Sentenza Corte di Giustizia Ue 16 luglio 2015, causa C-653/13
Rifiuti - Direttiva 2006/12/Ce - Gestione rifiuti in Campania - Mancato adeguamento alla direttiva - Condanna dell'Italia - Mancata esecuzione della sentenza - Sanzioni pecuniarie - Penalità - Somma forfettaria
La mancata osservanza della sentenza del 2010 di condanna dell'Italia per il mancato recepimento della direttiva rifiuti con riferimento alla Campania costa al nostro Paese 20 milioni di euro di multa.
Lo ha deciso la Corte di Giustizia Ue nella sentenza 16 luglio 2015, causa C‑653/13. All'origine l'incompleto recepimento della direttiva rifiuti 2006/12/Ce, mancando in Campania una rete integrata e adeguata di impianti che garantissero l'autosufficienza nello smaltimento rifiuti. La Commissione faceva causa all'Italia che veniva condannata nel 2010 (sentenza 4 marzo 2010, causa C‑297/08). Scaduto il termine per l'esecuzione della sentenza (15 gennaio 2012) la Commissione constatava il perdurare della situazione in Campania e faceva un nuovo ricorso contro l'Italia.
Con la sentenza 16 luglio 2015 in parola la Corte ha constatato che l'Italia non ha correttamente eseguito la sentenza del 2010 e l'ha condannata a pagare da un lato 120.000 euro per ogni giorno di ritardo nell'attuazione della sentenza del 2010 (penalità dovuta dal 16 luglio 2015) dall'altro una somma forfettaria di 20 milioni di euro dovuta a titolo dissuasivo perché "un inadempimento dell'Italia in materia di rifiuti è stato constatato in più di 20 cause portate dinanzi alla Corte".
Corte di Giustizia dell'Unione europea
Sentenza 16 luglio 2015, causa C-653/13
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