

Interrogazione a risposta scritta nr. Presentata da Data Argomento
4/12974 Bratti (PD) 03/08/2011 Regione Campania
(...) Quali motivi abbiano impedito l'entrata in vigore e la messa a regime del sistema di tracciabilità dei rifiuti nella regione Campania individuati dal Governo e dal Ministero dell'ambiente nel corso degli ultimi dieci anni (Sirenetta e Sitra);
come si giustifichino le ingenti somme di denaro stanziate dalla gestione commissariale prima e dalla regione Campania poi, per dei progetti rimasti solo sulla carta;
quali indicazioni si possano fornire sul futuro del sistema di tracciabilità dei rifiuti urbani nella regione Campania a seguito dell'ulteriore proroga dell'avvio del Sistri con il decreto ministeriale 26 maggio 2011;
in che modo si intenda operare per superare con urgenza le criticità di attuazione dei sistemi telematici di tracciabilità dei rifiuti, garantendone l'operatività quale efficace strumento nel contrasto al traffico illecito e, in particolare, quali azioni urgenti si intendono adottare per garantire un effettivo coordinamento tra il Sitra e il Sistri, in nome del rispetto della legalità della trasparenza dovuta in tutto il Paese per il settore del trattamento e trasporto dei rifiuti.
Interrogazione a risposta scritta nr. Presentata da Data Argomento
4/12860 Bratti (PD) 27/07/2011 Bonifiche di interesse nazionale
(...) Se non si ritenga necessaria e urgente un'operazione di trasparenza da parte del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, per chiarire al più presto tutte le preoccupanti vicende riportate in premessa e in particolare:
se intenda fornire la lista degli impianti di stoccaggio temporaneo e dei siti di smaltimento finale di tutti i rifiuti presenti nelle discariche A, B e C dell'area ex Sisas, con le relative quantità e tipologie di rifiuti ad essi conferiti, fornendo chiarimenti rispetto ai documentati rischi che migliaia di tonnellate di rifiuti pericolosi siano stati smaltiti irregolarmente nel territorio nazionale, in particolare del nord Italia, causando un inquinamento diffuso e difficilmente tracciabile;
quali controlli siano stati effettuati sull'attività della società Daneco riguardo al trasporto dei rifiuti all'estero;
se non si ritenga opportuno che si effettui e si dia comunicazione delle necessarie attività di validazione e classificazione dei rifiuti del Sin di Pioltello e Rodano;
come e se si intenda procedere nei confronti dell'avvocato Pelaggi dopo la recente apertura delle indagini per corruzione a suo carico;
se sia stata avviata un'indagine interna agli uffici, volta ad accertare le modalità di effettivo svolgimento della procedura di gara del luglio 2010, eventualmente comminando le sanzioni amministrative di propria competenza;
quali controlli si potranno garantire sullo svolgimento dell'ultima tranche di lavori, oggetto del recente bando di gara dell'11 luglio 2011;
quali strategie intenda predisporre in materia di controllo e prevenzione del fenomeno delle spedizioni illegali di rifiuti transfrontalieri, e come queste si possono interfacciare con il Sistri;
quali siano stati i compensi attribuiti a Sogesid e con quali criteri e con quali modalità siano stati assegnati gli incarichi di progettazione esterni
Interrogazione a risposta scritta nr. Presentata da Data Argomento
4/12313 Zamparutti (PD) 14/06/2011 Segretezza
(...) se e quando si intenda rimuovere il segreto di Stato sul Sistri;
quanti e quali siano gli incarichi nella pubblica amministrazione e in altre società pubbliche e private di Luigi Pelaggi e se e quali provvedimenti il Governo intenda adottare in merito ad un cumulo di incarichi che, ad avviso degli interroganti, può nuocere al corretto svolgimento degli stessi.
Interrogazione a risposta scritta nr. Presentata da Data Argomento
4/12118 Zacchera (PDL) 30/05/2011 Click day - Operatività
(...) nel condividere l'iniziativa, tesa a portare ad una maggiore trasparenza nel settore del controllo dei rifiuti, si fa però presente che il sistema informatico attualmente non funziona in maniera accettabile e questa problematica ha portato ad una richiesta da parte delle categorie interessate per un rinvio dell'entrata in vigore della tracciabilità elettronica;
(...) se non intenda comunque monitorare attentamente la situazione al fine di evitare il ripetersi delle problematiche riportate in premessa.
Interrogazione a risposta scritta nr. Presentata da Data Argomento
4/12074 De Poli (UDC) 26/05/2011 Click day - Operatività
(...) Sono stati rilevati malfunzionamenti di vario genere: dalla lentezza del sistema, alla difficoltà di accesso, ad istruzioni incomplete. Tutte le imprese aderenti a Confartigianato Veneto chiedono il ritiro dello strumento informatico Sistri, il recupero di tutte le quote che le imprese hanno ingiustamente pagato nel 2010 e 2011 (se il sistema non funziona, tutte le imprese che hanno versato in due anni 200 milioni di euro rischiano dal 1o giugno 2011 - giorno dell'effettiva entrata in vigore - delle sanzioni che risulterebbero una beffa) e la revisione profonda dell'intero impianto normativo in materia ambientale.
(...) In che modo il Ministro intenda intervenire, anche sulla base delle istanze delle imprese aderenti a Confartigianato Veneto e delle altre associazioni di categoria che chiedono una proroga di almeno un anno che consenta una profonda revisione sia dal punto di vista tecnico sia dell'intero impianto normativo.
Interrogazione a risposta scritta nr. Presentata da Data Argomento
4/11981 Beltrandi (PD) 18/05/2011 Click day - Operatività
(...) In ogni caso, Sistri avrebbe resistito: "Normalmente - spiega il direttore operativo di Sistri - produttori, trasportatori e gestori di rifiuti lavorano con tempi diversi e non si collegano certo tutti insieme". Il Governo invece, ad avviso degli imprenditori, non sembrerebbe cosciente della gravità della situazione;
se sia a conoscenza dei fatti esposti in premessa e, nell'eventualità positiva, quali iniziative urgenti intenda assumere per evitare il ripetersi dei presunti disguidi sopra esposti, a partire dalla promozione di nuove norme che siano in grado di disciplinare con maggior efficacia ed efficienza la delicatissima materia trattata.
Interrogazione a risposta scritta nr. Presentata da Data Argomento
4/11981 Beltrandi (PD) 16/05/2011 Click day - Operatività
(...) All'esito della giornata, definita "tragica" da migliaia di utenti, un terzo degli stessi non è riuscito nemmeno a iniziare le procedure;
(...) se i fatti esposti in premessa corrispondano al vero e, nell'eventualità positiva quali iniziative urgenti intenda assumere per dare soluzione ai disguidi segnalati.
Interrogazione a risposta scritta nr. Presentata da Data Argomento
4/11872 Beltrandi (PD) 11/05/2011 Click day
(...) Quali iniziative urgenti intenda predisporre per dare massima conoscibilità alla notizia, non limitandosi ai soli operatori, estendendo l'informazione tra la cittadinanza intera al fine di far conoscere come opera l'amministrazione in questo delicatissimo ambito e quali tutele ambientali siano previste per i cittadini, esercitando eventualmente, in tal modo, anche un possibile consapevole controllo diffuso sul territorio.
Interrogazione a risposta scritta nr. Presentata da Data Argomento
4/11545 Piffari (IDV) 11/04/2011 Costi - Disciplina transitoria
(...) Se non sia il caso di aumentare e migliorare i controlli aventi ad oggetto lo smaltimento dei rifiuti pericolosi ripristinando temporaneamente, ad esempio, la registrazione manuale, effettuando controlli incrociati attraverso i sistemi informatizzati regionali (provinciali, per le province autonome di Trento e di Bolzano) e delle camere di commercio e incrociando i dati e le dichiarazioni annuali Mud presentate alle varie camere di commercio con l'elenco delle tipologie di imprese che "notoriamente" producono (o dovrebbero produrre) rifiuti;
se non sia il caso di diminuire i costi per le piccole e medie imprese in ordine alle procedure in rilievo e se non sia opportuno prevedere il rimborso dei versamenti delle imprese i contributi di iscrizione annuale al Sistri visto che il sistema de quo non risulta ancora operativo.
Interrogazione a risposta scritta nr. Presentata da Data Argomento
4/11441 Grimoldi (LNP) 31/03/2011 Trasparenza
(...) Se il Ministro non ritenga opportuno, per una questione di trasparenza tra istituzione e cittadino, che l'elenco delle aziende che aderiscono al sistema Sistri sia disponibile sul sito web www.sistri.it.
Interrogazione a risposta scritta nr. Presentata da Data Argomento
4/10225 Strizzolo (PD) 23/12/2010 Operatività
(...) quali iniziative, anche di carattere normativo, intendano assumere i Ministri interrogati per:
a) prevedere l'avvio effettivo del Sistri solo dopo che tutte le aziende saranno state messe nelle condizioni di poterlo davvero utilizzare, in maniera semplice e sulla base di indicazioni chiare e definitive;
b) prevedere, considerato che al momento dell'iscrizione al Sistri le aziende hanno versato preventivamente il contributo previsto a copertura degli oneri di funzionamento per l'anno 2010, e che ad oggi il sistema non è ancora operativo, che aziende siano esonerate dal versamento del contributo per l'anno 2011 e che quanto versato dalle imprese nel 2010 per l'iscrizione al Sistri possa valere come un adempimento a tale obbligo.
Interrogazione a risposta scritta nr. Presentata da Data Argomento
4/10159 Rosato (PD) 22/12/2010 Contributo
(...) Se il Ministro interrogato possa assumere iniziative per esonerare le imprese iscritte al sistema di tracciabilità dei rifiuti dal versamento del contributo per l'anno 2011, considerando quanto versato nel 2010 come sufficiente all'assoluzione di tale adempimento.
Interrogazione a risposta scritta nr. Presentata da Data Argomento
4/10158 Follegot (LNP) 22/12/2010 Proroga
(...) Se non ritenga che si debbano assumere le necessarie iniziative per prorogare il termine per l'iscrizione al SISTRI e che il nuovo sistema, che il sostituisce quello cartaceo, debba avere un periodo di sperimentazione.
Interrogazione a risposta scritta nr. Presentata da Data Argomento
4/08497 Zamparutti (PD) 08/09/2010 Segretezza - Concorrenza - Tempistica - Software

(...) Per quali ragioni sia stato imposto il segreto di Stato sul Sistri e non siano state adottate le procedure normali di appalto;
se non si ritenga, pertanto, opportuno rivedere le procedure di assegnazione del progetto, al fine di promuovere la libera concorrenza nel settore, evitando di compromettere la trasparenza dello stesso progetto;
per quali ragioni, inoltre, i costi e i dettagli del progetto non siano stati resi di pubblico dominio;
per quali ragioni non siano ancora stati effettuati i test previsti per l'estate, considerato che l'avvio del progetto è previsto per l'inizio del mese di ottobre 2010;
se il Ministro interrogato non ritenga opportuno sostenere le richieste delle diverse ditte di software house che sono state escluse a priori da una gara d'appalto secretata;
di quali dati disponga in merito alle difficoltà rilevate e fatte presenti più volte da Confindustria servizi tecnologici e innovativi, e se non ritenga opportuno rivedere un progetto che a giudizio di molti risulta debole in partenza;
se e quali correttivi si intendano apportare al progetto al fine di renderlo pienamente conforme alle indicazioni della direttiva comunitaria;
quali iniziative intenda adottare al fine di garantire una adeguata preparazione dei lavoratori che dovranno utilizzare il sistema.

