Sentenza Corte di Cassazione 23 novembre 2020, n. 32688
Rifiuti - Autorizzazione integrata ambientale (Aia) - Esercizio di attività senza Aia - Responsabilità penale - Articolo 29-quaterdecies, comma 1, Dlgs 152/2006 - Sussistenza - Abbandono o deposito incontrollato di rifiuti, immissione di rifiuti nelle acque superficiali da parte di titolari di imprese - Responsabilità penale - Articolo 256, comma 2, Dlgs 152/2006 - Concorso materiale tra i due reati - Possibilità - Sussistenza
Esiste concorso materiale tra i reati di esercizio di attività senza autorizzazione integrata ambientale (Aia) e abbandono o deposito di rifiuti da parte dei titolari di imprese.
Lo ha ricordato la Cassazione nella sentenza 23 novembre 2020, n. 32688 confermando la condanna dei titolari di una impresa in Lombardia. Il reato di esercizio di attività senza la prevista autorizzazione integrata ambientale (Aia) ex articolo 29-quaterdecies, comma 1, Dlgs n. 152 del 2006 può concorrere con l'abbandono o il deposito incontrollato di rifiuti, ovvero l'immissione dei medesimi nelle acque superficiali o sotterranee da parte dei titolari di imprese, fattispecie punita dall'articolo 256, comma 2, Dlgs 152/2006.
Le ragioni sono di due ordini: l'esclusione dal concorso materiale dei reati ("fuori dei casi sanzionati ai sensi dell'articolo 29-quaterdecies, comma 1, Dlgs n. 152 del 2006") è stata esplicitamente prevista dal Legislatore solo per la gestione illecita di rifiuti ex articolo 256, comma 1, Dlgs 152/2006 e la discarica abusiva ex articolo 256, comma 3, stesso Dlgs. Non è richiamata per la fattispecie in oggetto di cui all'articolo 256, comma 2, Dlgs 152/2006. In secondo luogo si tratta di due fattispecie assai diverse che possono anche non verificarsi assieme: l'esercizio abusivo di una attività senza l'Aia può avvenire senza che l'agente, al contempo, abbandoni o depositi in modo incontrollato i rifiuti derivanti da quell'attività; allo stesso modo l'abbandono o il deposito di rifiuti può essere realizzato da chi abbia ottenuto una regolare autorizzazione integrata ambientale. (FP)
Corte di Cassazione
Sentenza 23 novembre 2020, n. 32688
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