Sentenza Consiglio di Stato 31 luglio 2023, n. 7412
Rifiuti urbani - Recupero della frazione organica - Principio di affidamento del servizio mediante gara - Articolo 202, comma 1, Dlgs 152/2006 - Articolo 25, comma 4, Dl 1/2012 - Sussistenza - Principio di prossimità agli impianti di recupero e di libera circolazione sul territorio nazionale delle frazioni destinate al recupero - Articolo 181, comma 5, Dlgs 152/2006 - Affidamento diretto e senza gara - Illegittimità - Compressione assoluta del principio di concorrenza - Sussistenza - Nozione di recupero (N.d.R.: ex articolo 183, comma 1, lettera t), Dlgs 152/2006) - Privativa comunale - Necessità di esplicita norma di legge - Sussistenza - Dgr Emilia-Romagna 801/2022 di individuazione degli impianti di chiusura del ciclo "minimi" e di quantificazione dei relativi flussi - Portata cogente - Sussistenza - Illegittimità - Sussistenza
Il principio di prossimità degli impianti di recupero dei rifiuti urbani, pur connesso alla tutela ambientale, non può comprimere in maniera assoluta la concorrenza consentendo l'affidamento del servizio senza gara.
Il ruolo del principio di prossimità sancito dall'articolo 181 del Dlgs 152/2006, argomenta il Consiglio di Stato nella sentenza 31 luglio 2023, n. 7412, è (solo) quello di "valorizzare, nell'ambito del procedimento di selezione dell'affidatario del servizio svolto mediante gara, quelle offerte che ne garantiscono maggiormente il rispetto".
Il principio di prossimità (al pari del principio di "libera circolazione sul territorio nazionale" stabilito dalla medesima norma) non costituisce, quindi, una eccezione alla regola di affidamento del servizio mediante gara, applicabile "in linea generale" alla gestione ed alla erogazione dei servizi di gestione integrata dei rifiuti urbani, bensì un principio che può "interagire" con tale regola, anche con valenza "mitigatrice".
Il Cds ha così deciso di confermare la sentenza 17/2023 con cui il Tar dell'Emilia-Romagna ha annullato una aggiudicazione da parte della P.a., con procedura negoziata senza bando, riguardante il servizio di trattamento della frazione di rifiuto umido (Eer 200108) effettuato negli impianti "minimi" (ovvero indispensabili alla chiusura del ciclo dei rifiuti, secondo la Regione) di proprietà delle imprese aggiudicatarie dell'appalto. Confermata dal giudizio di secondo grado anche la illegittimità della Dgr Emilia-Romagna 801/2022 (di individuazione degli impianti "minimi"), sulla cui base era stata disposta l'aggiudicazione. (AG)
Consiglio di Stato
Sentenza 31 luglio 2023, n. 7412
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