Via su Fer in area idonea: il parere del Ministero della cultura non è vincolante
Illegittimamente il Mase ha investito il Consiglio dei Ministri in merito alla procedura autorizzativa per l'installazione di un impianto agrivoltaico in area qualificata come idonea alle Fer.
Lo ha deciso il Tar Marche con la sentenza n. 236/2026 annullando il provvedimento con cui il Mase, sulla base di un parere negativo del Ministero della Cultura, ha deferito al CdM la questione per comporre le posizioni contrastanti.
L'area individuata per l’installazione dell’impianto agrivoltaico, con opere di connessione interrate, non è soggetta a vincoli storici e paesaggistici e il sistema Bess di accumulo prevede opere non interrate ma che distano più di 500 metri dal bene architettonico vincolato.
Il Mase poteva dunque concludere il procedimento valutando liberamente il parere del Ministero della Cultura essendo l’area in questione idonea ex lege.
Pertanto i giudici amministrativi hanno annullato l'atto con cui il Mase ha investito della questione il CdM e ha ordinato allo stesso Ministero di adottare il provvedimento di Via entro il termine di 30 giorni dalla notifica o dalla comunicazione della sentenza del Tar.
Riferimenti
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Sentenza Tar Marche 21 febbraio 2026, n. 236
La qualificazione di un'area come idonea agli impianti che producono energia da fonti rinnovabili comporta il potere/dovere del Mase di rilasciare il parere di Via anche in presenza di un parere negativo del Ministero della Cultura.