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Rifiuti
Giurisprudenza

Sentenza Corte di Cassazione 8 giugno 2023, n. 24679

Rifiuti - Fanghi "palabili" (in stato di disidratazione all'esito del processo depurativo) (N.d.R.: articolo 127, Dlgs 152/2006) - Rifiuti speciali (articolo 184, Dlgs 152/2006) - Deposito incontrollato - Reato ex articolo 256, comma 2, Dlgs 152/2006) - Sussistenza - Natura del reato - Istantaneo se attività non prodromica a una successiva fase di gestione del rifiuto - Permanente se attività prodromica ad una successiva fase di smaltimento o di recupero del rifiuto - Sussistenza

Sono rifiuti speciali i fanghi prodotti da un processo di depurazione delle acque reflue che siano già sottoposti a disidratazione e il loro deposito incontrollato configura un reato ai sensi del Dlgs 152/2006.
Così la Corte di Cassazione con sentenza 24679/2023 pronunciandosi sul ricorso presentato contro la sentenza di un Tribunale molisano che condannava l'imputato per il reato di deposito incontrollato di rifiuti ex articolo 256, comma 2, Dlgs 152/2006. Rifiuti costituiti, nella specie, dai fanghi ritrovati nei letti di essicamento di alcuni depuratori.
La Corte, nel dichiarare inammissibile il ricorso, ricorda che ai sensi dell'articolo 184 del Dlgs 152/2006 sono rifiuti speciali i fanghi prodotti dalla depurazione delle acque reflue. Corretta dunque nella fattispecie, precisa il Collegio, la qualificazione dei fanghi rinvenuti come rifiuti, in quanto ormai "palabili" ovvero in stato tale "da doversi ritenere già sottoposti a disidratazione" all'esito dell'avvenuto completamento di almeno una parte del processo depurativo. (IM)

 

N.d.R.: il provvedimento viene pubblicato nei suoi termini testuali ritenendo arbitrario procedere alla correzione di eventuali errori in esso contenuti.

Corte di Cassazione

Sentenza 8 giugno 2023, n. 24679