REPowerEU, le critiche della Corte dei Conti Ue
Milano, 14 settembre 2026 - 10:10

REPowerEU, le critiche della Corte dei Conti Ue

(Olindo Casullo)

La Corte dei conti europea segnala ritardi e carenze nell'attuazione di REPowerEU, il piano lanciato dall'Ue nel 2022 per ridurre la dipendenza dai combustibili fossili russi e accelerare la transizione verso le energie rinnovabili.

Nella Relazione speciale 21/2026, la Corte evidenzia in particolare il limitato utilizzo delle risorse disponibili, le difficoltà nel monitoraggio dei risultati e il contributo ancora marginale del piano alla crescita della capacità rinnovabile e delle interconnessioni energetiche.

 

A fronte dei circa 300 miliardi di euro di investimenti aggiuntivi stimati dalla Commissione europea come necessari entro il 2030, ad aprile 2026 gli Stati membri avevano impegnato 54,3 miliardi, pari al 18% delle risorse disponibili nell'ambito del dispositivo per la ripresa e la resilienza (Rrf). Secondo la Corte, né la Commissione né gli Stati hanno fornito elementi sufficienti per dimostrare che il divario sarà colmato attraverso altri investimenti pubblici o privati.

 

Critico anche il quadro sulle rinnovabili. REPowerEU aveva stimato un incremento aggiuntivo di 103 GW rispetto agli obiettivi precedenti, di cui 62 GW fotovoltaici e 41 GW eolici. La Corte ha però individuato soltanto 12 misure su 45 con obiettivi direttamente misurabili in termini di potenza, per complessivi 1,6 GW. La Commissione europea contesta tuttavia questa lettura e stima in oltre 20 GW la capacità rinnovabile aggiuntiva sostenuta dai capitoli REPowerEU, considerando anche le misure valutate attraverso indicatori diversi dalla potenza installata.

 

Le interconnessioni elettriche rappresentano un'altra criticità. La Corte ha individuato soltanto tre misure Rrf riferite a veri interconnettori elettrici nell'intera Ue. Secondo i revisori, la definizione ampia di "effetto transfrontaliero" ha inoltre consentito di includere tra gli interventi con ricadute oltreconfine anche opere realizzate interamente all'interno dei singoli Stati.

 

In questo quadro, la riduzione delle importazioni di energia dalla Russia non può essere attribuita interamente a REPowerEU. Tra il 2021 e il 2024 le importazioni di petrolio russo sono scese da 112,5 a 12 milioni di tonnellate, mentre quelle di gas sono diminuite da 153 a 38 miliardi di m³. Secondo la Corte, sul risultato hanno però inciso anche le sanzioni, gli inverni miti e la riduzione dei consumi dovuta agli elevati prezzi dell'energia. Inoltre, nel 2024 le importazioni di Gnl russo erano ancora superiori del 67% rispetto al 2021.

Riferimenti