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Rifiuti
Giurisprudenza

Sentenza Corte Costituzionale 10 aprile 2015, n. 58

Imposte e tasse - Norme regionali - Imposizione ai gestori di impianti di trattamento di scarti animali dell'obbligo di corrispondere un contributo annuo ai Comuni - Gestione dei rifiuti - Riserva di legge statale - Limiti all'autonomia finanziaria regionale - Violati

La Corte Costituzionale ha bocciato la legge regionale del Piemonte che, obbligando i gestori degli impianti di trattamento degli scarti animali ad alto rischio Bse al pagamento di un (con)tributo, viola le competenze statali.
Secondo la Consulta (sentenza 58/2015), la riserva di legge statale sulla gestione dei rifiuti, stabilita dalla Costituzione, è diretta a prefigurare un “quadro regolativo uniforme degli incentivi e dei disincentivi inevitabilmente collegati alla imposizione fiscale”, e deve quindi essere applicata nell’accezione “che consenta di preservare il bene giuridico ‘ambiente’ dai possibili effetti distorsivi derivanti da vincoli imposti in modo differenziato in ciascuna Regione”.
In tale riserva rientrano gli scarti animali ad alto rischio Bse, che dovendo necessariamente essere inceneriti, sono sempre “rifiuti” (mai “sottoprodotti”) e quindi devono rispettare il “Codice ambientale”.
Tenuto conto dell’influenza dispiegata dal tributo sulle scelte economiche delle imprese operanti nel settore, è quindi incostituzionale la Lr piemontese che impone il versamento di un “contributo” (che in realtà è un “tributo”, vista la matrice legislativa, la doverosità e il nesso con la spesa pubblica) agli impianti di trattamento degli scarti in questione.

Corte Costituzionale

Sentenza 10 aprile 2015, n. 58

Imposte e tasse - Norme della Regione Piemonte - Imposizione ai gestori di impianti di pretrattamento e trattamento di scarti animali dell'obbligo di corrispondere un contributo annuo ai Comuni sede degli impianti - Inosservanza dei limiti all'autonomia finanziaria regionale - Riproposizione di questione dichiarata manifestamente inammissibile dalla Corte costituzionale con l'ordinanza n. 156 del 2012.