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Rifiuti
Giurisprudenza

Sentenza Corte di Cassazione 12 giugno 2020, n. 18112

Rifiuti - Abbruciamento in sito aziendale di materiale cartaceo a fini di smaltimento senza autorizzazione - Responsabilità penale titolare azienda - Sussistenza - Applicazione all'Organizzazione delle sanzioni interdittive ex articolo 9, Dlgs 231/2001 - Condizioni - In caso dell'aggravante di cui al comma 3 dell'articolo 256-bis, Dlgs 152/2006 (Combustione illecita di rifiuti in ambito d'impresa) - Legittimità - Sussistenza

La combustione illecita di rifiuti commessa nell'esercizio dell'attività di impresa fa scattare a carico dell'azienda le sanzioni interdittive previste dal Dlgs 231/2001.
Così si è espressa la Corte di Cassazione nella sentenza 12 giugno 2020, n. 18112 che ha confermato a carico di una azienda della Campania una serie di sanzioni interdittive (divieto di esercizio dell'attività, sospensione autorizzazioni funzionali alla commissione dell'illecito, divieto di contrattare con la P.A., esclusione da incentivi e contributi, divieto di pubblicizzare la propria attività) in relazione al reato di combustione illecita di rifiuti ex articolo 256-bis, Dlgs 152/2006 commesso da titolare che smaltiva illecitamente in questo modo del materiale cartaceo.
Essendo il reato di combustione illecita di rifiuti commesso nell'esercizio di attività di impresa, scatta l'aggravante del comma 3 dell'articolo 256-bis del Dlgs 152/2006 che prevede espressamente l'applicabilità delle sanzioni interdittive previste dal Dlgs 231/2001, articolo 9. A nulla rileva che l'imputato abbia "patteggiato" la pena. (FP)

Corte di Cassazione

Sentenza 12 giugno 2020, n. 18112