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Rifiuti
Giurisprudenza

Sentenza Consiglio di Stato 17 giugno 2020, n. 3895

Rifiuti - Rifiuti urbani - Comune - Servizio di raccolta - Principio di prossimità - Articolo 182-bis del Dlgs 152/2006 - Organizzazione del servizio di gestione integrata rifiuti urbani - Articolo 200 del Dlgs 152/2006 - Conferimento dei rifiuti a impianto più lontano di quello cui venivano conferiti in precedenza ma ricadente nello stesso Ambito territoriale ottimale (Ato) - Rispetto del principio di prossimità - Sussistenza

È legittimo il comportamento del Comune che decide di conferire i rifiuti urbani a un impianto di trattamento più distante di quello precedente ma ricadente nella stessa Ato.
Il Consiglio di Stato, nella sentenza 17 giugno 2020, n. 3895, ha rigettato le doglianze di un Centro di raccolta del Lazio che impugnava la decisione di un Comune di conferire la frazione secca derivante dalla raccolta differenziata dei rifiuti comunali presso un impianto di trattamento più distante di quello di proprietà della ricorrente cui prima erano conferiti tali rifiuti. Il Centro di raccolta lamentava il mancato rispetto dell'articolo 182-bis del Dlgs 152/2006 che impone, nel rispetto del principio di prossimità, il conferimento dei rifiuti urbani prodotti nel proprio territorio comunale presso l'impianto di trattamento più vicino al luogo di raccolta.
Per i Giudici amministrativi la società appellante non ha colto nel segno. L'articolo 182-bis, Dlgs 152/2006 è finalizzato alla riduzione dei movimenti e trasporti dei rifiuti onde ridurre le gravose incidenze ambientali derivanti da tale attività e impone che il trattamento dell'indifferenziato avvenga in uno degli impianti più vicini al luogo di raccolta ma non certo nell'impianto fisicamente meno distante. Legittima quindi la scelta del Comune dato che il nuovo impianto scelto ricade nello stesso Ambito territoriale ottimale del precedente, come evidenziato dal Piano regionale rifiuti del Lazio (Dcr 18 gennaio 2012, n. 14). (FP)

Consiglio di Stato

Sentenza 17 giugno 2020, n. 3895