I centri di raccolta Raee sono autorizzabili in via “ordinaria”
La realizzazione e la gestione dei centri di raccolta dei rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche si svolge con le modalità previste dal Dm 8 aprile 2008 o, in alternativa, con le modalità previste dagli articoli 208, 213 e 216 del Dlgs 152/2006.
È quanto stabilito dall’articolo 22 della legge 97/2013 (“Legge europea 2013”), norma in vigore dal 4 settembre 2013 che – innovando rispetto al Dm 65/2010 — “legittima” le autorizzazioni dei centri di raccolta ai sensi degli articoli 208 (autorizzazione unica impianti rifiuti), 213 (autorizzazione integrata ambientale) e 216 (procedure semplificate di recupero).
Sempre attraverso sostituzione del Dm 65/2010 la norma allarga poi la fase della “raccolta” per i distributori, precisando che il già previsto limite di 3,5 tonnellate di Raee raggruppabili prima del trasporto si riferisce “a ciascuno” dei raggruppamenti 1, 2 e 3 ( “freddo e clima”, “altri grandi bianchi” e “tv e monitor”), mentre sarà “complessivo” per i raggruppamenti 4 e 5 (“It e Consumer electronics” e “sorgenti luminose”).
Le “altre apparecchiature per il condizionamento”, infine, entrano a far parte dei “Grandi elettrodomestici” elencati nel Dlgs 151/2005 da cui non sono più esclusi gli elettrodomestici fissi di grandi dimensioni. I test di fecondazione entrano nella categoria 8.
Documenti di riferimento
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Disposizioni per l'adempimento degli obblighi derivanti dall'appartenenza dell'Italia all'Unione europea - Legge europea 2013 - Stralcio
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Apparecchiature elettriche ed elettroniche (Aee/Raee) – Batterie/Pile/Accumulatori
La normativa ambientale disciplina le varie fasi del ciclo di vita delle apparecchiature elettriche ed elettroniche (cd. “Aee”), dalla loro produzione ecocompatibile alla gestione dei relativi rifiuti (cd. “Raee”). In tale ambito si collocano anche le parallele regole per batterie, pile e accumulatori, riguardanti progettazione a ridotto impatto ambientale, immissione sul mercato e gestione a fine vita. Nella Mappa, il monitoraggio dell’evoluzione legislativa di interesse e la segnalazione delle novità di rilevo.