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Sicurezza sul lavoro
Giurisprudenza

Sentenza Corte di Cassazione 29 aprile 2022, n. 16562

Sicurezza sul lavoro - Definizione di datore di lavoro - Articolo 2, comma 1, lettera b) del Dlgs 81/2008 - Soggetto che esercita, anche soltanto di fatto, poteri decisionali e di spesa - Sussistenza - Reato di omicidio colposo ex articolo 589 del Codice penale commesso con violazione della normativa antinfortunistica ex Dlgs 626/1994 (disciplina oggi prevista, con continuità normativa, dal Dlgs 81/2008) - Sussistenza

Ai fini della normativa antinfortunistica ex Dlgs 81/2008 la qualifica di datore di lavoro discende dall'esercizio anche soltanto di fatto di poteri organizzativi di decisione e spesa.
Così si è espressa con sentenza 16562/2022 la Corte di Cassazione, chiamata a pronunciarsi sulla qualifica di datore di lavoro del legale rappresentante di una società veneta imputato del reato di omicidio colposo di cui all'articolo 589 del Codice penale. Reato commesso ai danni di un dipendente con violazione della normativa antinfortunistica ex Dlgs 626/1994 (oggi, con continuità normativa, Dlgs 81/2008).
La Corte afferma sul punto che la qualifica di datore di lavoro ai fini della sicurezza sussiste in presenza dell'esercizio anche soltanto di fatto di poteri decisionali e di spesa, a prescindere dal titolo contrattuale che ha insediato il soggetto in quel ruolo. Nella specie, precisa la Corte, emerge con chiarezza la qualifica di datore in capo all'imputato non solo per la sua veste di legale rappresentante e amministratore delegato della società, ma per l'esercizio in concreto, quale direttore di stabilimento, di poteri decisionali e di spesa che, sebbene formalmente limitati all'ordinaria amministrazione, comprendevano ogni profilo gestorio e organizzativo sulla produzione, sul controllo degli impianti, sulle procedure lavorative e sulla formazione e informazione dei lavoratori. (IM)

 

N.d.R.: il presente provvedimento viene pubblicato nei suoi termini testuali ritenendo arbitrario procedere alla correzione di eventuali errori in esso contenuti.

Corte di Cassazione

Sentenza 29 aprile 2022, n. 16562