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Territorio
Giurisprudenza

Sentenza Corte di Cassazione 27 settembre 2022, n. 36545

Territorio – Indebita occupazione di demanio marittimo – Reato – Deturpamento di belle naturali (articolo 734, C.p.) – Bellezza dei luoghi ripristinabile – Irrilevanza – Abusiva occupazione di spazio demaniale (articolo 1161, Rd 327/1942) – Esecuzione opere in assenza di autorizzazione paesaggistica (articolo 181, Dlgs 42/2004) – Interventi esclusi dall'obbligo di autorizzazione paesaggistica – Articolo 2 e allegato A, Dpr 31/2017 – Interventi temporanei e precari – Natura dei materiali – Rilevanza – Obbligo di autorizzazione paesaggistica anche per le opere precarie se eseguite in zona sottoposta a vincolo – Sussistenza

Solo gli interventi che per tipologia, caratteristiche e contesto in cui si inseriscono non sono idonei a pregiudicare i valori paesaggistici tutelati dal vincolo possono essere esclusi dall’obbligo di autorizzazione paesaggistica.
Il principio di diritto affermato dalla Suprema Corte di Cassazione (sentenza 36545/2022) va applicato in sede di accertamento, in punto di fatto, circa la riconducibilità di interventi eseguiti in area sottoposta a vincolo paesaggistico nel novero di quelli che, rientrando nel regime di deroga ex Dpr 31/2017, non sono soggetti ad autorizzazione o sono soggetti a procedimento autorizzatorio semplificato.
Nel rispetto di una "interpretazione logico sistematica di carattere finalistico delle disposizioni del regolamento", la Cassazione ha così deciso di annullare la sentenza con la quale il Tribunale di Lecce aveva assolto il proprietario di una struttura balnearia, considerata la temporaneità e la precarietà degli interventi eseguiti sul litorale, dalla triplice accusa di deturpamento di belle naturali, violazione paesaggistica e occupazione abusiva del demanio.
Secondo la Suprema Corte, invece, il ricorrente non ha chiarito in giudizio in quale delle 31 classi di interventi elencate dal Dpr 31/2017 rientrasse l'intervento realizzato "né, soprattutto, per quale ragione si tratterebbe di intervento temporaneo e precario", posta la natura dei materiali utilizzati (pietrame, conci di tufo e sacchi di tela contenenti sabbia). La Giurisprudenza, ricorda la sentenza in chiusura, ha già affermato più volte la necessità di autorizzazione paesaggistica per le opere precarie eseguite in zona sottoposta a vincolo paesaggistico. (AG)

Corte di Cassazione

Sentenza 27 settembre 2022, n. 36545