Sentenza Corte di Cassazione 10 marzo 2023, n. 10143
Responsabilità amministrativa degli Enti - Dlgs 231/2001 - Reato presupposto di lesioni personali colpose ex articolo 590, Codice penale commesso con violazione della normativa antinfortunistica (N.d.R.: articolo 64, Dlgs 81/2008) - Accertamento del fatto illecito - Omessa identificazione dei responsabili - Sentenza di assoluzione del delegato alla sicurezza e del custode dello stabilimento imputati del reato - Corollari - Revoca della sentenza di condanna emessa a carico della società ex articolo 25-septies, Dlgs 231/2001 (articolo 8, Dlgs 231/2001) - Esclusione
L'Ente risponde ex Dlgs 231/2001 anche se l'autore del reato presupposto di lesioni personali colpose, commesse con violazione della normativa antinfortunistica ex Dlgs 81/2008, non sia stato identificato.
Lo ha ribadito la Corte di Cassazione con sentenza 10143/2023 pronunciandosi sul ricorso presentato da una società a responsabilità limitata condannata ex articolo 25-septies del Dlgs 231/2001 in relazione al reato presupposto di lesioni personali colpose ai danni di un dipendente, lesioni derivate dalla violazione delle norme sulla prevenzione degli infortuni sul lavoro. Nella specie la società chiedeva la revisione della sentenza di condanna alla luce della pronuncia di assoluzione emessa nei confronti degli imputati-persone fisiche, rispettivamente delegato dal datore di lavoro alla sicurezza e custode dello stabilimento, perché ritenuti non responsabili dell'infortunio.
La Corte, nel rigettare il ricorso, ricorda che ai sensi dell'articolo 8 del Dlgs 231/2001 la responsabilità dell'Ente sussiste anche quando l'autore del reato presupposto non sia stato identificato. Ne discende, precisa il Collegio, che i due giudicati, di condanna dell'Ente e di assoluzione dell'imputato persona fisica, non possono ritenersi inconciliabili (e dunque legittimare la revisione della condanna a carico dell'Ente) laddove, come nella specie, la ricorrenza del fatto illecito sia stata accertata. (IM)
Corte di Cassazione
Sentenza 10 marzo 2023, n. 10143
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