Documento riservato agli abbonati:
Accesso riservato
Appalti / Acquisti verdi (Gpp) / Cam
Giurisprudenza

Sentenza Consiglio di Stato 22 giugno 2012, n. 3687

Appalti - Bando di gara - Clausole - Interpretazione letterale - Necessità

Le clausole di un bando per l'aggiudicazione di un contratto della P.a. vanno interpretate in modo letterale, escludendo ogni procedimento ermeneutico che ingeneri incertezze nell’applicazione.
Il Consiglio di Stato (sentenza 22 giugno 2012, n. 3687) ha annullato quanto deciso dal Tar dando ragione alla società ricorrente che aveva vinto un appalto di progettazione, aggiudicazione poi annullata dal Tar. I Supremi Giudici sono per la prevalenza del significato letterale nell'interpretazione delle clausole di un bando di gara ex Dlgs 163/2006.
Le norme del bando che regolano l’affidamento tramite gara costituiscono una lex specialis che, ai fini del corretto rapporto tra Amministrazione e privati rispettoso del buon andamento e imparzialità dell'azione amministrativa nonché del principio di buona fede nelle trattative contrattuali (articolo 1337 Codice civile), impone una lettura di quelle norme idonea a tutelare l'affidamento degli interessati, interpretandole per ciò che esse espressamente dicono, dispensando il concorrente dal ricostruire, attraverso indagini ermeneutiche e integrative, significati ulteriori e non espressi.

Consiglio di Stato

Sentenza 22 giugno 2012, n. 3687