Sentenza Consiglio di Stato 24 marzo 2023, n. 2997
Rifiuti – Pianificazione regionale – Valutazione ambientale strategica (Vas) – Standard minimo di tutela ambientale – Piano regionale rifiuti approvato con Dcr Veneto 30/2015 – Impianti di digestione di matrici organiche – Obbligo di distanza minima dalle abitazioni più cautelativo di quello ritenuto dalla Commissione Vas – Legittimità – Sussistenza – Approvazione da parte di Consiglio regionale nel periodo di "prorogatio" dei propri poteri – Articolo 199, Dlgs 152/2006 – Gestione Atto necessitato sulla base degli obblighi Ue trasposti nel Dlgs 152/2006 – Legittimità – Sussistenza
La valutazione svolta in sede di valutazione ambientale strategica (Vas) non è idonea a escludere che, in sede di approvazione finale, la Regione possa optare per divieti di localizzazione anche più ampi.
La valutazione di Vas, sottolinea il Consiglio di Stato nella sentenza 2997/2023, riguarda lo "standard minimo di tutela da assicurare": la scelta di una distanza maggiore di quella ritenuta sufficiente dalla Commissione Vas, quindi, non priva di significato tale procedimento, "ma, semmai, ne ha sviluppato le risultanze in senso più cautelativo per la salute umana e l’ambiente".
Il CdS, ribaltando il giudizio di primo grado del Tar del Veneto, ha così deciso di respingere il ricorso, presentato dal titolare di un impianto di compostaggio, per l'annullamento della Dgr Veneto 30/2015 di approvazione del Piano regionale rifiuti, nella parte in cui la stessa dispone, per gli impianti di digestione aerobica ed anaerobica di matrici organiche, una distanza minima di 500 metri dalle abitazioni (a fronte dei 250 metri ritenuti congrui dalla Commissione Vas).
Il Cds, in scia a precedente giurisprudenza sulla stessa tematica (sentenze 2034, 2035 e 4535 del 2017), ha riformato la sentenza del Tar anche laddove aveva accolto un secondo motivo di ricorso contro il Piano regionale rifiuti, legato all'avvenuta approvazione dello stesso durante il periodo di "prorogatio" del Consiglio regionale: secondo il Giudice di secondo grado, invece, l'approvazione del piano era un atto "dovuto, oltre che necessario ed urgente". (AG)
Consiglio di Stato
Sentenza 24 marzo 2023, n. 2997
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