Sentenza Consiglio di Stato 20 agosto 2013, n. 4192
Contratto di disciplina concessione bene demaniale - Istanza di rinnovo - Competenza - Differenza tra decisione politica e atto esecutivo - Indizione gara pubblica - Motivazione non richiesta - Mancata comunicazione preventiva - Articolo 21-octies, legge 241/1990 - Interpretazione
Il potere di non rinnovare un contratto relativo a un rapporto concessorio in scadenza non rientra tra le scelte strategiche o di indirizzo politico di competenza del Consiglio comunale.
Secondo il Consiglio di Stato (sentenza 4192/2013), la competenza del Consiglio sulla decisione “politica” di principio circa il modulo da organizzativo da adottare (ad esempio, scelta tra concessione e Spa) non si estende agli atti esecutivi “gestionali” che dalla stessa conseguono, di spettanza della Giunta e degli organi burocratici della P.a..
Quando questi ultimi optano per l’indizione di una gara pubblica, inoltre, “non è necessaria nessuna motivazione e, pertanto nessuna giustificazione circa il disatteso rinnovo contrattuale”.
Dalla riscontrata violazione dell’articolo 10-bis della legge 241/1990 (“Comunicazione dei motivi ostativi all'accoglimento dell'istanza”), infine, non deriva l’annullabilità del provvedimento visto che in virtù dell’articolo 21-octies della stessa legge (“Annullabilità del provvedimento”), il privato “non può limitarsi a dolersi della mancata comunicazione di avvio, ma deve anche quantomeno indicare o allegare quali sono gli elementi conoscitivi che avrebbe introdotto nel procedimento ove avesse ricevuto la comunicazione”.
Consiglio di Stato
Sentenza 20 agosto 2013, n. 4192
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