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Danno ambientale e bonifiche
Giurisprudenza

Sentenza Corte Costituzionale 14 febbraio 2018, n. 28

Rifiuti - Smaltimento - Discarica abusiva - Provvedimento di diffida del Consiglio dei Ministri a una Regione per la bonifica - Articolo 242, Dlgs 152/2006 - Impugnazione da parte della Regione del provvedimento davanti alla Corte Costituzionale - Conflitto di attribuzione - Condizioni - Lamentata lesione di una propria competenza costituzionale - Possibilità - Doglianza della Regione dell'illegittimo uso di un potere statale - Inammissibilità

È inammissibile il ricorso alla Corte Costituzionale da parte di una Regione contro lo Stato per conflitto di attribuzioni relativamente a un provvedimento statale di diffida a metter a norma una discarica abusiva.
Lo ha deciso la Corte Costituzionale nella sentenza 14 febbraio 2018, n. 28 dichiarando inammissibile il ricorso della Regione Emilia Romagna per conflitto di attribuzioni tra Enti, relativamente al decreto del Consiglio dei Ministri che invitava la Regione a mettere a norma una discarica abusiva, pena l'esercizio dei poteri sostitutivi statali. La Regione lamentava che ai sensi dell'articolo 250 del Dlgs 152/2006 destinatario del provvedimento di diffida doveva essere il Comune in cui è ubicata la discarica, non la Regione.
La Corte Costituzionale ha però chiarito che le doglianze della Regione non riguardano la lesione di una competenza costituzionale (tanto che la Regione riconosce la competenza esclusiva statale in materia di ambiente) che è l'unica cosa che legittima il conflitto di attribuzione tra Enti di fronte alla Corte, quanto l'applicazione scorretta della legge ordinaria. In altre parole la Corte ha ricordato alla Regione che più che sollevare un conflitto di attribuzione sul provvedimento avrebbe dovuto presentare una domanda di annullamento di un atto amministrativo per violazione di legge ordinaria (l'articolo 250 del Dlgs 152/2006).

Corte Costituzionale

Sentenza 14 febbraio 2018, n. 28

(Gu 21 febbraio 2018 n. 8)

Ambiente - Diffida del Presidente del Consiglio dei Ministri del 26 novembre 2015, rivolta al Comune di San Giovanni in Persiceto [BO] e alla Regione Emilia-Romagna relativamente alla discarica abusiva ubicata nel suddetto Comune, oggetto della sentenza di condanna della Corte di giustizia dell'Unione europea del 2 dicembre 2014, in ordine all'applicazione delle direttive 75/442/Cee e 91/689/Cee di rilasciare, entro 30 giorni, il provvedimento di conclusione del procedimento di bonifica del sito, ai sensi dell'articolo 242 del Dlgs n. 152 del 2006 - Avvertenza che, in caso di mancato adempimento, il Consiglio dei ministri adotta i provvedimenti necessari per l'esercizio del potere sostitutivo di cui all'articolo 8 della legge n. 131 del 2003. Ambiente - Nota prot. n. 0001528 della Direzione generale per i rifiuti e l'inquinamento del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare avente ad oggetto la diffida del Presidente del Consiglio dei ministri del 26 novembre 2015 relativa alla discarica abusiva sita nel Comune di San Giovanni in Persiceto [BO], con la quale si ribadisce la responsabilità della Regione per la mancata conclusione del procedimento di bonifica oggetto della richiesta della Commissione europea e dell'inadempimento ascritto allo Stato italiano. Ambiente - Nota del Ministero dell'economia e delle finanze - Dipartimento della Ragioneria generale dello Stato, trasmessa alla Regione Emilia-Romagna e al Comune di San Giovanni in Persiceto, avente ad oggetto "Procedura di infrazione P.I. 2003/2077. Esecuzione della sentenza della Corte di Giustizia UE del 2 dicembre 2014, resa nella causa C-196/13 relativa alla condanna della Repubblica Italiana per inadempimento e mancata esecuzione delle direttive in materia [di gestione dei rifiuti]. Sanzioni pecuniarie ai sensi dell'articolo 260 TFUE. Azione di rivalsa nei confronti degli enti responsabili" - Invito rivolto alla Regione, quale responsabile in solido con il Comune, a volere concordare con l'Ente locale le modalità attraverso le quali procedere al reintegro degli importi anticipati dallo Stato.