Risposta del 22/12/2010
In ordine all'interrogazione in esame, si fa presente che il progetto relativo al Sistri è stato segretato inizialmente dal Governo Prodi, con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri Gab/Dec/43/07 del 23 febbraio 2007 e successivamente dal nuovo Governo, con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 5 settembre 2008, in quanto incidente su questioni di interesse strategico nazionale e rilevanti per la sicurezza interna dello Stato.
In ragione di quanto sopra, nell'affidamento dell'appalto di integrale esecuzione, fornitura e gestione del progetto, si è seguita la procedura di cui all'articolo 17, comma 4, del decreto legislativo 163 del 2006.
Sull'argomento, nel corso di un question time che si è tenuto alla Camera dei deputati il 30 settembre 2010, il Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare ha dichiarato che è suo intendimento richiedere alla Presidenza del Consiglio dei ministri la rimozione del segreto di Stato sul Sistri al fine di rendere pienamente trasparente tutto il sistema di controllo della tracciabilità dei rifiuti. Ciò in quanto la compiuta realizzazione della struttura tecnica del Sistri ha fatto venir meno i paventati rischi di infiltrazione criminale e di attentati al sistema.
I costi ed i dettagli del progetto verranno resi disponibili a seguito della rimozione del segreto di Stato.
I test di prova sono iniziati dalla fine dell'estate. È stato creato un apposito ambiente di prova, con la messa a disposizione di Demo sperimentali, al quale è stato possibile accedere ad un circoscritto numero di utenti che ne ha fatto richiesta.
Con decreto ministeriale 29 settembre 2010 è stato disposto lo slittamento dei termini per la consegna dei dispositivi elettronici agli aventi diritto al 30 novembre 2010 e per l'avvio del Sistri sul piano operativo al 1o gennaio 2011. In questo periodo si è in presenza della sovrapposizione tra il vigente sistema cartaceo, che continuerà a far fede, ed il sistema elettronico a quanti in possesso dei dispositivi Usb e black blox. Si darà così modo di familiarizzare con l'utilizzo dei nuovi dispositivi senza incorrere in sanzioni.
Riguardo alle ditte di software house sono proseguiti i contatti con lo staff tecnico del Sistri per approfondire tutti gli aspetti legati all'interoperabilità con i sistemi di gestione aziendali. Sono state superate gran parte delle difficoltà sollevate ed a breve dovrebbe essere predisposto un documento di chiarimento con soluzioni condivise.
Riguardo alla preparazione del personale che dovrà utilizzare i dispositivi elettronici è stato avviato un programma di formazione con tutte le organizzazioni imprenditoriali dei settori dell'industria, del commercio, dell'artigianato, della cooperazione e dell'agricoltura, indirizzato prevalentemente a formare i tecnici che sul territorio dovranno preparare i tecnici delle imprese.
Si conferma che il progetto è conforme alle indicazioni della direttiva europea sui rifiuti. Il progetto è stato oggetto di opportuni approfondimenti in sede europea che lo hanno giudicato positivamente. Esso costituirà punto di riferimento, in una logica di benchmarking, anche per gli altri Paesi europei.
Interrogazione a risposta scritta nr. Presentata da Data Argomento
4/07751 Catanoso Genoese Francesco detto Basilio Catanoso (PDL) 25/06/2010 Accordi di programma - Mud

(...) Come debbano procedere coloro che si sono iscritti in tempo ma che non hanno istruzioni operative sul servizio di smaltimento dei rifiuti stante la mancata sottoscrizione di alcun accordo di programma tra le varie istituzioni locali in merito ai rifiuti speciali, pericolosi e non;
se il modello unico di dichiarazione ambientale, meglio noto come Mud, si possa ancora utilizzare o risulti definitivamente abrogato;
qualora il modello Mud non sia stato abrogato, se l'eventuale tardiva presentazione dello stesso comporti delle sanzioni e di quale entità;
quali provvedimenti intenda adottare il Ministro interrogato per risolvere le problematiche esposte in premessa.

Risposta del 16/09/2010
In risposta all'interrogazione in esame, dove si pongono in risalto alcune problematiche in ordine all'istituzione del Sistri (Sistema di controllo della tracciabilità dei rifiuti), si rappresenta che, al fine di ottemperare a quanto dettato in materia, le istruzioni da seguire da parte degli operatori sono contenute nei tre decreti ministeriali approvati sul nuovo sistema di controllo della tracciabilità dei rifiuti: decreto ministeriale 17 dicembre 2009, decreto ministeriale 15 febbraio 2010 e decreto ministeriale 9 luglio 2010.
È stato attivato anche il portale www.sistri.it, che contiene tutte le informazioni aggiornate sul Sistri e particolarmente interessante, nell'ottica di rispondere ai vari quesiti posti sulla disciplina relativa al Sistri, è il sito delle Faq, cioè delle risposte a domande frequenti. È prossima, inoltre, la pubblicazione di un apposito manuale operativo, finalizzato proprio a facilitare i compiti a tutti gli operatori.
Non è prevista, invece, alcuna sottoscrizione di accordi di programma tra le varie istituzioni locali in merito ai rifiuti speciali. Tali iniziative sarebbero, comunque, auspicabili per garantire a livello territoriale una più efficace gestione e controllo della produzione, movimentazione e smaltimento finale dei rifiuti speciali, pericolosi e non pericolosi.
Con l'istituzione del Sistri, la documentazione cartacea in materia di comunicazione dei dati sui rifiuti speciali non è più dovuta.
Per l'ultimo modello unico di dichiarazione ambientale presentato, relativo all'anno 2009, continuano a permanere le regole vigenti, anche quelle relative al regime sanzionatorio.
Con l'ultimo decreto ministeriale del 9 luglio 2010, pubblicato sulla Gazzetta ufficiale del 14 luglio 2010, sono stati prorogati i termini per l'avvio sul piano operativo del Sistri al prossimo 1° ottobre. Il provvedimento, accogliendo le richieste formulate anche in diverse interrogazioni parlamentari, contiene misure volte a semplificare gli adempimenti per le piccole imprese (fino a 5 dipendenti) produttrici di modesti quantitativi di rifiuti. Per queste imprese viene, altresì, prevista una netta riduzione del livello dei contributi da versare.
Interrogazione a risposta scritta nr. Presentata da Data Argomento
4/07133 Mistrello Destro (PDL) 11/05/2010

Imprese artigiane - Autoriparatori

(...) Quali tempestive iniziative intenda adottare al fine di garantire una graduale applicazione alle imprese artigiane, ed in particolare agli autoriparatori, della normativa relativa all'istituzione del Sistema di controllo della tracciabilità dei rifiuti, prevedendo, segnatamente:
a) una moratoria di ventiquattro mesi nell'entrata in funzione del Sistri;
b) una moratoria del regime sanzionatorio di ulteriori dodici mesi, qualora le aziende incorrano in errori formali;
c) che il pagamento annuale per l'iscrizione sia solo una tantum, a meno che l'azienda non cambi partita Iva o che venga modificato il sistema societario.
Risposta del 08/09/2010
Con riferimento ai quesiti posti nell'interrogazione in esame, si fa presente che questa amministrazione è consapevole delle difficoltà e dei problemi che le imprese di piccole dimensioni stanno incontrando in rapporto all'entrata in funzione del Sistema di controllo della tracciabilità dei rifiuti (Sistri).
Per venire incontro alle esigenze manifestate sono stati organizzati tavoli di confronto con le organizzazioni imprenditoriali dove si è pervenuti alla condivisione delle misure da porre in essere per cercare di superare le criticità rilevate.
È stato predisposto un nuovo decreto ministeriale, di prossima pubblicazione, integrativo dei due precedenti (decreto ministeriale 17 dicembre 2009 e decreto ministeriale 15 febbraio 2010), che, tra l'altro, prevede:
lo slittamento al 1o ottobre del termine per l'avvio ad operatività del nuovo sistema di controllo della tracciabilità dei rifiuti;
la riduzione di contributi e l'applicazione di una procedura semplificata per le imprese di più piccole dimensioni, produttrici di modeste quantità di rifiuti pericolosi. Queste imprese possono adempiere agli obblighi previsti tramite le organizzazioni di categoria rappresentative sul piano nazionale e loro articolazioni territoriali o società di servizi di diretta emanazione delle medesime organizzazioni, nonché tramite circuiti organizzati di raccolta.
In ordine al regime sanzionatorio, si ricorda che le nuove regole riguardanti il Sistri sono contenute nello schema di decreto legislativo di recepimento della direttiva 2008/98/Ce sui rifiuti, all'esame del Parlamento. Il nuovo regime, che è sostanzialmente analogo a quello vigente per gli adempimenti cartacei in tema di comunicazioni in materia di produzione e gestione dei rifiuti speciali (modello unico di dichiarazione ambientale) registro di carico e scarico, formulario), entrerà pertanto in vigore dopo la sua pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale. Da tener presente, in particolare, che con il Sistri molti degli errori formali che vengono sanzionati e che oggi rappresentano circa l'80 per cento delle infrazioni, saranno decisamente ridotti.
Per quanto riguarda il pagamento annuale dei contributi per l'iscrizione, si precisa che detti contributi rappresentano la partecipazione dei soggetti obbligati ai costi di funzionamento del sistema. Detti contributi non possono essere eliminati in ragione di quanto disposto decreto legislativo n. 4 del 2008 che ha imposto l'attuazione del sistema di tracciabilità dei rifiuti senza ulteriori oneri a carico della finanza pubblica. Nulla osta, come sopra accennato, ad una azione mirata di riduzione del livello dei contributi in funzione dell'ammontare complessivo delle risorse disponibili.
Interrogazione a risposta scritta nr. Presentata da Data Argomento
4/07046 Rosato (PD) 04/05/2010 Agricoltura
(...) Se il Ministro interrogato ritenga fondate le obiezioni della Confederazione italiana agricoltori del Friuli Venezia Giulia sulla disparità di trattamento tra grandi e piccoli imprenditori circa la tracciabilità dei rifiuti e percorribili le soluzioni da essa suggerite.
Risposta del 05/07/2010
In merito a quanto indicato nell'interrogazione in esame, si fa presente che da parte delle principali organizzazioni imprenditoriali del settore agricolo (Confagricoltura, Coldiretti e Cia) sono state manifestate le stesse preoccupazioni contenute nell'interrogazione in esame.
Il Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare si è fatto parte attiva per cercare di trovare soluzioni atte a superare le difficoltà rappresentate ed ha avviato a tal fine un tavolo tecnico con le organizzazioni del settore agricolo.
In questo ambito, sono state prospettate misure di semplificazione per le aziende agricole di piccole dimensioni che producono modeste quantità di rifiuti pericolosi con il loro conferimento a circuiti organizzati di raccolta. Per queste imprese gli adempimenti procedurali potranno essere assolti tramite le associazioni di categoria (o loro società di servizi) o centri di raccolta. Saranno, inoltre, previste significative riduzioni dei contributi di iscrizione al Sistri.
Le proposte presentate, condivise con le rappresentanze settoriali, saranno inserite nel decreto di recepimento della direttiva 2008/98/Ce ed in un prossimo decreto ministeriale integrativo del decreto ministeriale 17 dicembre 2009.
Pertanto, ritenendo fondate le obiezioni presentate ci si adopererà per l'accoglimento delle misure individuate.
Interrogazione a risposta scritta nr. Presentata da Data Argomento
4/06719 Naccarato (PD) 08/04/2010

