Milano, 28 maggio 2013 - 00:00

Commissione Ue spinge sui biocarburanti da rifiuti

(Alessandro Geremei)

La quantità dei biocarburanti da rifiuti e residui, già considerata equivalente al doppio di quella dei biocarburanti classici nel raggiungimento degli obiettivi previsti dalla direttiva 2009/28/Ce sulle energie rinnovabili, potrebbe balzare al quadruplo nel caso di adozione della proposta di revisione della normativa.

È quanto scritto dalla Commissione europea in risposta a un'interrogazione di un parlamentare italiano (E-002182-13 del 26 febbraio 2013), che ha chiesto all'Esecutivo Ue se avesse l'intenzione di incentivare lo sviluppo del metodo alternativo di produzione di carburante, ideato dall'ingegnere chimico Christian Koch nel 2003, che prevede la conversione di rifiuti (sostanze plastiche e organiche, ma anche oli usati idonei al riciclaggio) in diesel.

 

Pur considerando che l’utilizzo di rifiuti per produrre combustibile ha dimostrato di avere vantaggi ambientali rispetto ai biocarburanti classici, ed è quindi incoraggiato dalle politiche europee, la Commissione ha risposto di non avere intenzione di sostenere le attività di R&S del processo di “Katalytische drucklose Verölung” (depolimerizzazione catalitica senza pressione) in quanto processo tecnologicamente già maturo.

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