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Inquinamento (altre forme di)
Giurisprudenza

Sentenza Corte di Cassazione 10 gennaio 2020, n. 560

Acque - Aria - Scarico senza autorizzazione - Articolo 137, Dlgs 152/2006 - Emissioni in atmosfera non autorizzate - Articolo 279, Dlgs 152/2006 - Autorizzazioni agli scarichi e alle emissioni - Comportamento che creare il rischio di un pregiudizio all'ambiente - Anche in presenza dei titoli autorizzatori - Possibilità - Sussistenza - Inquinamento ambientale - Articoli 452-bis, Codice penale - Presupposti - Violazione di norme statali o regionali anche non strettamente "ambientali" o di prescrizioni amministrative - Sussistenza

Il possesso di autorizzazioni agli scarichi o alle emissioni in atmosfera non è circostanza che normativamente esclude la possibilità di porre in essere un inquinamento ambientale punito dal Codice penale.
Lo ha ricordato la Cassazione nella sentenza 10 gennaio 2019, n. 560 confermando il provvedimento cautelare di sequestro di un impianto in Sicilia sul presupposto del "periculum in mora" (possibilità di reiterazione della condotta delittuosa, nella specie scarico senza autorizzazione, emissioni senza autorizzazione, inquinamento ambientale – articoli 137 e 279, Dlgs 152/2006 e 452-bis, Codice penale). La Suprema Corte ha precisato che la presenza di autorizzazioni agli scarichi e alle emissioni in atmosfera, come nel caso di specie, in capo a chi ha la disponibilità di un bene produttivo non è normativamente incompatibile col rischio di recare pregiudizio all'ambiente derivante dal protrarsi dell'uso del bene produttivo: per esempio in caso di scarichi diversi da quelli consentiti nell'autorizzazione o emissioni in atmosfera difformi da quelle autorizzate.
E anche il reato di inquinamento ambientale si configura non solo in caso di assenza delle previste autorizzazioni ma anche per violazione di legge statale o regionale – anche non "ambientale" – o di prescrizioni amministrative (come quelle delle autorizzazioni). Di qui la legittimità del percorso logico dei Giudici di merito che ha portato all'emissione del provvedimento cautelare che ha colpito l'impresa. (FP)

Corte di Cassazione

Sentenza 10 gennaio 2020, n. 560