Sentenza Corte di Cassazione 26 settembre 2023, n. 39129
Responsabilità amministrativa degli Enti - Dlgs 231/2001 - Reato presupposto di lesioni aggravate dalla violazione della normativa antinfortunistica (articolo 590, Codice penale) - Reato commesso nell'interesse dell'Ente (articolo 5, Dlgs 231/2001) - Sussistenza - Criterio dell'interesse - Configurabilità - Violazione della normativa prevenzionistica con l'intento di conseguire un risparmio di spesa per l'Ente - Necessità - Sussistenza - Anche in caso di una trasgressione isolata della normativa antinfortunistica - Ammissibilità - Sussistenza - Prova della natura sistematica delle violazioni antinfortunistiche - Necessità - Esclusione
In caso di infortuni sul lavoro, sussiste la responsabilità ex 231 dell'impresa anche in relazione a una trasgressione isolata della normativa antinfortunistica commessa allo scopo di conseguire un risparmio di spesa.
Lo ha precisato la Corte di Cassazione con sentenza 39129/2023 pronunciandosi sulla responsabilità ex Dlgs 231/2001 di una società in relazione al reato di lesioni colpose ai danni di un dipendente con violazione dell'articolo 64 del Dlgs 81/2008 per non aver dotato la porta scorrevole presente all'ingresso del luogo di lavoro di idoneo sistema di sicurezza.
La Corte, nel ribadire che l'Ente è responsabile ex Dlgs 231/2001 per i reati presupposto commessi nel suo interesse o vantaggio, precisa che in tema di responsabilità derivante dal reato di lesioni personali aggravate dalla violazione della disciplina antinfortunistica, il criterio dell'interesse può sussistere "anche in relazione a una trasgressione isolata dovuta ad un'iniziativa estemporanea". Senza dunque la necessità di provare la natura sistematica delle violazioni antinfortunistiche laddove sia dimostrato il collegamento finalistico tra la violazione e l'interesse dell'Ente.
Nella specie, conclude la Corte, i Giudici di merito hanno correttamente ritenuto sussistente il criterio di imputazione rappresentato dall'interesse, evidenziando che l'autore del reato ha consapevolmente violato la normativa prevenzionistica allo scopo di conseguire un'utilità per l'Ente consistente in un seppur modesto ma non irrisorio risparmio di spesa. (IM)
Corte di Cassazione
Sentenza 26 settembre 2023, n. 39129
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