Ppa in forte espansione, ma rimangono alcuni ostacoli
Milano, 27 luglio 2026 - 11:01

Ppa in forte espansione, ma rimangono alcuni ostacoli

(Filippo Franchetto)

I power purchase agreements si stanno dimostrando uno strumento fondamentale per aumentare la quota di fonti rinnovabili disponibile sul mercato elettrico europeo; una combinazione di fattori, però, ne limita ancora il pieno potenziale.

La Direzione Generale dell'Energia della Commissione europea ha da poco pubblicato un interessante e approfondito report ("Understanding the renewables power purchase agreements market") sullo stato dell'arte e sulle potenzialità future dei Ppa, ovvero di quei particolari contratti bilaterali, generalmente stipulati tra produttori di energia e consumatori industriali, che consentono alle imprese di acquistare elettricità direttamente dai fornitori a condizioni stabili nel lungo periodo.

 

Il report evidenzia come in questi anni la crescita dei Ppa nell'Unione europea sia stata sostenuta ma disomogenea, con i mercati più maturi (in particolare Germania e Spagna) che concentrano la maggior parte dei volumi, mentre i mercati emergenti rimangono limitati da contesti normativi e regolatori ancora sfavorevoli.

 

In tutte le aree geografiche e per tutte le tipologie di Ppa considerate, i limiti più stringenti vengono individuati soprattutto sul lato della domanda: la disponibilità a pagare degli acquirenti è messa a dura prova dalla volatilità dei prezzi, dai costi di modellazione e dal rischio di cannibalizzazione, mentre le persistenti barriere al rischio creditizio, soprattutto per le PMI, riducono la bancabilità e restringono il bacino di controparti valide.

 

Inoltre la presenza di barriere normative e amministrative, come i ritardi nelle autorizzazioni e nell'accesso alla rete, il trattamento differenziato delle garanzie di origine e delle dichiarazioni di sostenibilità dell'energia elettrica aumentano ulteriormente i costi e i premi di rischio e rallentano l'espansione del mercato, soprattutto per le strutture transfrontaliere e per i progetti più innovativi.

 

Il report non si limita a segnalare i problemi, ma individua tutte le best practices che in combinazione possono dare un'accelerazione decisiva allo sviluppo dei Ppa. Si va dall'introduzione di strumenti mirati di riduzione del rischio (in particolare garanzie/controgaranzie di credito) per ampliare la partecipazione di PMI e di nuovi operatori, passando per l'aggregazione della domanda attraverso ad esempio la creazione di piattaforme volontarie in grado di ridurre i costi di transazione e intermediazione. Servono inoltre riforme capaci di accelerare i tempi di autorizzazione e/o di connessione alla rete, ampliando così il numero di progetti finanziabili, oltre che strumenti di sostegno pubblico che siano compatibili con i Ppa.

 

La conclusione del report è che un pacchetto di iniziative ritagliate su misura del contesto nazionale, che dia quindi priorità alla rimozione degli ostacoli e all'attivazione della domanda laddove i mercati sono in sovraofferta e invece allo sviluppo di nuovi progetti laddove i mercati sono in fase iniziale, rappresenta la strada più credibile per ampliare il ruolo dei Ppa come pilastro duraturo dell'agenda Ue nella diffusione delle rinnovabili e nella competitività del mercato energetico.

 

Da segnalare, infine, la situazione del mercato italiano dei Ppa individuata dal report. Attualmente, il mercato nazionale dei Ppa si trova al quarto posto nella classifica europea ed è considerato "maturo" e "in rapida crescita"; entro il 2035, l'Italia potrebbe diventare il secondo mercato dell'Ue grazie in particolare alla spinta del fotovoltaico.

Riferimenti