Via nazionale su Fer: il conflitto tra amministrazioni è superabile dal CdM in tempi ragionevoli
L'atto del CdM, a cui è stata rimessa la risoluzione del conflitto tra Amministrazioni, nell'ambito della Via sulle Fer, supera il dissenso e deve concludere il procedimento entro un termine ragionevole.
Lo ha stabilito il Consiglio di Stato con la sentenza 1986/2026 decidendo in merito al procedimento di valutazione di impatto ambientale nazionale per un progetto che prevede l'ampliamento di un parco eolico già esistente e l'installazione di nuove turbine e opere accessorie.
Per dirimere il conflitto tra le due Amministrazioni — Ministero dell’ambiente e della sicurezza energetica e Ministero della Cultura — il procedimento è stato deferito alla Presidenza del Consiglio dei Ministri che avrebbe dovuto concluderlo entro i termini stabiliti dal Legislatore.
L'atto della Presidenza del Consiglio dei Ministri, che sostituisce il decreto di Via, non è un atto politico ma rappresenta un atto di alta amministrazione, inserito nel procedimento amministrativo, e soggetto altresì all’obbligo di rispettare i principi di correttezza, buona fede e tempestività dell’azione amministrativa.
Alla luce del lungo lasso di tempo trascorso dal deferimento al CdM e considerata la novità della questione, i giudici hanno fissato, con la sentenza applicabile a tutte le tipologie di impianti da fonti rinnovabili, termine di centoventi giorni dalla comunicazione o notificazione della sentenza per la conclusione del procedimento.
Riferimenti
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Sentenza Consiglio di Stato 11 marzo 2026, n. 1986
Nell'ambito del procedimento di valutazione di impatto ambientale nazionale, l'atto della Presidenza del Consiglio dei Ministri, a cui è stata rimessa la risoluzione del conflitto tra Amministrazioni, supera il dissenso e sostituisce il decreto di Via. Tattandosi di un provvedimento che si inserisce nel procedimento amministrativo, il Consiglio dei ministri ha l’obbligo di concluderlo entro i termini stabiliti dal Legislatore. Aree idonee alle Fer: per il Consiglio di Stato prevale l'interpretazione estensiva