Pmi

(...) Quali misure i Ministri interrogati intendano porre in essere al fine di garantire alle piccole imprese un più adeguato lasso di tempo per l'adempimento dell'obbligo che dia modo alle piccole imprese di programmare l'entrata in funzione del nuovo sistema, in considerazione delle rilevanti conseguenze penali derivanti da eventuali errori in buona fede;
cosa intendano fare i Ministri interrogati per specificare meglio la platea dei soggetti sottoposti dal decreto in questione all'implementazione del sistema Sistri, escludendo attività che producono rifiuti speciali in quantità minimale, ferma restando in vigore la modulistica precedente al decreto che fornisce sufficiente informazione;
quali misure i Ministri intendano attuare per verificare la possibilità di un accesso gratuito al sistema Sistri per non pesare sui bilanci di aziende di piccole dimensioni già in grande difficoltà a causa della crisi economica.
Risposta del 05/07/2010
In merito a quanto indicato nell'interrogazione in esame, dove vengono poste in rilievo alcune criticità in ordine all'entrata in vigore del Sistema di controllo della tracciabilità dei rifiuti (Sistri) il Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, valuterà con attenzione quanto richiesto nel testo unificato delle risoluzioni approvate dalla Commissione VIII della Camera dei deputati sull'istituzione del Sistri, nella seduta del 29 aprile, relativamente alla previsione di un ulteriore periodo di proroga per le imprese e gli enti di iscriversi al Sistri fino alla data di entrata in vigore del regime sanzionatorio previsto dal decreto legislativo di recepimento della direttiva 2008/98/Ce sui rifiuti. La proposta di uno slittamento dei termini di avvio del Sistri sarà inserita in un prossimo decreto ministeriale integrativo del decreto ministeriale 17 dicembre 2009.
In ordine all'esclusione delle attività che producono rifiuti speciali in quantità minima, in merito, si segnala che è stato costituito presso il Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, un tavolo di lavoro con i rappresentanti delle organizzazioni del settore artigianale per esaminare le problematiche relative all'adesione delle piccole imprese al Sistri ed in questa sede si è provveduto all'esame ed alla valutazione di disposizioni semplificate di carattere organizzativo ed economico per le imprese più piccole produttrici di modeste quantità di rifiuti pericolosi.
Le proposte presentate saranno, anche queste, inserite nel decreto di prossima emanazione.
In ordine alla previsione di un accesso gratuito delle imprese di piccole dimensioni al sistema Sistri è opportuno ricordare che il comma 3-bis dell'articolo 189, del decreto legislativo n. 152 del 2006, introdotto con l'articolo 2, comma 24, del decreto legislativo n. 4 del 2008, sull'obbligo per alcune categorie di soggetti di installazione ed utilizzo di apparecchiature elettroniche ai fini della tracciabilità dei rifiuti, aveva stabilito che ciò sarebbe dovuto avvenire senza alcun onere aggiuntivo per la finanza pubblica, oltre i 5 milioni di euro inizialmente stabiliti dalla legge finanziaria per il 2006. In relazione a detto vincolo, il Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare ha proceduto all'attivazione del Sistri facendo gravare sui soggetti obbligati al rispetto della nuova disciplina, il costo del funzionamento del nuovo sistema. La ripartizione dei contributi tra i soggetti obbligati si basa sui princìpi della dimensione, della tipologia e quantità dei rifiuti prodotti.
Anche la riduzione dei contributi per le piccole imprese produttrici di modesti quantitativi di rifiuti sarà inserita nel decreto ministeriale di prossima emanazione.
Interrogazione a risposta scritta nr. Presentata da Data Argomento
4/06615 Alessandri (LNP) 30/03/2010

Stampa (trasformato il 05/05/2010 in 5/02851)

(...) Se non intendano intraprendere iniziative immediate dirette ad approfondire la materia descritta in premessa ed in tal senso elaborare ed attivare misure dirette a sostenere lo sviluppo del settore del riuso dei materiali consumabili del comparto delle macchine per la stampa;
se ritengano opportuno emanare direttive verso le amministrazioni pubbliche affinché destinino i materiali per la stampa esauriti, al settore della rigenerazione per poi riutilizzarli;
se non si ritenga di affrontare la materia in questione nell'ambito della revisione del decreto legislativo n. 152 del 2006, allo scopo di apportare semplificazioni alle procedure necessarie per svolgere la attività di rigeneratore dei prodotti consumabili e per classificare nell'ambito del codice Cer (150106) tali prodotti, soprattutto ai fini della loro efficace gestione al termine della vita utile;
quali iniziative si intenda assumere per ostacolare la commercializzazione di prodotti e di macchine per la stampa provenienti da paesi che offrono poche garanzie di sicurezza e di qualità o che siano il frutto di fenomeni di contraffazione.
Interrogazione a risposta scritta nr. Presentata da Data Argomento
4/05957 Montagnoli (LNP) 02/02/2010

