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Rifiuti
Giurisprudenza

Sentenza Corte di Cassazione 3 settembre 2018, n. 39400

Rifiuti - Materiale plastico - Trattamento per la trasformazione in materiale tessile "pile" con conseguente perdita delle originarie caratteristiche merceologiche e di qualità ambientali - Natura di "normale pratica industriale" ai sensi della disciplina sui sottoprodotti ex articolo 184-bis, Dlgs 152/2006 - Insussistenza - Natura di trattamento di rifiuti – Sussistenza - Assenza di autorizzazione - Gestione illecita di rifiuti ex articolo 256, comma 1, Dlgs 152/2006 - Sussistenza

La trasformazione di residui plastici in tessuto "pile" non costituisce normale pratica industriale di trattamento di sottoprodotti ma vero e proprio recupero di rifiuti, illecito se condotto senza autorizzazione. Con la sentenza 39400/2018 la Corte di Cassazione ha ritenuto non soddisfatte le condizioni dettate dall’articolo 184-bis del Dlgs 152/2006 per la gestione di residui di produzione come sottoprodotti (e dunque fuori dal regime dei rifiuti) in relazione alla attività di trasformazione di scarti di plastica nel materiale tessile noto come "pile".

Per il Giudice di legittimità a non essere stata soddisfatta tra le quattro condizioni previste dalla norma è quella che non ammette sulle sostanze o oggetti destinati al riutilizzo come sottoprodotti trattamenti diversi dalla "normale pratica industriale".
Nella fattispecie in esame la Corte di Cassazione ha confermato la decisione di Tribunale sardo che aveva qualificato come vera e propria attività di recupero di rifiuti (illecita ex articolo 256, comma 1, Dlgs 152/2006 in quanto condotta senza autorizzazione) la suddetta trasformazione di rifiuti plastici in "pile" poiché comportante la conseguente perdita delle originarie caratteristiche merceologiche e di qualità ambientali dei residui.

Corte di Cassazione

Sentenza 3 settembre 2018, n. 39400