Sentenza Consiglio di Stato 18 giugno 2015, n. 3119
Rifiuti - Impianti di trattamento - Ampliamento - Modifica dei codici Cer e aumento della capacità di stoccaggio - Qualifica come "nuovo" impianto ai fini ambientali - Legittimità
La richiesta di ampliamento di un impianto di trattamento rifiuti, che prevede nuovi codici Cer e un aumento delle capacità di stoccaggio, configura un “nuovo impianto” ai sensi della disciplina ambientale.
Con queste motivazioni, il Consiglio di Stato (sentenza 3119/2015) ha confermato la legittimità di un parere negativo regionale sull’impatto ambientale di un progetto di ampliamento di un impianto di trattamento dei rifiuti.
La richiesta di inserimento nell’autorizzazione di nuovi codici Cer e di contemporaneo aumento della capacità di stoccaggio dell’impianto (da 1700 a 2500 t/g), secondo il CdS, rappresentano modifiche significative a livello sia qualitativo sia quantitativo, che non solo costituiscono “varianti sostanziali” dell’impianto, ma integrano anche gli estremi di un “nuovo impianto”.
Dato che l’impianto in questione rientra in una zona di “ambito prioritario di protezione del suolo”, dove è vietata, ai sensi della disciplina regionale, la realizzazione di “nuovi” impianti – veto che non può essere letto nel senso di far ritenere che non sussista alcun limite all’ammissibilità dell’ampliamento degli impianti già esistenti - è quindi legittimo il parere negativo ambientale.
Consiglio di Stato
Sentenza 18 giugno 2015, n. 3119
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