Elettricità da carbone, minimo storico in Ue
Milano, 19 agosto 2026 - 10:43

Elettricità da carbone, minimo storico in Ue

(Filippo Franchetto)

Nel 2025,  il contributo totale del carbone nella produzione di energia elettrica nell’Unione europea ha raggiunto il suo minimo storico, pari al 9,2%.

I dati statistici pubblicati negli scorsi giorni da Eurostat confermano quello che è un un trend ormai decennale. Nel 1990, il carbone rappresentava oltre un terzo di tutta la produzione di energia elettrica in Europa; nel 2000, tale quota era leggermente diminuita, al 30,4%.

 

La tendenza al ribasso è poi proseguita, con lievi riprese solo nel biennio 2011-2012 e 2021-2022, per poi scendere per la prima volta sotto la soglia del 10% nel 2024 e raggiungere infine lo scorso anno la quota minima del 9,2%.

 

In questi ultimi tre decenni il declino del carbone fossile è stato progressivo ma inesorabile: il suo contributo alla produzione elettrica è stato raggiunto e superato nel 1994 dal nucleare, nel 2019 dal gas naturale, nel 2023 da eolico e idroelettrico e infine nel 2024 anche dal solare.

 

Con 291 milioni di tonnellate di carbone consumate, nel 2025 l’Unione europea ha registrato il suo livello più basso di sempre. Attualmente oltre due terzi del consumo totale si concentrano in soli due Paesi, Polonia (45%) e Germania (23%), seguiti a grande distanza da Paesi Bassi, Francia, Belgio e Italia (ciascuno tra il 3% e il 7%).

 

La produzione interna di carbone, invece, ha avuto un declino ancora più marcato rispetto al calo dei consumi. Nel 2024, infatti, la produzione di carbone made in Ue è ammontata a 44 milioni di tonnellate, l'84% in meno rispetto ai 277 milioni del 1990. Se nel 1990 il carbone estratto in Europa poteva coprire ancora il 71% del fabbisogno domestico, nel 2025 questa percentuale è crollata al 41%.

Riferimenti