Reti elettriche insufficienti frenano le rinnovabili in Europa
La sicurezza energetica dell’Ue rischia di essere compromessa da un nodo cruciale: la limitata capacità delle reti elettriche. Mentre le rinnovabili crescono, le infrastrutture non tengono il passo, creando un collo di bottiglia che può bloccare molti progetti.
Secondo alcune recenti analisi effettuate dal think tank Ember, almeno 120 GW di nuova capacità rinnovabile prevista entro il 2030 è a rischio per mancanza di connessioni alla rete. In molti Paesi, tra cui Paesi Bassi, Polonia e Portogallo, le infrastrutture esistenti riuscirebbero ad assorbire meno del 10% degli impianti pianificati. Il problema riguarda soprattutto le grandi installazioni eoliche e solari, ma non risparmia neppure il solare domestico: fino a 1,5 milioni di famiglie potrebbero subire ritardi nella connessione degli impianti sui tetti.
Le difficoltà non si fermano alla produzione. Anche la crescente domanda di elettricità — trainata da pompe di calore, veicoli elettrici e nuovi data center — mette sotto pressione le reti, con effetti sulla competitività industriale. In alcuni casi, le aziende scelgono di investire altrove, dove le connessioni sono più rapide e sicure.
A peggiorare la situazione contribuiscono le lunghe code negli iter di connessione: circa 700 GW di progetti rinnovabili risultano già in attesa di accesso alla rete in diversi Paesi europei. Questo evidenzia un divario strutturale tra la velocità della transizione energetica e quella dello sviluppo infrastrutturale.
Per evitare che le rinnovabili restino bloccate, l'Europa deve intervenire rapidamente. Tra le possibili soluzioni, l'adozione di strumenti alternativi — come sistemi di gestione intelligente della rete — potrebbe liberare tra 140 e 185 GW di capacità. Senza azioni immediate, però, il rischio è che gli obiettivi climatici ed energetici dell'Ue restino solo sulla carta.
Riferimenti
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Crossed wires: Grid capacity could block EU energy security
sul sito di Ember