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29 aprile 2020

Covid-19 e sistema elettrico: un'anticipazione del futuro?

Secondo RSE, le conseguenze che il lockdown ha avuto sui consumi di energia elettrica nel nostro Paese possono dirci molto su come cambierà il sistema elettrico nei prossimi 10 anni.

Nel Dossier dal titolo "Covid-19 e sistema elettrico", RSE ha confrontato la domanda di energia elettrica nel mese di marzo 2020 rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente, per poi analizzare la situazione in una specifica giornata (domenica 5 aprile 2020) nella quale il sistema elettrico è risultato fortemente decarbonizzato.

La giornata del 5 aprile potrebbe rappresentare un'anticipazione del futuro sistema elettrico al 2030, sulla base delle previsioni di decarbonizzazione contenute nel Piano Nazionale Integrato Energia e Clima (PNIEC). Questo è stato reso possibile dalla combinazione di una domanda particolarmente bassa (21 GW, pari a -36% rispetto alla produzione media giornaliera del 2019) e di una buona produzione da fonti rinnovabili (48%), con un contributo fortissimo di eolico e fotovoltaico, pari al 30%.

Per avere un'idea della variazione, basti pensare che i valori medi registrati nel corso della giornata del 7 aprile 2019 (prima domenica di aprile, confrontabile con il 5 aprile 2020) vedevano le rinnovabili al 32% del totale, con eolico e fotovoltaico al 14,4%.

Ma quali sono state le risorse di flessibilità che hanno consentito in questa situazione di gestire senza disservizi il sistema elettrico? Un ruolo fondamentale è stato giocato dagli impianti a gas, con la produzione — compresa tra i 5 e 10 GW — che si è mantenuta su valori minimi nelle ore di maggior produzione solare (fra le 10 e le 15) e ha raggiunto il massimo alle 20.

Anche l'idroelettrico, pur con valori assoluti di potenza più bassi del gas, ha mostrato un'importante funzione in termini di flessibilità, con potenze in gioco comprese tra 1,8 a 6,8 GW. I pompaggi hanno svolto la consueta funzione di "time shift", assorbendo energia (fino a 3,8 GW) nelle ore di maggiore produzione solare, e restituendola (fino a 2,4 GW) in corrispondenza del picco serale. RSE rileva come esistano margini significativi per una partecipazione ancora più intensa di questa risorsa alla flessibilità del sistema, dal momento che la capacità installata di pompaggio (circa 8 GW) è stata sfruttata per meno della metà.

Quello a cui abbiamo assistito in queste settimane è, nelle parole del RSE, "un esperimento che non avremmo mai voluto fare", ma che ha comunque rappresentato un ottimo banco di prova per testare la flessibilità del nostro sistema elettrico e la sua capacità di gestire, senza eccesivi contraccolpi, una quota rilevante di fonti rinnovabili (soprattutto non programmabili).

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