Autotrasporto - sistemi satellitari

(...) Cosa si intenda fare per:
a) evitare le sopra citate conseguenze dannose a carico delle imprese di autotrasporto di rifiuti per conto di terzi, già provate da oltre due anni di crisi economica, riconosciuta nello specifico settore fin dal decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112;
b) garantire una pari concorrenza tra le imprese italiane, costrette ad iscriversi al Sistri con pesanti costi economici, e le imprese di trasporto estere, che invece non sono obbligate ad aderire al nuovo sistema e a dotarsi dei necessari dispositivi elettronici per il suo funzionamento;
c) consentire anche ad altri operatori economici di realizzare o adeguare i sistemi satellitari già installati a bordo dei veicoli adibiti al trasporto dei rifiuti, secondo le specifiche di funzionamento del nuovo sistema, anche facendosi parte attiva per una proroga dei tempi di iscrizione al Sistri, di pagamento del relativo contributo e dell'installazione dei dispositivi elettronici, che permetta alle aziende di trasporto di salvaguardare l'investimento già sostenuto, ottimizzando i costi di gestione, installazione e manutenzione dei Sistemi satellitari già attualmente in uso.
Risposta del 05/07/2010
(...) Per quanto indicato nell'interrogazione in esame, concernente alcune misure da adottare per adeguare i sistemi satellitari a bordo dei veicoli adibiti al trasporto di rifiuti a seguito dell'istituzione del Sistema di controllo della tracciabilità dei rifiuti (Sistri), si rappresenta quanto segue.
In ordine alle criticità manifestate dal settore dell'autotrasporto, si informa che è stato attivato presso il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti un «tavolo tecnico», con la partecipazione di tutte le associazioni rappresentative del comparto, dove non solo sono state approfondite e valutate le diverse questioni legate all'impatto del Sistri sul settore dei trasporti, ma anche tutta una serie di aspetti che esulano dal sistema di tracciabilità, ma sui quali da tempo si chiedono da parte degli interessati appropriate misure di intervento. Oltre ai problemi legati agli oneri ricadenti sulle imprese di autotrasporto, altro tema «caldo» posto al «tavolo tecnico» è stato quello della parità di condizioni operative tra operatori nazionali e vettori stranieri.
In relazione alle indicazioni emerse, il Governo ha individuato, da un lato, misure in grado di evitare il persistere o l'aggravarsi di situazioni di penalizzazione degli autotrasportatori nazionali rispetto alla concorrenza estera e, dall'altro, vista l'impossibilità di prevedere misure agevolative per categorie di operatori, interventi finalizzati a ridurre ed a rivedere gli oneri oggi gravanti sulle imprese di autotrasporto che incidono sul loro livello di competitività.
Nello schema di decreto legislativo di recepimento della direttiva 2008/98/Ce sui rifiuti, approvato dal Consiglio dei ministri il 16 aprile 2010, in prima lettura, sono contenute le misure sopra individuate. In tale provvedimento l'obbligo di iscrizione dei vettori stranieri che effettuano il trasporto transfrontaliero nel territorio italiano nell'Albo nazionale gestori ambientali è contenuto nel terzo comma del nuovo articolo 194 del decreto legislativo 152 del 2006. Inoltre, al comma 5, del nuovo articolo 188-ter del decreto legislativo 152 del 2006, sul Sistri, si fa rinvio ad uno o più decreti del Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, di concerto con il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, per stabilire i criteri e le condizioni per l'applicazione della disciplina sul Sistri alle procedure relative alle spedizioni di rifiuti di cui al regolamento Ce 1013 del 2006 sul trasporto transfrontaliero.
In tema di revisione degli oneri oggi gravanti sulle imprese di trasporto si fa puntuale rinvio a quanto disposto dal quarto comma del nuovo articolo 194, del decreto legislativo 152 del 2006, proposto nello schema di decreto legislativo citato.
Sono state, quindi, recepite le istanze delle imprese di trasporto, prevedendo la soppressione delle fideiussioni per il trasporto di rifiuti non pericolosi ed una sola iscrizione per il trasporto di rifiuti pericolosi e non pericolosi.
Risulta, invece, non percorribile la richiesta volta a consentire ad altri operatori economici di realizzare o adeguare i sistemi satellitari già installati a bordo dei mezzi di trasporto secondo le specifiche di funzionamento del nuovo sistema. È utile ricordare che il Sistri è un sistema che, proprio per garantire l'effettivo controllo della movimentazione dei rifiuti in tempo reale, dalla produzione allo smaltimento dei rifiuti, e per rispondere pienamente all'obiettivo fondamentale del contrasto dei fenomeni di illegalità molto diffusi sul territorio, obiettivo questo unanimemente condiviso, necessita di un processo di personalizzazione dei dispositivi elettronici che non può, evidentemente, essere lasciato alla autonomia dei soggetti presenti sul mercato, ma che deve essere gestito in modo unitario e secondo criteri di rigorosità da una autorità centrale. È proprio in ragione di queste motivazioni che la gestione del Sistri è stata affidata al Comando Carabinieri per la tutela ambientale.
Interrogazione a risposta scritta nr. Presentata da Data Argomento
4/05790 Zamparutti (PD) 20/01/2010
(...) Se e quali dati siano in possesso dei Ministri interrogati circa il fenomeno del traffico illecito di rifiuti in Italia;
quali iniziative di competenza si intendano adottare per garantire maggiore trasparenza e maggiore informazione sullo stato effettivo della gestione dei rifiuti in Lombardia e sull'intero territorio nazionale;
se il ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare intenda costituirsi come parte civile nel procedimento in corso;
quali reali precauzioni sono state adottate o si intendano adottare per salvaguardare la salute dei cittadini dei comuni ricadenti nelle zone interessate.
Risposta del 16/09/2010
In riscontro alla richiesta di notizie e valutazioni in merito all'interrogazioni in esame, si forniscono i seguenti elementi di risposta.
Il ciclo della gestione dei rifiuti in Lombardia ha in attivo 13 termovalorizzatori, 9 impianti di trattamento meccanico dei rifiuti differenziati, oltre 70 impianti di compostaggio ed un rilevante numero di impianti per il recupero e/o smaltimento dei rifiuti speciali.
Nella provincia di Varese non risultano situazioni di criticità in ordine alla gestione dei rifiuti: la raccolta differenziata ha raggiunto nel 2009 il 57.2 per cento, risultato che colloca questa provincia al 3o posto in Lombardia e tra le prime posizioni a livello nazionale. Il restante 42.8 per cento della quota dei rifiuti (indifferenziati) sono destinati per l'11.5 per cento al termovalorizzatore Accam di Busto Arsizio, il 15.3 per cento alla discarica di Goda Maggiore, il 4.4 per cento al termovalorizzatore Rea di Dalmine (Bergamo), il 3.7 per cento all'impianto di selezione di Vergiate (parte secca) ed il restante 7.9 per cento ad altri impianti di selezione.
Sul fronte dell'accertamento e repressione dei crimini ambientali, l'attività costante di monitoraggio info-investigativo è sviluppata in piena sinergia tra le forze dell'ordine con il comando tutela ambiente dell'Arma dei carabinieri, con il quale vengono programmate specifiche attività di controllo. Essa è rivolta ai circuiti criminali che potrebbero rivolgersi ai possibili interessi economici anche nel settore dello smaltimento dei rifiuti.
Le indagini condotte dall'Arma hanno accertato che i proventi dell'attività criminosa derivante dal traffico illecito di rifiuti venivano utilizzati dall'Accarino Salvatore per l'acquisto, tramite prestanome, di beni mobili già confiscati al predetto pluripregiudicato.
Per quanto concerne il territorio della Valle Olona, questo Ministero è a conoscenza delle vive preoccupazioni rappresentate dai cittadini, in relazione alle condizioni del territorio interessato da decenni di aggressioni ambientali e dalla presenza di discariche per le quali si rendono necessarie opere di bonifica e recupero. Al riguardo si rappresenta che è stato sottoscritto tra la provincia di Varese e i sindaci della Valle Olona, un protocollo d'intesa nel quale è stato previsto che le cave dismesse non saranno adibite a discariche ma potranno essere acquisite dalle amministrazioni comunali e recuperate.
In riferimento alla richiesta dell'interrogante in merito agli strumenti più idonei a garantire la trasparenza sul ciclo dei rifiuti ed assicurare un efficace sistema di monitoraggio e controllo su tutto il territorio nazionale, si evidenzia che è stato emanato il decreto ministeriale 17 dicembre 2009 «Istituzione del sistema di controllo della tracciabilità dei rifiuti ai sensi dell'articolo 189 del decreto legislativo n. 152 del 2006 e dell'articolo 14-bis del decreto legge n. 78 del 2009, convertito con modificazioni, dalla legge n. 102 del 2009».
Il decreto istituisce il nuovo sistema di tracciabilità dei rifiuti (Sistri), al fine di controllare in modo puntuale la movimentazione dei rifiuti lungo tutta la filiera, dalla produzione all'impianto di destinazione finale. Per controllare più efficacemente lo smaltimento dei rifiuti, il sistema prevede l'utilizzo di sistemi di videosorveglianza presso tutte le discariche e gli inceneritori presenti sul territorio nazionale. Precedentemente, la conoscenza ed il controllo della gestione dei rifiuti si realizzava attraverso un sistema cartaceo, basato su tre documenti: formulario di identificazione dei rifiuti, registro di carico e scarico, modello unico di dichiarazione ambientale. Tale sistema presentava alcuni limiti. I dati sul ciclo di gestione dei rifiuti speciali erano fruibili con notevole ritardo rispetto al periodo analizzato e, pertanto, risultavano poco rilevanti per l'individuazione di politiche ambientali più mirate e, soprattutto, per il controllo di legalità finalizzato a specifici interventi repressivi. Con il Sistri, sarà operativo un apparato di controllo adeguato, affidato al comando carabinieri per la tutela dell'ambiente. Il nuovo sistema, infatti, consente, attraverso l'utilizzo di dispositivi elettronici di monitorare ed acquisire, in tempo reale, i dati sulla movimentazione dei rifiuti speciali, nonché le informazioni sulla gestione dei rifiuti urbani. D'ora in poi ogni rifiuto speciale potrà essere seguito in qualsiasi fase della filiera produttiva, senza possibilità di occultamento.
Il Sistri sarà interconnesso con il sistema catasto telematico di Ispra che, a sua volta, dovrà fornire i dati acquisiti al sistema agenziale.
