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Acque
Giurisprudenza

Ordinanza Corte di Cassazione Sezioni Unite 14 aprile 2023, n. 10054

Acque – Tutela – Obiettivi – Direttiva 2000/60/Ce – Obbligo di assicurazione dell'equilibrio del bilancio idrico – Articolo 95, comma 2, Dlgs 152/2006 – Deflusso minimo vitale – Articolo 7, Dm 28 luglio 2004 – Competenza regionale – Sussistenza – Piani di tutela delle acque – Discrezionalità della P.a. nella determinazione del Dmv – Sussistenza – Imposizione di criteri più rigorosi necessari per la tutela delle acque – Legittimità – Principio del non deterioramento delle acque – Articolo 76, comma 4, lettera b), e 96, comma 3, Dlgs 152/2006 e articolo 12-bis, Rd 1775/1933 – Sussistenza – Fonti rinnovabili – Principio di massima diffusione – Individuazione caso per caso, da parte delle Regioni, delle situazioni di recessione rispetto al principio di non deterioramento delle acque – Legittimità – Sussistenza – Competenza del Tribunale superiore delle acque pubbliche – Articolo 143, Rd 1775/1933 – Conferenza simultanea di servizi – Valutazione negativa Mibac – Articoli 25 e 26, Dlgs 42/2004 – Valenza decisiva – Sussistenza - Articolo 14-ter, legge 241/1990 – Effetto preclusivo del successivo sviluppo del procedimento – Insussistenza

Il Piano di tutela delle acque regionale non esaurisce la discrezionalità di cui dispone la P.a. nel determinare in concreto il deflusso minimo vitale di un corso d'acqua, talché la stessa può comunque fissare criteri più rigorosi.
In altri termini, prosegue la Corte di Cassazione nell'ordinanza 10054/2023, non può attribuirsi all'indicazione eventualmente contenuta nelle linee guida carattere cogente ed esaustivo, bensì "è necessario che l'attività della pubblica amministrazione sia orientata all'obiettivo della più elevata tutela dello stesso corpo idrico, che ben può giustificare il ricorso a criteri più rigorosi".
Alla luce di tale principio, la Suprema Corte ha deciso di accogliere il ricorso presentato contro l'annullamento, da parte del Tribunale superiore delle acque pubbliche, di una decisione di compatibilità ambientale non favorevole espressa dalla Regione Veneto in un caso riguardante una concessione di una piccola derivazione di acqua pubblica ai fini della realizzazione di un impianto idroelettrico.
Il principio di massima diffusione delle fonti di energia rinnovabile (come quella idroelettrica), chiarisce – sotto altro aspetto - l'ordinanza, "lascia spazio alle Regioni di individuare, caso per caso, situazioni in cui l'interesse allo sfruttamento della energia da fonte rinnovabile debba essere recessivo" rispetto ad altri interessi costituzionalmente protetti, in particolare rispetto al principio di non deterioramento delle acque sancito dalla direttiva quadro 2000/60/Ce. (AG)

Corte di Cassazione

Ordinanza 14 aprile 2023, n. 10054