Sentenza Ctp Roma 21 marzo 2018, n. 6269/2018
Rifiuti - Tassa smaltimento rifiuti urbani - Tari - Applicazione - Legge 147/2013, articolo 1, comma 656 – Servizio rifiuti svolto in grave violazione della disciplina di riferimento - Mancata raccolta dei rifiuti da parte del gestore - Posizionamento dei cassonetti che crea situazione di carenza igienico ambientale - Richiesta di riduzione del tributo del 50% - Legittimità – Sussistenza
Il contribuente che dimostra un servizio rifiuti svolto in grave violazione della disciplina di riferimento ha diritto alla riduzione della tassa rifiuti (Tari).
Lo ha deciso la Commissione tributaria provinciale di Roma (sentenza 21 marzo 2018, n. 6269/2018) che ha accolto le doglianze di un contribuente che aveva documentato fotograficamente di subire un grave disservizio sia per la mancata raccolta della immondizia da parte del gestore del servizio sia per la posizione in cui erano stati collocati i cassonetti nelle immediate vicinanze della sua abitazione e in dettaglio davanti alla propria finestra, creando una inevitabile situazione di carenza igienico ambientale.
La Commissione tributaria romana ha accolto l'istanza del contribuente volta a chiedere la riduzione della Tari del 50% in quanto dalla documentazione risultava evidente la inidoneità e irregolarità del servizio. Sul punto si veda anche Cassazione, ordinanza 22531/2017 (riduzione della tassa rifiuti per disservizio prolungato con irrilevanza della responsabilità del Comune sulle disfunzioni). Ricordiamo che la legge 143/2017 istitutiva della Tari all'articolo 1, comma 656 prevede che il tributo possa essere ridotto fino all'80% in caso di mancata esecuzione del servizio o servizio svolto in grave violazione della disciplina.
Commissione tributaria
Sentenza 21 marzo 2018, n. 6269/2018
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