In dettaglio, produttori, trasportatori, intermediari, gestori dovranno dotarsi di un personal computer, iscriversi al sistema, acquisire dalle camere di commercio una chiavetta dedicata per ogni unità locale contenente un programma di identificazione e di carico e scarico dei rifiuti.
I trasportatori dovranno montare su ogni mezzo uno speciale box informatico, con Gps. La chiavetta conterrà un software specifico che sostituirà registri, formulari e modello unico di dichiarazione ambientale.
Il sistema informatico ha come obiettivo, per i rifiuti speciali pericolosi e non pericolosi, (questi ultimi quasi il 90 per cento del totale dei rifiuti speciali) la sostituzione dell'attuale sistema cartaceo.
Interrogazione a risposta immediata in Commissione nr. Presentata da Data Argomento
5/02530 Togni (LNP) 23/02/2010 Applicabilità
(...) Se le difficoltà interpretative, gli obblighi aggiuntivi e i costi eccessivi a carico delle imprese non rischiano di diventare motivi validi per l'impugnazione del decreto e il suo conseguente annullamento, anche sulla base dei presunti vizi illegittimanti esposti in premessa, così portando al fallimento un sistema altrimenti utile per il controllo e la repressione delle attività illecite connesse con il ciclo di gestione e lo smaltimento dei rifiuti.
Risposta del 23/02/2010
(...) In merito all'interrogazione a risposta immediata presentata dall'onorevole Togni ed altri, riguardante l'istituzione del Sistema di Controllo della Tracciabilità dei Rifiuti, si rappresenta quanto segue.
Con riferimento alle difficoltà e alle preoccupazioni manifestate dagli operatori del settore in ordine al Sistri, va premesso che il decreto ministeriale che rende operativo il meccanismo di tracciabilità è attuativo di specifiche disposizioni legislative (legge n. 296/2006 "legge finanziaria 2007", decreto legislativo n. 4/2008 e legge n. 102/2009), con le quali si innova, con sistemi elettronici adeguati ai tempi, l'attuale sistema informativo cartaceo finalizzato al controllo dell'intera catena di gestione dei rifiuti. Inoltre, l'istituzione del sistema Sistri costituisce una misura in linea con i più recenti indirizzi legislativi comunitari, ivi compresa la nuova Direttiva 2008/98/Ce sui rifiuti, che prevede l'obbligo per gli Stati membri di adottare misure volte a garantire la tracciabilità dei rifiuti pericolosi dalla produzione alla destinazione finale.
Il prioritario obiettivo che si è inteso conseguire con il Sistema Sistri è quello della lotta ai fenomeni di illegalità, giacché esso è in grado di fornire, in tempo reale, le informazioni necessarie sulla movimentazione dei rifiuti, in modo da consentire un rigoroso controllo della gestione dei rifiuti da parte delle Autorità di controllo. Per questo, il decreto ministeriale istitutivo incardina il Sistri nel Ministero dell'Ambiente e della tutela del Territorio e del Mare, e in particolare presso la Direzione Qualità della Vita, affidando la sua gestione al Comando Carabinieri per la Tutela dell'Ambiente, in coordinamento con le altre Forze dell'Ordine.
L'istituzione del Sistri rappresenta una misura indispensabile, che non era più rinviabile. Una misura che non solo non reca danno, ma anzi favorisce anche il sistema produttivo. Basti pensare che circa l'80 per cento delle sanzioni irrogate sono state sinora determinate da errori di carattere formale compiuti in fase di compilazione dei documenti cartacei. Questo dato appare, da solo, idoneo a far comprendere come l'introduzione del Sistri, attraverso il controllo automatico dei dati, comporterà una sensibile riduzione degli oneri per le imprese.
Del resto, l'impatto sul sistema delle imprese è stato attentamente valutato nella fase di preparazione del Decreto Ministeriale del 17 dicembre 2009, istitutivo del Sistri, e le stime effettuate da amministrazioni terze autorizzano la conclusione che il nuovo sistema porterà vantaggi sensibili alle imprese in termini di riduzione degli oneri amministrativi e della semplificazione degli adempimenti previsti.
In particolare, il Ministero della Pubblica Amministrazione e dell'Innovazione ha aggiornato recentemente una precedente indagine, rilevando che il costo complessivo dell'attuale sistema cartaceo in tema di rifiuti - Mud, Registro di carico e scarico e Formulario dei rifiuti - per le sole piccole e medie imprese è di 671.000.000,00 di euro/anno ed il costo medio per singola impresa varia da 1.183,00 euro (per l'imprese da 5 a 249 addetti) a 464,00 euro (per le imprese da 1 a 4 addetti).
Con l'avvento del Sistri, invece, gli oneri diminuiranno: una piccola impresa con meno di 10 addetti dovrà versare un contributo annuale di 60 euro, se produce rifiuti non pericolosi, o di 120 euro, in caso di rifiuti pericolosi.
Se si considerano, inoltre, l'avvenuta riduzione dei costi diretti nelle imprese per l'acquisizione e la vidimazione della documentazione cartacea ed i minori costi indiretti derivanti dalle semplificazioni degli adempimenti previsti e dal risparmio di tempo per l'acquisizione, compilazione trasmissione delle informazioni, emergono con evidenza i netti vantaggi per il sistema produttivo derivanti dall'introduzione del Sistri.
In merito al rilievo relativo al trasporto transfrontaliero, è opportuno segnalare che il Sistri, nel garantire un maggior controllo sulla destinazione finale dei rifiuti, non va peraltro a modificare la disciplina dettata dal Regolamento comunitario n. 1013/2006 sul "trasporto transfrontaliero dei rifiuti".
Quanto al tema della notifica del decreto ministeriale alla Commissione Ue, va precisato che il Ministero ha provveduto ad avviare la procedura di informazione contenuta attualmente nel predetto Regolamento n. 1013/2006 sul "trasporto transfrontaliero dei rifiuti".
Riguardo alla mancata armonizzazione del decreto ministeriale istitutivo del Sistri con le altre normative coesistenti ed, in particolare, con la normativa relativa al trasporto delle merci pericolose, va precisato che il primo incide unicamente sulla movimentazione dei rifiuti. Si tratta di due ambiti non soltanto evidentemente diversi, ma anche riconducibili alla competenza di Ministeri diversi.
In merito alla questione relativa alla istituzione del sistema Sistri, si fa presente che la sua operatività non presuppone necessariamente l'esistenza di una struttura dotata di personalità giuridica, cioè di un nuovo ente. Inoltre, ad escludere questa soluzione è, con chiarezza, quanto stabilito dal comma 3 dell'articolo 189 del testo unico ambientale, il quale prevede l'istituzione del Sistri "senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica".
Il Sistri rappresenta dunque, per esplicita previsione di legge, una modalità per la raccolta ed il trattamento delle informazioni che riguardano l'intera filiera dei rifiuti speciali a livello nazionale e dei rifiuti urbani per la Regione Campania. Esso non attribuisce nuove competenze in capo ai soggetti pubblici coinvolti ma costituisce una infrastruttura tecnologica, affidata al Comando Carabinieri per la Tutela dell'Ambiente.
Quanto alla dedotta mancata richiesta del parere del Consiglio di Stato, va detto che il decreto ministeriale istitutivo del Sistri, in quanto meramente attuativo dell'articolo 189, comma 3-bis del decreto legislativo 152/06, non richiedeva tale parere. Né la norma richiamata fa menzione alcuna della assenta natura regolamentare del relativo provvedimento di attuazione. Del resto, nello stabilire le modalità tecniche di attuazione dei principi introdotti dal decreto legislativo, il decreto ministeriale non introduce alcuna innovazione di tipo sostanziale rispetto all'ordinamento giuridico previgente.
Da ultimo, in merito alla questione delle officine autorizzate, si precisa che non si rilevano elementi in grado di ravvisare un mancato rispetto dei princìpi del libero mercato e della concorrenza. Né questo può essere ravvisato nella scelta delle officine elettrauto esercenti attività di autoriparazione, ai sensi della legge del 5 febbraio 1992, n. 122, giacché la black box è un dispositivo elettronico che viene montato sulle parti elettriche del mezzo di trasporto.
Non riteniamo infine che sussistano elementi che possono determinare il temuto annullamento del decreto istitutivo.
Interrogazione a risposta in Commissione nr. Presentata da Data Argomento
5/04799 Rubinato (PD) 25/05/2011
(...) Se non si ritenga opportuno assumere iniziative per sospendere l'avvio del sistema Sistri almeno sino al 31 dicembre 2011 e, in ogni caso, quali iniziative urgenti si intendano assumere per attuare una revisione e semplificazione del sistema, atte ad evitare il ripetersi dei malfunzionamenti sopra esposti e a garantire la piena funzionalità del sistema, così da evitare ulteriori aggravi a carico delle imprese e degli enti locali, anche per prevenire il rischio concreto che aumenti sul territorio il fenomeno di abbandono sconsiderato di rifiuti pericolosi paventato dall'Anci in una recente nota sul tema;
a quale somma ammontino i contributi complessivamente versati allo Stato per l'anno 2010 e per l'anno in corso dai soggetti pubblici e privati tenuti ad iscriversi al sistema Sistri;
se non si ritenga equo che il contributo sia dovuto dai soggetti tenuti all'iscrizione solo a far data dall'efficiente funzionamento del sistema, il cui onere non può che far carico al Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, il quale ha assunto tutte le decisioni relative alla sua gestione, compresa quella di affidare senza gara l'appalto del progetto Sistri alla società Selex Management, con la conseguente compensazione a favore di imprese ed enti locali degli importi già versati in assenza del servizio con quelli che matureranno a far data dalla sua piena operatività, in aggiunta alla già prospettata riduzione dei livelli contributivi in caso di eccedenze delle entrate rispetto ai costi del sistema stesso.
Interrogazione a risposta in Commissione nr. Presentata da Data Argomento
5/03958 Carra (PD) 14/12/2010 Proroga
(...) Se il Ministro intenda assumere iniziative per prorogare la piena operatività del Sistri al 1° gennaio 2012 per consentire agli imprenditori, in questo periodo transitorio, di organizzarsi ed aggiornarsi per ottemperare al meglio a queste disposizioni e per valutare eventuali proposte correttive al sistema, che potrebbero emergere in un rinnovato confronto con le associazioni di categoria (artigiani, commercianti, agricoltori, industriali, e altri).
Interrogazione a risposta in Commissione nr. Presentata da Data Argomento
5/03364 Marianni (PD) 04/08/2010 Affidamento diretto Sistri

