Sentenza Corte di Cassazione 14 giugno 2023, n. 25763
Controlli ambientali – Pubblico ufficiale – Richiesta di elargizione di denaro o altre utilità al fine di non sanzionare violazioni alle normative ambientali – Soggezione psicologica del privato – Sussistenza – Reato – Corruzione – Articoli 318 e 319, Codice penale – Applicabilità – Insussistenza – Induzione indebita a dare o promettere utilità – Articolo 319-quater, Codice penale – Applicabilità – Sussistenza
Il pubblico ufficiale che, prospettando gravi violazioni ambientali, "induce" l'impresa controllata ad elargirgli denaro o altre utilità, deve essere sanzionato ai sensi dell'articolo 319-quater del Codice penale.
Ad affermarlo è la Corte Cassazione che, nella sentenza 14 giugno 2023, n. 25763, ricorda come in tale ipotesi non possa essere contestato il (meno grave) reato di corruzione, di cui agli articoli 318 e 319 del Codice penale, in quanto è chiara "la condotta prevaricatrice del funzionario pubblico, cui consegue una condizione di soggezione psicologica del privato".
La Suprema Corte ha così respinto il motivo di ricorso presentato contro una sentenza di condanna ai sensi dell'articolo 319-quater C.p., inflitta in Emilia-Romagna a un soggetto che, in qualità di pubblico ufficiale ed ufficiale di polizia giudiziaria - in quanto dipendente Arpae con qualifica di ispettore ambientale - aveva indotto i titolari di alcune imprese, nei confronti delle quali effettuava attivita? di controllo, ad elargirgli somme di danaro e altre utilita? (buoni carburanti, orologi, generi alimentari e pacchi natalizi) al fine di evitare le sanzioni che avrebbero dovuto conseguire alle riscontrate violazioni della normativa ambientale. (AG)
Corte di Cassazione
Sentenza 14 giugno 2023, n. 25763
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