Sentenza Corte di Cassazione 18 giugno 2019, n. 26864
Rifiuti - Impianto di recupero di rifiuti non pericolosi costituiti da terre, rocce e scarifica stradale - Emissioni in atmosfera - Autorizzazione - Articolo 269, Dlgs 152/2006 - Richiesta dell'autorizzazione - Soggetto obbligato - Amministratore delegato - Delega ambientale specifica - Necessità - Sussistenza - Acque meteoriche - Piano di prevenzione e gestione - Omessa presentazione all'Autorità - Articolo 137, comma 9, Dlgs 152/2006 - Responsabilità penale - Sussistenza
Solo se esiste precisa delega di rappresentanza legale e firma in materia di emissioni e gestione rifiuti l'amministratore delegato – e non il presidente del C.d.a - risponde per mancata richiesta autorizzazione.
Lo ha affermato la Cassazione nella sentenza 18 giugno 2019, n. 26864 confermando la condanna dell'amministratore delegato di una impresa ligure che effettuava l'attività di recupero di rifiuti non pericolosi costituiti da terre, rocce e scarifica stradale (in grado di provocare inquinamento atmosferico con emissioni diffuse), senza avere ottenuto la necessaria autorizzazione ai sensi dell'articolo 269, Dlgs 152/2006. Lo stesso soggetto era anche condannato perché ai sensi dell'articolo 137, comma 9, Dlgs 152/2006 e del regolamento Liguria 4/2009 non aveva inviato all'Autorità competente il piano di gestione delle acque meteoriche e di lavaggio provenienti dal dilavamento dell'area esterna all'impianto di gestione rifiuti.
L'imputato contestava che tali adempimenti erano in capo al presidente del Consiglio di amministrazione della società quale legale rappresentante dell'Ente mentre lui era l'amministratore delegato. La Cassazione da un lato ha convenuto che la delega a presentare la domanda di autorizzazione non può ritenersi compresa nella generale delega di funzioni in materia ambientale eventualmente rilasciata dal consiglio di amministrazione a soggetto diverso dal legale rappresentante; dall'altro però risultava dalle visure camerali che l'imputato nella veste di amministratore delegato aveva ricevuto poteri di legale rappresentanza e firma per gli adempimenti di natura amministrativa, tecnica e organizzativa in materia di inquinamento, gestione e smaltimento dei rifiuti e tutela dell'ambiente in generale. Pertanto poteva essere considerato titolare del potere di richiesta di autorizzazione e quindi colpevole per la mancata autorizzazione. (FP)
Corte di Cassazione
Sentenza 18 giugno 2019, n. 26864
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