(...) Quali siano state le motivazioni che hanno portato ad assegnare, con affidamento diretto, un compito tanto significativo per gli obiettivi del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, anziché seguire le procedure di evidenza pubblica;
quali siano stati i criteri e quali le competenze che hanno fatto ricadere la scelta sulla società Selex;
se non ritenga che, ragioni di opportunità, richiedano un'attenta verifica delle clausole di affidamento, dell'operato dell'impresa aggiudicatrice, nonché di eventuali responsabilità circa le modalità di affidamento adottate.

Interrogazione a risposta in Commissione nr. Presentata da Data Argomento
5/02851 Alessandri (LNP) 05/05/2010

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(...) Se non intendano intraprendere iniziative immediate dirette ad approfondire la materia descritta in premessa ed in tal senso elaborare ed attivare misure dirette a sostenere lo sviluppo del settore del riuso dei materiali consumabili del comparto delle macchine per la stampa;
se ritengano opportuno emanare direttive verso le amministrazioni pubbliche affinché destinino i materiali per la stampa esauriti, al settore della rigenerazione per poi riutilizzarli;
se non si ritenga di affrontare la materia in questione nell'ambito della revisione del decreto legislativo n. 152 del 2006, allo scopo di apportare semplificazioni alle procedure necessarie per svolgere la attività di rigeneratore dei prodotti consumabili e per classificare nell'ambito del codice Cer (150106) tali prodotti, soprattutto ai fini della loro efficace gestione al termine della vita utile;
quali iniziative si intenda assumere per ostacolare la commercializzazione di prodotti e di macchine per la stampa provenienti da paesi che offrono poche garanzie di sicurezza e di qualità o che siano il frutto di fenomeni di contraffazione.
Risposta del 10 giugno 2010
In risposta all'interrogazione n. 5-02487 presentata dall'onorevole Alessandri, con la quale si chiede l'adozione di una normativa di maggior dettaglio relativa alla gestione del «carniccio» (scarto della lavorazione delle pelli), si riferisce quanto segue.
La regolamentazione delle attività dell'industria conciaria risulta alquanto complicata a causa dell'approccio troppo semplificato e generico della normativa di settore, che non considera a fondo l'oggettiva e significativa differenza tra le varie operazioni che la filiera di concia annovera.
Il carniccio, in particolare, deriva dalle operazioni meccaniche effettuate durante le attività di riviera sulla pelle, con lo scopo di rimuovere interamente il tessuto sottocutaneo che il pellame porta con sé dalla scuoiatura. Tale tessuto, è per lo più formato da grassi e da fibre di collagene piuttosto rilassate e degradate e può essere rimosso dal derma solo mediante l'asportazione meccanica, tenuto conto che una degradazione chimica del tessuto sottocutaneo non è possibile senza danneggiare il derma, anch'esso costituito da collagene. Sebbene tali attività possano essere compiute in diverse fasi della lavorazione, la gran parte del carniccio deriva dalla scarnatura post-calcinaio, laddove le pelli sono state trattate per rimuovere il pelo e per consentire l'apertura della struttura dermica.
In generale, le attività di riviera, che precedono la concia vera e propria delle pelli, pur non trovando specifica definizione nel Regolamento 1774/2002/Ce in materia di sottoprodotti di origine animale, si considerano a pieno titolo rientranti nel campo di applicazione di quest'ultimo. Dalle attività di riviera, infatti, possono derivare materie prime come residui in pelo (ritagli e pezzami) e residui calcinati (ritagli di spaccatura e rifilatura in trippa, nonché il carniccio da scarnatura) destinabili alla produzione di gelatina e collagene alimentare, oppure di nuovi sottoprodotti destinabili alla produzione di mangimi, di fertilizzanti organici (compreso il biogas ed il compost) ed altri prodotti tecnici. Il Regolamento 1774/2002/Ce prevede, in allegato, specifiche modalità di trasformazione per tali fattispecie ed in generale per la produzione di compost e biogas.
Per quanto riguarda, invece, i residui conciati derivanti da fasi successive a wet blue, pickled o alla concia finale, si osserva che questi sono esclusi dall'applicazione del Regolamento 1774/2002 e quindi da qualsiasi utilizzo in campo alimentare umano o animale. Tali scarti possono essere avviati come rifiuti allo smaltimento o al recupero, secondo quanto previsto dalla normativa vigente.
Ciò premesso, tenuto conto delle oggettive difficoltà riscontrate nella gestione del carniccio ai sensi della normativa citata, si concorda sulla necessità di procedere ad un approfondimento relativo alle modalità di trasformazione delle pelli ed alla definizione del «punto finale» (non applicazione delle disposizioni previste dal Regolamento) delle varie fasi della filiera, con particolare riferimento alla fase del calcinaio.
Si rileva in proposito che è stato approvato il nuovo regolamento n. 1069/2009/Ce che, all'articolo 54, prevede espressamente l'abrogazione del Regolamento n. 1774/2002/Ce, a decorrere dal 4 marzo 2011, e che nell'ambito del relativo allegato tecnico, ancora in fase di discussione a livello comunitario, potranno essere analizzate e risolte eventuali incongruenze relative al settore pelli e alle modalità di trattamento dei res
Interrogazione a risposta in Commissione nr. Presentata da Data Argomento
5/02765 Delfino (UDC) 19/04/2010 Proroga - Semplificazioni
(...) Se non ritenga necessario prevedere una maggiore gradualità nell'applicazione effettiva del sistema in oggetto, mediante un'ulteriore proroga dei termini per l'iscrizione, al fine di garantire alle imprese tempi ragionevoli per l'allineamento alle disposizioni previste;
se non ritenga, altresì, necessario promuovere nuove norme utili a contribuire al miglioramento delle condizioni del settore primario, mediante la semplificazione degli adempimenti e della riduzione dei costi a carico delle imprese, già fortemente colpite dall'attuale crisi economica.
Risposta del 29/04/2010 (abbinata con 5/02514 e 5-02765)
Visto che le interrogazioni n. 5-02435 dell'onorevole Velo, n. 5-02514 dell'onorevole Togni ed altri e n. 5-02765 dell'onorevole Delfino, benché esprimano apprezzamento in ordine alla avvenuta istituzione del sistema informatico di controllo della tracciabilità dei rifiuti, pongono tutte l'accento sia sulle difficoltà e le preoccupazioni manifestate dagli operatori del settore in ordine al Sistri, sia sui dubbi di legittimità del decreto istitutivo dello stesso Sistri, si risponderà congiuntamente.
In relazione alle criticità sollevate, si ritiene opportuno far presente che il Sistri è un sistema semplice nella sua configurazione. La confusione interpretativa che si sarebbe determinata non è connessa alle modalità operative dello stesso, ma alla complessità del contesto nel quale il Sistri è venuto a collocarsi. Complesso è, infatti, il sistema dei rifiuti che comprende tutta la filiera dalla produzione alla destinazione finale, con una molteplicità di soggetti coinvolti, pubblici e privati, ed una ampia varietà di situazioni specifiche, sia nel settore agricolo, che nel settore industriale e dei servizi, che occorre conoscere e gestire in trasparenza. Complessa e articolata è, altresì, la struttura produttiva del nostro Paese, che annovera per la stragrande maggioranza piccole e medie imprese con un diverso grado di propensione all'innovazione tecnologica. Complessa, infine, è anche la normativa in tema di rifiuti che il Governo si sta impegnando a modificare: si veda, al riguardo, l'avvenuta approvazione da parte del Consiglio dei Ministri, nella seduta del 16 aprile 2010, dello schema di decreto legislativo di recepimento della Direttiva europea 2008/98/Ce sui rifiuti, che contiene, tra l'altro, un regime sanzionatorio, in caso di violazioni alla disciplina sul Sistri, sostanzialmente analogo a quello attualmente vigente per il sistema di documentazione cartacea delle comunicazioni in materia di rifiuti (Mud, Registro di carico e scarico e Formulario dei rifiuti).
Allo stato, non si dispongono dati aggiornati per perseguire l'illegalità. Infatti, i dati più recenti sui rifiuti speciali sono datati 2006-2007. Con l'utilizzazione di dispositivi elettronici si avrà, invece, la possibilità di monitorare, in tempo reale, la movimentazione dei rifiuti, dalla produzione allo smaltimento finale e ciò faciliterà di molto il contrasto ai fenomeni di illegalità.
È utile ricordare che la nuova disciplina sul Sistri, di cui al decreto ministeriale 17 dicembre 2009 ed al successivo decreto ministeriale 15 febbraio 2010, non modifica il quadro legislativo vigente, ma si adatta ad esso; le regole sono rimaste sostanzialmente le stesse, sono cambiate semplicemente le modalità attraverso cui vengono forniti i dati in materia di rifiuti: da un sistema cartaceo si passa ad un sistema che utilizza dispositivi elettronici.
Vista la complessità del quadro di riferimento, il Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare ha seguito, sin dalla fase di progettazione e preparazione del nuovo sistema di controllo della tracciabilità dei rifiuti, una precisa metodologia di lavoro con il coinvolgimento, sul piano formale (vedi le diverse riunioni del Cespa - Comitato di esperti della politica ambientale, organismo istituito presso il Ministero dell'ambiente, in conformità con quanto stabilito dal Tu ambientale) ed informale, delle principali organizzazioni imprenditoriali, che hanno condiviso finalità e piano di azione, non nascondendo, comunque, le difficoltà operative che si sarebbero potute verificare soprattutto da parte delle imprese più piccole, e richiedendo al riguardo massima attenzione, esigenza questa che il Ministero ha assicurato e continuerà ad assicurare.
È prossimo, a quest'ultimo riguardo, con l'acquisizione delle ultime designazioni, l'avvio del previsto Comitato di vigilanza e controllo, di cui all'articolo 11 del decreto ministeriale 17 dicembre 2009, che, vista la sua composizione con una ampia maggioranza di rappresentanti del mondo produttivo, costituirà il punto di collegamento tra mercato ed istituzioni relativamente al funzionamento del Sistri.
Il Sistri è attuativo di specifiche disposizioni legislative (legge n. 296 del 2006 «Legge Finanziaria 2007», decreto legislativo n. 4 del 2008 e legge n. 102 del 2009), con le quali si innova, attraverso l'utilizzo di dispositivi elettronici, l'attuale sistema informativo cartaceo sul controllo dell'intera catena di gestione dei rifiuti, apportando diversi e significativi miglioramenti. Basti pensare, a titolo di esempio, che circa l'80 per cento delle sanzioni irrogate sono state sinora determinate da errori di carattere formale compiuti in fase di compilazione dei documenti cartacei, per comprendere come l'introduzione del sistema informatico Sistri, attraverso un controllo automatico dei dati, eliminerà sensibilmente tali errori.
Ma il prioritario obiettivo che si vuole conseguire con il nuovo Sistema è quello della lotta ai fenomeni di illegalità, giacché è in grado di fornire, in tempo reale, le informazioni necessarie sulla movimentazione dei rifiuti, facilitando così i compiti affidati alle Autorità di controllo. Il Sistri diventerà, quindi, strumento di una nuova impostazione di politica ambientale più mirata, volta a garantire un rigoroso controllo della gestione dei rifiuti.
In ordine all'ampiezza del campo di applicazione, che comprende sia i rifiuti pericolosi che non pericolosi, si ribadisce che con il Sistri non è stata modificata l'impostazione della normativa quadro di cui alla parte quarta (articolo 189, terzo comma) del decreto legislativo n. 152 del 2006, per cui i soggetti tenuti ad iscriversi al Sistri sono gli stessi che erano tenuti al Mud. Il legislatore nazionale ha da sempre ritenuto di estendere gli adempimenti relativi alla tracciabilità dei rifiuti anche ai rifiuti non pericolosi, con ciò esercitando la facoltà, per gli Stati membri, di fissare disposizioni più restrittive di quelle delle direttive per finalità di tutela ambientale. Si ricorda infine che la possibilità di esigere che anche i produttori di rifiuti non pericolosi adempiano agli obblighi di registrazione è espressamente contemplata dalle direttive sui rifiuti (con riferimento alla direttiva 2008/98/Ce di prossimo recepimento, si veda l'articolo 35, paragrafo 3).
Con riferimento ai costi eccessivi lamentati, si ritiene opportuno evidenziare che tale problematica è stata attentamente esaminata nella fase di preparazione del decreto ministeriale del 17 dicembre 2009, istitutivo del Sistri. Al riguardo è utile ricordare che il comma 3-bis dell'articolo 189 del decreto legislativo n. 152 del 2006, introdotto con l'articolo 2, comma 24, del decreti legislativo n. 4 del 2008, sull'obbligo per alcune categorie di soggetti di installazione ed utilizzo di apparecchiature elettroniche ai fini della tracciabilità dei rifiuti, aveva stabilito che ciò sarebbe dovuto avvenire senza alcun onere aggiuntivo per la Finanza Pubblica, oltre ai 5 milioni di euro inizialmente stabiliti dalla Legge Finanziaria 2006. In relazione a detto vincolo, il Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare ha proceduto alla attivazione del Sistri, facendo gravare sui soggetti obbligati al rispetto della nuova disciplina il costo del funzionamento del nuovo Sistema.
Benché obbligati al versamento dei contributi previsti, da valutazioni effettuate, anche tenendo conto dei risultati di una recente indagine condotta dal Ministero della pubblica amministrazione e dell'innovazione, si è pervenuti alla conclusione che il nuovo sistema di tracciabilità dei contributi apporta sensibili vantaggi alle imprese in termini di riduzione degli oneri amministrativi e di semplificazione degli adempimenti previsti.
In particolare, il Ministero della pubblica amministrazione e dell'innovazione ha aggiornato recentemente una precedente indagine, rilevando che il costo complessivo dell'attuale Sistema cartaceo in tema di rifiuti per le sole piccole e medie imprese è di 671 milioni di euro/anno ed il costo medio per singola impresa varia da 1.183,00 euro (per l'imprese da 5 a 249 addetti) a 464,00 euro (per le imprese da 1 a 4 addetti). L'articolazione dei contributi oggi prevista per il Sistri si basa su criteri relativi alla dimensione di impresa, alla tipologia ed alla quantità dei rifiuti prodotti/gestiti/trasportati.
In questo senso, le imprese più piccole sono quelle che hanno un livello di contributo più basso: una piccola impresa con meno di 10 addetti dovrà versare un contributo annuale di 60 euro se produce rifiuti non pericolosi o di 120 euro in caso di rifiuti pericolosi.
Se si considera l'avvenuta riduzione dei costi diretti da parte delle imprese (oggi, una piccola impresa, che non abbia delegato i compiti per la gestione dei rifiuti ad una associazione imprenditoriale od a consulenti esterni, spende per il solo acquisto di una copia della documentazione cartacea 72 euro/anno) per il venir meno dell'acquisto e vidimazione della documentazione cartacea ed i minori costi indiretti derivanti dalle semplificazioni degli adempimenti previsti e dal risparmio di tempo per l'acquisizione, compilazione trasmissione delle informazioni, emergono con evidenza i netti vantaggi che le imprese avranno dall'applicazione del nuovo Sistema, una volta a regime (1).

