Corte Costituzionale
Sentenza 15 giugno 2023, n. 119
(Gu 21 giugno 2023 n. 25)
Usi civici - Domini collettivi - Disciplina - Beni collettivi - Previsione la quale, nel disporre che il regime giuridico di tali beni resta quello dell'inalienabilità, non esclude dalla relativa applicazione i domini collettivi, di cui alla lettera d) del comma 1 dell'articolo 3 della legge n. 168 del 2017, vale a dire le terre di proprietà di soggetti pubblici o privati, sulle quali i residenti del Comune o della frazione esercitano usi civici non ancora liquidati - Denunciata disciplina che regola in modo eguale situazioni giuridiche differenti, assoggettando al medesimo regime sia i medesimi domini collettivi sia quelli costituenti il demanio civico - Previsione che, non consentendo alcuna regolamentazione delle terre private gravate da usi civici e soggette a esecuzione forzata, manifesta una irragionevolezza, non corrispondendo a tale divieto di alienazione alcun apprezzabile interesse della collettività che si intende tutelare - Sproporzionata compressione dei diritti del ceto creditorio garantito dai beni del proprietario-debitore, anche nelle ipotesi in cui il diritto di credito derivi da esigenze primarie, espressione di diritti costituzionali quali il diritto alla retribuzione o al mantenimento - Assenza di una procedura di indennizzo che impedisce al ceto creditorio di concentrare le proprie pretese su tale indennità - Equiparazione del regime giuridico delle terre private gravate da uso civico a quello relativo ai domini collettivi costituenti il demanio civico che incide sul contenuto del diritto di proprietà, limitandone l'esercizio ed equiparando il proprietario alla condizione dell'occupante in attesa di legittimazione.
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