Superbonus: discutibile il video dimostrativo sui lavori
Fa discutere il video richiesto da Deloitte per dimostrare lo stato dei lavori ai fini della cessione del credito. Ma la società ne ribadisce l'utilità per facilitare le verifiche delle banche e velocizzare la monetizzazione.
La società di consulenza, incaricata di valutare la documentazione sul Superbonus per conto delle banche, chiede ai tecnici un video che dimostri l'esecuzione del 30% dei lavori; percentuale necessaria per la cessione dei crediti maturati per gli interventi realizzati.
Tra le tante proteste alla video-asseverazione si segnala quella dell'ordine degli ingegneri di Firenze che ha affidato al presidente, Fianchisti, una dichiarazione. Per il professionista è "un appesantimento di adempimenti non obbligatorio e non richiesto dalla normativa, non esiste alcuna legge che preveda una cosa del genere” e aggiunge “si tratta di un passaggio burocratico che viola l'articolo 1341 del Codice dei Contratti (vessatorietà) e non ha nemmeno alcun rilievo rispetto alle vigenti disposizioni in materia di antiriciclaggio o di responsabilità dell'impresa. Senza dimenticare che così facendo la privacy risulta palesemente violata".
Ma la società di consulenza ha già ribadito che il video, di circa due minuti, da inviare in vista della scadenza del 30 settembre, è uno strumento che “rafforza i controlli antifrode a tutela dell’erario, delle imprese, dei committenti, dei professionisti e dei soggetti cessionari, al fine della più sicura verifica e più rapida monetizzazione degli incentivi".
Inoltre Deloitte ricorda che “l’Agenzia delle Entrate sta procedendo ad un’alta percentuale di controlli – e sottolinea – pertanto, appare evidente come un breve video di spiegazione dell'intervento da parte del tecnico asseveratore non possa che agevolare le verifiche da parte delle Banche e delle altre entità che acquistano i crediti, anche in questo caso con beneficio sui tempi di monetizzazione".
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in Nextville (incentivi e bandi)