Sentenza Corte di Cassazione 10 giugno 2016, n. 11967
Rifiuti - Tarsu - Determinazione - Alberghi - Maggiore capacità produttiva di rifiuti rispetto a case - Dato di comune esperienza - Delibera che assoggetta a tariffa superiore - Legittimità - Sussistenza
La Corte di Cassazione conferma l'orientamento in materia, i Comuni possono legittimamente stabilire una tassa rifiuti diversa e più alta per gli alberghi rispetto alle abitazioni private.
Con la sentenza 10 giugno 2016, n. 11967 la Suprema Corte ribalta la sentenza favorevole a una azienda alberghiera siciliana ritenendo legittima la delibera di un Comune che ha tassato in modo maggiore gli alberghi rispetto alle abitazioni. È di comune esperienza che un albergo abbia una capacità produttiva di rifiuti superiore a quella di una abitazione e non rileva nemmeno il carattere stagionale dell'attività, semmai il Comune potrebbe prevedere eventuali riduzioni della tassa. La sentenza in parola segue altre sentenze di pari data e di medesimo contenuto emanate sempre nei confronti di albergatori siciliani. La vicenda riguarda la Tarsu ma è estensibile anche alla Tari (la tassa istituita dal 1° gennaio 2014 ex legge 147/2013).
Disatteso anche l'obbligo di motivazione della delibera comunale in quanto come ogni atto amministrativo a contenuto generale si rivolge a una platea indistinta, anche se determinabile ex post, di destinatari, occupanti o detentori di aree tassabili. Si ricorda peraltro che la giurisprudenza amministrativa ha ritenuto illegittimo che il Comune tassi in modo diverso le camere d'albergo rispetto alle abitazioni, ritenendo legittima una tassa rifiuti superiore solo per le aree comuni dell'esercizio alberghiero (Consiglio di Stato 1° agosto 2015, n. 3781).
Corte di Cassazione
Sentenza 10 giugno 2016, n. 11967
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