Sentenza Consiglio di Stato 24 settembre 2015, n. 4475
Imballaggi - Consorzi di gestione - Statuto-tipo - Approvazione - Dm 26 aprile 2013 - Dettagliate indicazioni nello statuto-tipo - Limitazione libertà di autoregolamentazione dei Consorzi - Sussistenza - Esercizio del potere di vigilanza ministeriale - Articolo 223, Dlgs 152/2006 - Condizioni - Limiti
Il Dm 26 aprile 2013 che ha approvato lo statuto-tipo dei Consorzi di imballaggi di filiera è illegittimo e il MinAmbiente dovrà approvare un nuovo testo. Lo afferma il Consiglio di Stato nella sentenza 24 settembre 2015, n. 4775.
Una sentenza articolata in cui i Supremi Giudici amministrativi rovesciano la sentenza del Tar n. 10262/2014 che invece aveva confermato la legittimità del decreto ministeriale. Per i Giudici i consorzi unici nazionali di gestione degli imballaggi previsti dall'articolo 223, Dlgs 152/2006 non possono qualificarsi come consorzi obbligatori ex articolo 2616, Codice civile – illegittimo quindi il richiamo nello statuto-tipo al regime di vigilanza governativa ex articolo 2619, Codice civile – quanto come consorzi volontari, con disciplina improntata ai principi di autonomia statutaria.
E se il MinAmbiente è legittimato a emanare un Dm che approvi lo "statuto-tipo" in quanto i consorzi svolgono attività di pubblico interesse, il fatto che il Legislatore gli abbia al contempo assegnato personalità di diritto privato non legittima dunque un provvedimento che ne disciplini lo statuto in modo estremamente dettagliato, oltretutto senza differenziare tra i vari materiali di imballaggio. Cassato dunque il Dm in parola il MinAmbiente è chiamato a varare un nuovo decreto con le regole per lo "statuto-tipo" (meglio: per gli statuti-tipo, uno per ogni consorzio di filiera).
Consiglio di Stato
Sentenza 24 settembre 2015, n. 4475
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