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1 Dall'indagine del Ministero della pubblica amministrazione risulterebbe che circa il 40 per cento del costo complessivo relativo alla predisposizione dei documenti cartacei è da attribuire alla preparazione del Mud. Venendo meno questo obbligo, automaticamente si avrebbe un vantaggio, in termini di riduzione dei costi, del 40 per cento.

In merito al trasporto transfrontaliero, è opportuno segnalare che il Sistri non va a modificare la disciplina dettata dal Regolamento comunitario n. 1013 del 2006 per le spedizioni transfrontaliere, garantendo, comunque, un maggior controllo sulla tratta nazionale del trasporto. Il Sistri non ha inciso sul Regolamento, ma si è adeguato ad esso, anche per tener conto delle indicazioni delle associazioni imprenditoriali interessate.
Sulla mancata notifica del decreto 17 dicembre 2009 alla Commissione Ue, si segnala che la notifica è sì richiesta, ma non in base alla Direttiva 98/34/Ce, come modificata dalla Direttiva 98/48/Ce, bensì in base alla normativa specifica sui rifiuti, Contenuta attualmente nel predetto Regolamento n. 1013 del 2006 sul «trasporto transfrontaliero dei rifiuti» e nelle direttive 2006/12/Ce sui rifiuti e 91/689/Ce sui rifiuti pericolosi.
Il predetto Regolamento, in particolare, non solo prevede un obbligo per gli Stati membri di istituire un sistema appropriato di sorveglianza e controllo delle spedizioni di rifiuti esclusivamente all'interno della loro giurisdizione, ma anche l'obbligo di notificare tale sistema alla Commissione europea. In ottemperanza agli obblighi di notifica previsti da tale normativa, con specifico riferimento alle misure in materia di rifiuti, il Ministero ha di conseguenza avviato la procedura per la relativa notifica. Si sottolinea, peraltro, che l'istituzione del sistema Sistri costituisce una misura in linea con i più recenti indirizzi legislativi comunitari, ivi compresa la nuova Direttiva 2008/98/Ce sui rifiuti, che prevede l'obbligo per gli Stati membri di adottare misure volte a garantire la tracciabilità dei rifiuti pericolosi dalla produzione alla destinazione finale.
Per completezza si evidenzia che le Direttive comunitarie 98/34 e 98/48 Ce hanno, invece, introdotto disposizioni volte a prevenire che specifiche tecniche di prodotti o, comunque, altri requisiti o regole relative ai servizi possano eventualmente costituire ostacolo agli scambi o alla libera circolazione dei servizi o alla libertà di stabilimento dell'operatore.
È di tutta evidenza che il decreto ministeriale 17 dicembre 2009 sul Sistri non contiene previsioni atte a costituire ostacolo agli scambi o, per le regole relative ai servizi, alla libera circolazione degli stessi o alla libertà di stabilimento dell'operatore.
Riguardo alla mancata armonizzazione del decreto ministeriale 17 dicembre 2009 con le altre normative coesistenti ed, in particolare, con la normativa relativa al trasporto delle merci pericolose, si rappresenta, come già anticipato, che il citato decreto ministeriale incide soltanto sulla materia de rifiuti, materia questa di esclusiva competenza del Ministero dell'ambiente della tutela del territorio e del mare.
In merito alla questione relativa alla natura giuridica del Sistri, si fa presente che obiettivo del Ministero è soltanto quello di disegnare un nuovo meccanismo per il controllo della tracciabilità dei rifiuti per garantire una maggiore trasparenza ed efficacia alle azioni di contrasto dei fenomeni di illegalità. L'operatività del Sistri, configurato come un sistema meramente operativo, non presuppone necessariamente l'esistenza di una struttura con personalità giuridica di gestione del sistema, cioè la nascita di un nuovo ente; ciò, peraltro, anche in coerenza con quanto stabilito dal comma 3 dell'articolo 189 del Tu ambientale, il quale prevede l'istituzione del Sistri «senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica».
Comunque, il decreto istitutivo incardina il Sistri nel Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, ed in particolare presso la Direzione Generale per la Tutela del Territorio e delle Risorse Idriche, affidando la sua gestione al Comando Carabinieri per la Tutela dell'Ambiente, in coordinamento con le altre Forze dell'ordine, per assicurare la piena garanzia, in tempo reale, del controllo di legalità della produzione e gestione dei rifiuti.
Sulla mancata richiesta del parere del Consiglio di Stato, si precisa che il decreto ministeriale, in quanto meramente attuativo dell'articolo 189, comma 3-bis del decreto legislativo n. 152 del 2006, non richiedeva tale parere.
Per quanto riguarda la copertura del «segreto di Stato» al progetto Sistri si rappresenta che il Sistri, come noto, nasce con il comma 1116 dell'articolo 1 della legge n. 296 del 2006 (Legge Finanziaria 2007). Con detta disposizione si stabilisce la realizzazione del sistema di controllo della tracciabilità dei rifiuti in funzione della «sicurezza nazionale e della prevenzione e repressione dei gravi fenomeni di criminalità organizzata». In base a detta disposizione, in data 13 febbraio 2007 il Ministro dell'ambiente, con proprio decreto, ha attribuito il livello di classificazione «segreto» al progetto denominato «Sistema sicuro di tracciamento dei rifiuti». Successivamente, in data 5 settembre 2008, il Consiglio dei Ministri, con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, ha attribuito nuovamente al progetto istitutivo del sistema di tracciabilità la classifica di «segreto», in quanto incidente su questioni di interesse strategico nazionale e rilevanti per la sicurezza interna dello Stato.
Riguardo al rilievo che il Sistri non garantisce assistenza in tempo reale agli operatori in caso di malfunzionamento dei dispositivi elettronici, ma risponde alle richieste di intervento in 72 ore, è opportuno chiarire che è stata predisposta dal Sistri una rete di assistenza in grado di intervenire, con operatori qualificati, per rimuovere il malfunzionamento dei dispositivi, rispettivamente entro 24 ore o 72 ore in caso di cattivo funzionamento del software o dell'hardware. Trattasi, ovviamente, di tempi massimi e non di tempi normali di intervento.
In merito alla equipollenza stabilita al comma 8 dell'articolo 5 del decreto ministeriale 17 dicembre 2009 tra Scheda Sistri-Area movimentazione e Scheda di trasporto, di cui all'articolo 7-bis del decreto legislativo n. 286 del 2005 e del decreto ministeriale 30 giugno 2009, n. 554, si osserva che in precedenza era stata stabilita, con circolare 24 settembre 2009 protocollo 140 del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, l'equipollenza tra Formulario di identificazione dei rifiuti e Scheda di trasporto. Contenendo la Scheda Sistri-Area movimentazione le stesse informazioni di cui al formulano, automaticamente ne è derivata la disposizione contenuta al comma 8 dell'articolo 5 del decreto ministeriale citato.
In merito al mancato coordinamento del Sistri con le normative relative al trasporto aereo, è utile premettere che il Sistri ha disciplinato anche il trasporto intermodale dei rifiuti ed in ciò innovando la legislazione vigente. Il decreto ministeriale 17 dicembre 2009 interviene però limitatamente ai Settori del trasporto ferroviario e del trasporto marittimo. Non è stato ritenuto opportuno, almeno in questa prima fase di operatività del Sistri, intervenire anche per regolamentare il trasporto dei rifiuti speciali per via aerea, ciò in relazione alla marginalità di questa tipologia di trasporto. L'articolo 14-bis della legge n. 102 del 2009 lascia, in ogni caso, aperta la possibilità di intervenire, con decreto amministrativo, per disciplinare anche questa modalità di trasporto dei rifiuti. La micro raccolta rientra, invece, pienamente nell'ambito di intervento di cui al decreto ministeriale 17 dicembre 2009.
Sul ruolo delle Camere di Commercio, si fa presente che il Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare ed Unioncamere hanno sottoscritto, nel febbraio scorso, un protocollo d'intesa con il quale sono stati stabiliti i compiti affidati ad Unioncamere ed alle Camere di Commercio relativamente alle attività di distribuzione dei dispositivi Usb ai soggetti interessati, con esclusione delle imprese iscritte all'Albo nazionale dei gestori ambientali. Con tale protocollo sono state disciplinate anche le attività delle Camere di Commercio successivamente alle fasi di iscrizione dei soggetti obbligati ad aderire al Sistri e di distribuzione dei dispositivi elettronici. I rapporti tra Ministero ed Unioncamere si sono sviluppati sinora in un clima di piena collaborazione, come anche con le singole Camere di Commercio. Diverse Camere di Commercio hanno organizzato seminari formativi ed informativi sul Sistri, ai quali hanno partecipato esperti del Ministero.
Riguardo alla mancata indicazione delle norme da abrogare, si precisa che si è preferito non utilizzare l'opportunità offerta dall'articolo 14-bis della legge n. 102 del 2009, in ordine all'adozione di regolamenti volti all'abrogazione delle disposizioni in contrasto con quanto stabilito dallo stesso articolo, ciò in quanto il Sistri non ha annullato le procedure relative alla tenuta della documentazione cartacea in materia di rifiuti da parte degli operatori, continuando queste ultime a permanere per tutti quei soggetti che non sono obbligati ad aderire alla nuova disciplina sul Sistri. Con il provvedimento di recepimento della direttiva sui rifiuti sarà comunque garantito il coordinamento tra la vecchia e la nuova disciplina, nonché l'abrogazione delle disposizioni che dovessero risultare incompatibili.
In merito alla questione delle officine autorizzate, si precisa che non si rilevano elementi in grado di ravvisare un mancato rispetto dei principi del libero mercato e della concorrenza.
Nel decreto del 17 dicembre 2009 è stato, infatti, individuato un congruo periodo di tempo (30 giorni) affinché tutte le officine esercenti attività di autoriparazione, ai sensi della legge del 5 febbraio 1992, n. 122 sezione elettrauto, si potessero iscrivere per poi sottoporre le stesse ad un corso di formazione. La scelta è ricaduta sulla suddetta tipologia di officine (elettrauto), giacché la black box è un dispositivo elettronico che viene montato sulle parti elettriche del mezzo di trasporto.
La fissazione di un termine per l'iscrizione ha risposto unicamente a finalità di carattere «accelerativo», ciò nell'intento di anticipare l'iscrizione delle officine per far fronte alle esigenze operative connesse all'installazione delle black box sugli automezzi, condizione questa imprescindibile per rispettare i termini stabiliti per l'operatività del sistema di tracciabilità.
