Sentenza Consiglio di Stato 7 settembre 2020, n. 5380
Rifiuti - Attività di recupero, stoccaggio e trattazione di rifiuti da demolizione di veicoli - Autorizzazione - Articolo 216, Dlgs 152/2006 - Attività esercitata in area agricola - Modifica impianti - Valutazione di impatto ambientale (N.d.R.: articolo 23, Dlgs 152/2006) - Parere negativo - Motivato esclusivamente incentrata sulla destinazione agricola dell'area - Carenza motivazionale - Sussistenza - Illegittimità del decreto Via negativo - Sussistenza
Un provvedimento negativo di compatibilità ambientale per un impianto di raccolta e trattamento di veicoli fuori uso motivato solo sulla localizzazione agricola è illegittimo per carente motivazione.
Il Consiglio di Stato nella sentenza 7 settembre 2020, n. 5380 ha confermato la decisione del Tar che aveva annullato il decreto di compatibilità ambientale negativa emanato dalla Regione Campania in relazione a un progetto di modifica/ampliamento di centro di raccolta e trattamento di veicoli fuori uso, con eventuale recupero e rivendita di parti usate. La Regione nella sua motivazione aveva dichiarato la non compatibilità dell'impianto con la destinazione agricola del terreno, sebbene si fosse in presenza di un ampliamento di impianto già presente e autorizzato (con autorizzazione rinnovata negli anni).
Il Consiglio di Stato ha ricordato che non esiste una preclusione assoluta alla realizzazione di impianti produttivi in area agricola. Peraltro se da un lato il rilascio dell'autorizzazione a suo tempo e i successivi rinnovi non consentono di ritenere superata la sua localizzazione urbanistica, dall'altro occorreva che la Regione desse una congrua motivazione di un diniego. In altre parole, la Regione, dando atto che già esisteva l'attività in area agricola (e quindi avallando l'inesistenza di un divieto assoluto di attività produttiva in zona agricola) avrebbe dovuto dire le ragioni concrete, sulla base delle risultanze effettive dell'istruttoria espletata (e non già alla stregua di generiche prassi), per cui non sarebbe assentibile l'intervento specificamente richiesto, pur se coerente con il pregresso. (FP)
Consiglio di Stato
Sentenza 7 settembre 2020, n. 5380
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