Corte dei Conti europea bacchetta l'Ue sulle Comunità energetiche
Milano, 12 marzo 2026 - 14:00

Corte dei Conti europea bacchetta l'Ue sulle Comunità energetiche

(Tiziana Giacalone)

La Corte dei Conti europea bacchetta l'Unione europea e i singoli Stati per il mancato raggiungimento dell'obiettivo sulla diffusione delle Comunità energetiche rinnovabili.

Nell'ultima Relazione speciale, “Comunità energetiche. Un potenziale ancora da sfruttare”, la Corte dei Conti europea, ha evidenziato numerose carenze sia nelle definizioni che nel recepimento delle direttive nei singoli Stati membri. Ma le prospettive sono ottimistiche anche grazie alla rapida crescita delle Cer in Italia.

 

Per i magistrati contabili, la mancanza di chiarezza, che riguarda in particolare le opzioni giuridiche sulla gestione collettiva degli impianti e dell'energia prodotta in eccesso, si ripercuote sui soggetti che possono costituire le Cer, generando ambiguità e confusione tra le autorità nazionali e i cittadini.

 

A questo proposito, tra le raccomandazioni che la Corte rivolge alla Commissione, emerge la necessità di chiarire le modalità di accesso alla produzione, condivisione e vendita di energia rinnovabile nei condomini. Più nel dettaglio si suggerisce la pubblicazione, entro il 2026, di orientamenti e buone pratiche sulle forme giuridiche più idonee a coinvolgere proprietari di appartamenti e condomini.

 

La Corte ritiene che sia da migliorare anche la registrazione e il monitoraggio delle Comunità energetiche per avere stime affidabili sul censimento a livello dell'Ue. Dopo l'avvio del monitoraggio nel 2024, né la Commissione né gli Stati membri hanno comunicato i progressi nel conseguimento dell’obiettivo comunitario.

 

Tuttavia, in base alle stime della Corte — come si legge nella Relazione — agli inizi del 2025 l'Ue aveva conseguito circa il 27% del proprio obiettivo, ma la rapida crescita delle comunità in Italia e in Polonia nel periodo tra gennaio e giugno 2025 offre prospettive ottimistiche.

Riferimenti