Riguardo ai costi ricadenti sulle imprese di autotrasporto, si segnala che al riguardo, è Stato attivato presso il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti un «Tavolo tecnico», con la partecipazione di tutte le Associazioni rappresentative del comparto, dove non solo sono state approfondite e valutate le diverse questioni legate all'impatto del Sistri sul settore dei trasporti, ma anche tutta una serie di aspetti che esulano dal sistema di tracciabilità, ma sui quali da tempo si chiedono da parte degli interessati appropriate misure di intervento. Oltre ai problemi legati agli oneri ricadenti sulle imprese di autotrasporto, altro tema «caldo» posto al «Tavolo tecnico» è stato quello della parità di condizioni operative tra operatori nazionali e vettori stranieri.
In relazione alle indicazioni emerse, il Governo ha individuato, da un lato, misure in grado di evitare il persistere o l'aggravarsi di situazioni di penalizzazione degli autotrasportatori nazionali rispetto alla concorrenza estera e, dall'altro, vista l'impossibilità di prevedere misure agevolative per categorie di operatori, interventi finalizzati a ridurre ed a rivedere gli oneri oggi gravanti sulle imprese di autotrasporto che incidono sul loro livello di competitività.
Nello schema di decreto legislativo di recepimento della Direttiva 98/2008/Ce sui rifiuti, sono contenute le misure sopra individuate. In tale provvedimento l'obbligo di iscrizione dei vettori stranieri che effettuano il trasporto transfrontaliero nel territorio italiano nell'Albo nazionale gestori ambientali è contenuto nel terzo comma del nuovo articolo 194 del decreto legislativo n. 152 del 2006. Inoltre, al comma 5 del nuovo articolo 188-ter del decreto legislativo n. 152 del 2006, sul Sistri, si fa rinvio ad uno o più decreti del Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, di concerto con il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, per stabilire i criteri e le condizioni per l'applicazione della disciplina sul Sistri alle procedure relative alle spedizioni di rifiuti di cui al Regolamento Ce 1013/2006 sul trasporto transfrontaliero.
In tema di revisione degli oneri oggi gravanti sulle imprese di trasporto si fa puntuale rinvio a quanto disposto dal quarto comma del nuovo articolo 194 del decreto legislativo n. 152 del 2006 proposto nello schema di decreto legislativo citato.
Sono state, quindi, recepite le istanze delle imprese di trasporto, prevedendo la soppressione delle fidejussioni per il trasporto di rifiuti non pericolosi ed una sola iscrizione per il trasporto di rifiuti pericolosi e non pericolosi.
In relazione alle richieste formulate in ordine alle iniziative che il Governo avrebbe dovuto assumere, riguardo al applicazione del principio di gradualità, il decreto ministeriale 17 dicembre 2009 già prevede l'applicazione di tale principio. Sono stati infatti previsti termini diversi per l'iscrizione e per la piena operatività di due gruppi di soggetti. Nel primo gruppo sono state comprese le imprese di più grandi dimensioni (con più di 50 dipendenti), i commercianti ed intermediari, le imprese di trasporto, i gestori ambientali; nel secondo gruppo le imprese più piccole, con esclusione di quelle non produttrici di rifiuti pericolosi con non più di 10 dipendenti (per queste imprese è stata prevista una adesione volontaria). Sulla proroga dei termini di iscrizione, con il decreto ministeriale 15 febbraio 2010, con il quale sono state apportate integrazioni al precedente decreto ministeriale 17 dicembre 2009, è stata disposta, proprio per tener conto delle esigenze manifestate dagli operatori, una proroga di 30 giorni dei termini di iscrizione per i due gruppi di soggetti obbligati ad aderire al Sistema.
Tale slittamento dei termini ha garantito una più ragionevole disponibilità di tempo per gli operatori per procedere all'iscrizione al Sistri. Il numero dei soggetti che si sono iscritti alla prima scadenza del 30 marzo è stato, infatti, molto soddisfacente. In relazione alle agevolazioni per il settore agricolo, già il decreto ministeriale 17 dicembre 2009 prevede condizioni di particolare vantaggio per i piccoli imprenditori agricoli rispetto agli altri operatori. Con le organizzazioni del settore agricolo e del settore dell'artigianato sono attualmente in corso approfondimenti nell'ottica di riportare tutti gli operatori di piccole dimensioni che producono modeste quantità di rifiuti pericolosi nel più ampio disegno di una disciplina unitaria a fronte di forme di agevolazioni di carattere organizzativo ed economico. Da ultimo, sulle agevolazioni per il settore dell'autotrasporto, già il Governo, come sopra precisato, ha adottato, con lo schema di decreto legislativo di recepimento della Direttiva 2008/98/Ce sui rifiuti, le misure richieste per rendere coerente il nuovo sistema di tracciabilità con le peculiarità del nostro sistema di autotrasporto.
Interrogazione a risposta in Commissione nr. Presentata da Data Argomento
5/02514 Togni (LNP) 18/02/2010 Sistri - Campo di applicazione - Costi - Procedure (abbinato il 29/04/2010 con 5/02765 e 5/02435)
(...) come mai il sistema di controllo di cui trattasi abbia un campo di applicazione molto più ampio di quello previsto dall'articolo 17 della Direttiva quadro sui rifiuti 2008/98/Ce;
come mai sia stata omessa la indispensabile notifica del provvedimento in via preliminare (quindi prima della sua emanazione e conseguente entrata in vigore) alla Commissione Ue;
sulla base di quali elementi si affermi che i costi posti a carico dei soggetti obbligati a partecipare al sistema costituiscano un contenimento degli oneri economici associati ai tradizionali adempimenti documentali, come sostenuto dal Ministero;
come mai, trascurando la necessaria e prescritta tutela del libero mercato e della concorrenza, sia stato previsto il dispositivo di cui all'allegato 1 b), che tipizza e restringe il novero delle officine autorizzate alla consegna ed installazione della black box;
se sia vero che il Sistri, anche ai fini della procedura di assegnazione delle necessarie forniture, sarebbe coperto da «segreto di stato» e in caso di risposta affermativa quale sia la normativa sulla base della quale ciò sia avvenuto;
quale natura giuridica abbia il Sistri, proprietario, tra l'altro, dei dispositivi elettronici (vedi articolo 3, comma 11, del decreto ministeriale 17 dicembre 2009); se abbia personalità giuridica, di quale natura, e come sia stata attribuita;
perché lo schema di decreto ministeriale 17 dicembre 2009 non sia mai stato inviato per il parere al Consiglio di Stato, trattandosi di un decreto di natura regolamentare, che quindi, come tale, doveva essere obbligatoriamente sottoposto al parere preventivo del Consiglio di Stato;
come verrà gestito dal Sistri il tratto italiano percorso dai trasportatori stranieri, dato che il più volte citato provvedimento non fa chiarezza sulla disciplina relativa ai rifiuti italiani destinati allo smaltimento finale all'estero (specialmente Francia, Germania, Austria: circa il 50 per cento del totale);
perché il Sistri non garantisce assistenza in tempo reale, ma risponda alle richieste di intervento in 72 ore;
perché il decreto, emanato dal solo Ministero dell'ambiente, stabilisca che la scheda Sistri sia equipollente alla attuale scheda di trasporto, a suo tempo concertata con i Ministri delle infrastrutture, degli interni e dell'economia, che per quanto consta all'interrogante non risultano essere concertanti nel caso del decreto in esame;
perché manchino i coordinamenti con le normative relative al trasporto aereo e alla micro raccolta, di cui all'articolo 193, comma 11, del decreto legislativo n. 152 del 2006;
quale sia il ruolo previsto dal provvedimento per le Camere di commercio, che, pur essendo sotto la vigilanza del Ministero per lo sviluppo economico, sono poi «gestite» per l'attuazione del decreto dal Ministero dell'ambiente, nei riguardi del quale il Ministero dello sviluppo economico non è neppure concertante nell'emanazione del provvedimento;
se la procedura per l'assegnazione della commessa relativa agli strumenti elettronici previsti dal provvedimento, e corrispondente al valore di oltre dieci milioni di euro, risulti rispondere alle norme comunitarie e nazionali poste a tutela della concorrenza e del mercato;
se risulti corrispondente a verità che all'acquisto dei materiali elettronici previsti sia stata applicata la procedura riservata alle acquisizioni di materiale strategico e militare, nel caso di risposta positiva, e sulla base di quale normativa;
su quali fonti normative di rango superiore sia stato adottato il Sistri, in particolare sia in ordine ai tempi di attuazione del programma di modifica del sistema previgente sia alla coesistenza che dovrà definirsi per rendere compatibile il nuovo sistema con quelli già esistenti e ad oggi non abrogati, in assenza del richiesto decreto del Presidente della Repubblica;
se sia stata assicurata la compatibilità della normativa in esame con la normativa relativa al trasporto delle merci pericolose, approvata in via definitiva nel Consiglio dei ministri del 22 gennaio 2010, che potrebbe trattare fattispecie consimili a quelle trattate dal più volte citato decreto ministeriale, soprattutto relativamente al trasporto ferroviario e a quello marittimo;
se sia corretto aver sostituito, di fatto, il decreto del Presidente della Repubblica previsto dall'articolo 14-bis della legge n. 102 del 2009, che doveva prevedere le norme da considerarsi abrogate, e da adottarsi su proposta del Ministero dell'ambiente, che non è mai stato emanato, con l'articolo 12 del decreto ministeriale 17 dicembre 2009, che interviene indirettamente ed in maniera ad avviso degli interroganti confusa e contraddittoria in merito;
se, non ritengano utile ed opportuno, in presenza delle chiare illegittimità di procedura e del contenuto di dubbia validità che caratterizzano il provvedimento, sospendere l'efficacia dello stesso e provvedere ad una sua riformulazione, seguendo le procedure legittime richieste dal sistema giuridico;
se, in considerazione dei rilievi sopra avanzati, non ritenga utile il Ministro dell'ambiente almeno prorogare il termine per l'adesione al Sistri, oggi previsto per il 28 febbraio dell'anno in corso.
Interrogazione a risposta in Commissione nr. Presentata da Data Argomento
5/02435 Velo (PD) 29/04/2010 Autotrasporto (abbinato il 29/04/2010 con 5/02765 e 5/02514)
(...) Quali iniziative il Governo intenda assumere al fine di definire, secondo un proficuo metodo concertativo insieme alle organizzazioni di categoria, modalità attuative del nuovo sistema di controllo della tracciabilità dei rifiuti compatibile con le peculiarità del nostro sistema di autotrasporto, a tal fine valutando l'opportunità di individuare adeguate forme di facilitazione, anche di carattere fiscale, per ottemperare alle nuove metodologie nonché per scongiurare improprie e ingiustificate forme di penalizzazione delle imprese italiane.