In materia di autorizzazione di impianti Fer, la disponibilità dell'area su cui realizzare l'impianto può essere comprovata dal proponente con un titolo diverso dalla proprietà, fermo restando che il Dlgs 190/2024 ha espressamente chiarito l'obbligo di documentarla già con l'istanza
Il fatto che un'area sia considerata idonea ex lege per la realizzazione di impianti di energia da fonti rinnovabili non implica di per sé che l'autorizzazione sia necessariamente rilasciata dalle Autorità competenti
La decisione della Regione di escludere a priori la possibilità di realizzare impianti Fer nell'area assoggettata a vincolo paesaggistico, deve essere motivata in modo specifico tenendo conto che si tratta di impianti assistiti da interesse pubblico e dalla presunzione che tale interesse sia prevalente
Il divieto di rinnovo automatico delle concessioni previsto dalla direttiva "servizi" 2006/123/Ce non si applica al mini idroelettrico
Ai fini della individuazione di un'area idonea ex lege alla realizzazione di un impianto di energia da fonti rinnovabili non va considerata la distanza dal singolo impianto produttivo ma ai sensi del Dlgs 199/2021 occorre fare riferimento allo stabilimento nella sua consistenza complessiva, quale risultante dall'integrazione delle diverse componenti che ne fanno parte
L'interesse allo sviluppo delle fonti energetiche rinnovabili non prevale sulla tutela del paesaggio né sulle produzioni tipiche: richiede il bilanciamento con gli altri interessi pubblici tutelati
È legittima l'autorizzazione unica per la realizzazione di un impianto di produzione di biometano: il procedimento ricomprende tutti i profili autorizzativi e valutativi connessi all'opera, che è funzionale al perseguimento dell'interesse pubblico alla neutralità climatica
Le disposizioni del Dm "aree idonee" che consentono alle Regioni di individuare una fascia di rispetto fino a 7 Km, facendo salve le aree idonee, non ledono direttamente i diritti delle imprese, pertanto le associazioni di categoria non sono legittimate ad agire in giudizio: la lesione può verificarsi se la Regione adotta una normativa restrittiva sull’installazione degli impianti Fer
È costituzionalmente illegittima la disposizione normativa regionale che - fino all'emanazione di apposito regolamento regionale - blocca indistintamente i procedimenti autorizzativi per la realizzazione di impianti Fer nelle aree non ricomprese tra quelle qualificate come idonee senza considerare lo stato dell'istruttoria, gli investimenti già sostenuti o l'affidamento maturato dagli operatori economici
Le prescrizoni previste dalla Regione Lombardia per l'insediamento degli impianti agrivoltaici nelle aree agricole sono illegittime nella parte in cui introducono limitazioni alla diffusione degli impianti ulteriori rispetto a quelle previste dalla normativa statale
La Regione che ha negato illegittimamente l'autorizzazione unica alla realizzazione di un impianto Fer è tenuta a risarcire il danno derivante dalla mancata ammissione al regime incentivante
È illegittima la determinazione della quota da versare ai Consorzi per il riciclo dei pannelli fotovoltaici a fine vita determinata nel 2025 dal Gestore dei servizi energetici nella misura di 10 euro per pannello
Non è costituzionalmente illegittimo il divieto di installare impianti fotovoltaici con moduli collocati a terra in zone classificate agricole dai piani urbanistici: la norma censurata non vieta l'installazione di tutti gli impianti fotovoltaici nelle aree agricole, ma soltanto quella degli impianti fotovoltaici con moduli collocati a terra
La disciplina della Procedura abilitativa semplificata introdotta dal Testo unico Fer si estende anche ai procedimenti pendenti prima dell'entrata in vigore del Dlgs 190/2024 e il titolo abilitativo si forma senza prescrizioni
In assenza del provvedimento conclusivo del procedimento di Paur per un impianto eolico, deve escludersi la sussistenza di un interesse attuale e concreto del Comune a ottenere l'annullamento del parere favorevole della Soprintendenza, trattandosi di un atto endoprocedimentale privo di autonoma efficacia lesiva
È nullo per carenza di potere il regolamento del Gestore dei servizi energetici (Gse) per la classificazione delle violazioni e per la definizione delle percentuali di decurtazione applicabili a interventi di efficienza energetica, in quanto nessuna norma primaria ha conferito tale possibilità al Gse
Il diniego dell'autorizzazione per un impianto agrivoltaico avanzato nelle aree idonee alle Fer non può basarsi esclusivamente sulla valutazione paesaggistica, che non è vincolante, ma richiede che l'Amministrazione procedente esprima un adeguato bilanciamento in concreto tra tutti gli interessi in gioco.
La disciplina sulle aree idonee non incide sul regime autorizzativo applicabile agli impianti fotovoltaici a terra sotto i 5 MW e la fascia di rispetto dai beni culturali non è un vincolo diretto sull'area.
Nel decidere se un progetto va sottoposto a valutazione di impatto ambientale (Via), l'Autorità competente deve fornire adeguata motivazione comparando il sacrificio ambientale imposto e l'utilità socio-economica procurata dall'opera medesima, compresa la decisione di non realizzare l'impianto (cd. "opzione zero")
È illegittima perché irragionevole la normativa provinciale che introduce limiti rigorosi all'installazione di impianti agrivoltaici senza una adeguata istruttoria che giustifichi l'emanazione del provvedimento