Sentenza Corte di Giustizia Ue 7 settembre 2023, causa C-197/22
Acque - Qualità delle acque destinate al consumo umano - Direttiva 1998/83/Ce (ora abrogata dalla direttiva 2020/2184/Ue) - Articolo 4, paragrafo 1, e allegato I, parte B, della direttiva 1998/83/Ce (N.d.R. articolo 4, Direttiva 2020/2184/Ce) - Rispetto dei parametri per arsenico e fluoruro - Mancato rispetto dei parametri di legge da parte dell'Italia in diversi Comuni del Lazio - Violazione della direttiva 98/83/Ce - Sussistenza - Attivazione tempestiva degli Stati membri per ripristinare la qualità delle acque potabili ai sensi dell'articolo 8, paragrafo 2, direttiva 1998/83/Ce (N.d.R.: articolo 14, paragrafo 2, direttiva 2020/2184/Ue - Obbligatorietà - Sussistenza - Mancata attivazione dello Stato membro - Responsabilità - Sussistenza
Il 7 settembre 2023 è arrivata la condanna della Corte di Giustizia Ue per l'Italia per il mancato rispetto dei parametri di arsenico e fluoruro nelle acque potabili di diversi Comuni del Lazio violando la direttiva 1998/83/Ce.
Pur avendo ottenuto una deroga al rispetto dei limiti della direttiva 1998/98/Ce (recepita dal Dlgs 31/2001) dovendo ottemperare alle norme europee dal 2013 (anziché dal 2003, termine originario previsto dalla direttiva), l'Italia non ha garantito il rispetto dei parametri in parte o in tutti i Comuni laziali oggetto del giudizio in modo continuativo dal 2013 almeno fino al 2021. Così è arrivata la condanna della Corte di Giustizia europea con la sentenza 7 settembre 2023, causa C-197/22. < br />L'Italia è stata condannata non solo per il mancato rispetto dei parametri di legge per le acque potabili ma anche per non avere provveduto ad adottare rapidamente i provvedimenti necessari per ripristinare la qualità delle acque potabili nei Comuni coinvolti come previsto dall'articolo 8, paragrafo 2, della direttiva 1998/83/Ce.
Si ricorda che la direttiva 1998/83/Ce è stata abrogata dal 13 gennaio 2023 (con conferme e nuovi obblighi e indicazioni) dalla direttiva 16 dicembre 2020, n. 2020/2184/Ue recepita dal Dlgs 23 febbraio 2023, n. 18 che ha abrogato il Dlgs 31/2001. (FP)
Corte di Giustizia dell'Unione europea
Sentenza 7 settembre 2023, causa C-197/22
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