Sentenza Corte di Giustizia Ue 6 novembre 2014, causa C-385/13
Rifiuti - Fondi europei - Regione Campania - Diniego contributi per gestione rifiuti - Motivi - Infrazione per mancato recepimento direttiva 2006/12/Ue - Corrispondenza tra oggetto infrazione e oggetto della misura del finanziamento - Legittimità - Sussiste
Il diniego della Commissione Ue di finanziare le spese destinate a migliorare gestione e smaltimento dei rifiuti in Campania è legittimo. Lo ha stabilito la Corte di Giustizia Ue con sentenza 6 novembre 2014, n. C‑385/13 P.
Con sentenza del 4 marzo 2010, causa C-297/08 la Corte di Giustizia condannava l’Italia per mancato recepimento della direttiva rifiuti 2006/12/Ce in particolare per non avere creato in Campania una rete integrata e adeguata di impianti di smaltimento. In conseguenza della procedura di infrazione aperta nel 2007 e culminata con la sentenza del 2010 la Commissione avvisò l’Italia che non avrebbe riconosciuto i contributi Fesr (Fondo europeo sviluppo regionale) per migliorare gestione e smaltimento rifiuti in Campania.
Respinte le doglianze dell’Italia, i soldi spesi per la gestione rifiuti in Campania non saranno rimborsati con i contributi Ue. Per la Corte legittimamente la Commissione non ha corrisposto i versamenti riscontrando una corrispondenza tra l’oggetto della misura di finanziamento dei Fondi Fesr Ue in questione e l’oggetto della procedura di infrazione.
Corte di Giustizia dell'Unione europea
Sentenza 6 novembre 2014, causa C-385/13
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