Sentenza Corte di Cassazione 31 ottobre 2019, n. 44528
Danno ambientale - Inquinamento acque (non destinate all'alimentazione) non dovuto all'intenzionale e occulto sversamento di sostanze contaminanti - Inerzia e ritardi nell'esecuzione di opere per risanare il sistema fognario atte a impedire la contaminazione oltre l’area della raffineria - Rilevanza - Reato di disastro innominato ex articolo 434 C.p. - Funzione residuale rispetto al reato di disastro ambientale ex articolo 452-quater C.p. - Sussistenza - Fattispecie colposa aggravata ex articoli 449 e 61 n. 3 C.p. - Legittimità - Sussistenza - Diritto al risarcimento - Legittimazione processuale ex articolo 318, Dlgs 152/2006 - Esclusiva in capo al Ministero dell'ambiente – Sussistenza - Esercizio dell’azione civile del Comune in sede penale ex articolo 2043 del Codice civile - Legittimità - Risarcimento del danno patrimoniale e non patrimoniale per lesione diritti diversi dall’interesse pubblico alla difesa dell’ambiente - Sussistenza - Costi “amministrativi” (es. Conferenze di servizi e sopralluoghi) sopportati e sforzo economico sostenuto per l’emergenza inquinamento sul territorio - Risarcibilità - Costituzione cittadino parte civile - Legittimità - Danno alla salute o danno esistenziale dovuti al peggioramento della qualità della vita per la paura di "ammalarsi" - Risarcibilità - Esposizione a sostanze nocive, assunzione o inalazione acque emunte dalla falda contaminata - Rilevanza - Natura reato "indeterminato" - Non rilevanza
L'Ente locale che subisce un illecito dall'inquinamento di acque e suolo può costituirsi parte civile e chiedere il risarcimento di un danno diverso da quello ambientale che ha natura pubblica. Lo ha ricordato la Corte di Cassazione con la sentenza del 31 ottobre 2019, n. 44528 ribadendo che pur essendo il danno ambientale di natura pubblica e invocabile, ex articolo 318, comma 2, del Dlgs 152/2006, solo dal MinAmbiente, altri soggetti possono esercitare l'azione civile in campo penale, per il risarcimento del danno patrimoniale e non patrimoniale per lesioni di diritti diversi dall'interesse pubblico alla difesa dell’ambiente. Il Comune che ha ricevuto un danno per la lesione di interessi locali specifici e differenziati può infatti costituirsi ex articolo 2043 del Codice civile, per il risarcimento dei costi amministrativi (come le Conferenze di servizi e i sopralluoghi) considerando lo sforzo economico, straordinario e imprevedibile, sostenuto per fronteggiare l'inquinamento da sversamento di sostanze provenienti da una raffineria. La Corte bresciana ha altresì confermato il diritto del cittadino (socio di un circolo sportivo) a costituirsi parte civile per chiedere il risarcimento del danno alla salute o danno esistenziale dovuto alla paura di ammalarsi. Il temuto peggioramento della qualità della vita dopo la presunta inalazione di acque emunte dalla falda inquinata nella struttura frequentata è stato giustificato da fatti notori e notizie di stampa su prelievi e bonifiche. (TG)
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La Corte di Cassazione ha ribadito che, anche dopo l’introduzione nel Codice penale del delitto di "disastro ambientale", il reato di "disastro innominato" non è stato abrogato, in quanto continua ad avere una funzione residuale.
Secondo la Suprema Corte (sentenza 44528/2019), il confronto tra il reato di "disastro innominato" previsto dall'articolo 434 C.p. e la più dettagliata fattispecie di "disastro ambientale", prevista dal numero 3) dell'articolo 452-quater C.p. (introdotto dalla legge 68/2015), può essere risolto con il ricorso al principio di specialità, il quale consente di delimitare il confine tra la residuale area di operatività della prima e la più grave ipotesi novellata, essendo quest'ultima "connotata da una speciale offesa alla pubblica incolumità".
Il reato di "disastro innominato", quindi, anche senza l'introduzione della clausola di riserva pur prevista dallo stesso articolo 452-quater ("Fuori dai casi previsti dall'articolo 434 C.p."), avrebbe comunque una funzione residuale, connotandosi solo quando non sussistano gli elementi specializzanti indicati nell’articolo 452-quater.
Sotto altro aspetto, inoltre, nonostante l'articolo 434 sia incluso nell'ambito normativo che tratta specificamente del "crollo", non è escluso che tale evento possa essere individuato "anche in un fenomeno persistente, ma impercettibile, di durata pluriennale", allorquando questi sia atto a produrre effetti dannosi gravi, complessi ed estesi, idonei a provocare un pericolo per l'integrità fisica di un numero indeterminato di persone. (AG)
Corte di Cassazione
Sentenza 31 ottobre 2019, n. 44528
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