Documento riservato agli abbonati:
Accesso riservato
Rifiuti
Giurisprudenza

Sentenza Consiglio di Stato 19 dicembre 2018, n. 7151

Rifiuti – Disciplina antimafia – Informativa del Prefetto – Effetti non limitati alle sole attività contrattuali della P.a. – Rinnovo dell’iscrizione all’Albo gestori ambientali – Rilevanza – Diniego del rinnovo - Articoli 10 e 20, comma 1, lettera b), Dm 120/2014 - Legittimità

Il Consiglio di Stato ribadisce: il Codice delle leggi antimafia consente l'applicazione delle informazioni antimafia anche ai provvedimenti a contenuto autorizzatorio.
La tendenza del Legislatore, sottolinea il Giudice amministrativo di secondo grado nella sentenza 7151/2018, è infatti quella di superare la rigida bipartizione e la tradizionale alternatività tra le comunicazioni antimafia (emesse dal Tribunale) applicabili alle autorizzazioni e le informazioni antimafia (emesse dal Prefetto) applicabili ad appalti e concessioni.
Come sottolineato anche dalla Corte Costituzionale (sentenza 4/2018), non sussiste alcun ostacolo che imponga di circoscrivere gli effetti dell'informazione antimafia alle attività contrattuali della P.a..
Il CdS ha così deciso di respingere il ricorso presentato dal titolare di una società - cancellata dalla "white list" della Prefettura di Milano a seguito di un’informativa antimafia - contro il diniego di rinnovo dell'iscrizione all'Albo gestori ambientali, opposto dalla Sezione regionale della Lombardia.

Consiglio di Stato

Sentenza 19 dicembre 2018, n. 7151