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Rifiuti
Giurisprudenza

Sentenza Corte di Cassazione 16 ottobre 2023, n. 41889

Illeciti ambientali - Procedura di estinzione delle contravvenzioni ambientali ex Parte VI-bis, Dlgs 152/2006 - Applicabilità - Condizioni - Assenza di danno, o pericolo concreto e attuale di danno, alle risorse naturali, urbanistiche o paesaggistiche protette (articolo 318-bis, Dlgs 152/2006) - Necessità - Sussistenza - Coincidenza con il danno ambientale ex articolo 300, Dlgs 152/2006 - Esclusione - Omessa indicazione da parte dell'organo di vigilanza delle prescrizioni di regolarizzazione - Causa di improcedibilità dell'azione penale - Esclusione - Reati di gestione illecita e deposito incontrollato di rifiuti (articoli 256, commi 1 e 2, Dlgs 152/2006) - Pericolo di danno per l'ambiente - Procedura di estinzione della contravvenzione ex Parte VI-bis, Dlgs 152/2006 - Ammissibilità - Esclusione

Le contravvenzioni ex Dlgs 152/2006 non si possono estinguere se hanno provocato un danno alle risorse naturali, urbanistiche o paesaggistiche protette, anche se non c'è un deterioramento "significativo e misurabile".
Lo si evince dalla sentenza 41889/2023 della Corte di Cassazione che ricorda come in tema di reati ambientali il danno previsto dall'articolo 318-bis del Dlgs 152/2006, che impedisce l'estinzione delle contravvenzioni previste dal Codice ambientale, non si identifica con il danno ambientale definito dall'articolo 300 ("qualsiasi deterioramento significativo e misurabile, diretto o indiretto, di una risorsa naturale o dell'utilità assicurata da quest'ultima"). Il danno ex articolo 318-bis, precisa la Corte, può infatti avere dimensioni e consistenza minori e riguardare, oltre alle risorse naturali, anche quelle urbanistiche o paesaggistiche protette.
La Corte avalla così la decisione dei Giudici di merito pugliesi che escludono nella specie l'operatività del meccanismo estintivo previsto dalla Parte VI-bis del Dlgs 152/2006 alla luce del pericolo per l'ambiente cagionato dalle condotte di gestione illecita e abbandono incontrollato di rifiuti, anche pericolosi, contestate al ricorrente, "essendo stata accertata la presenza di batterie esauste e in parte deteriorate, oltre che di molte chiazze di olio minerale percolato". (IM)

Corte di Cassazione

Sentenza 16 ottobre 2023, n. 41889