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Responsabilità 231
Giurisprudenza

Sentenza Corte di Cassazione 20 dicembre 2022, n. 48215

Responsabilità amministrativa degli Enti - Dlgs 231/2001 - Infortunio del lavoratore - Responsabilità del legale rappresentante dell'impresa per omessa attuazione delle misure previste nel Documento di valutazione dei rischi (N.d.R.: articolo 28, Dlgs 81/2008) - Reato ex articolo 590, Codice penale - Sussistenza - Responsabilità amministrativa da reato dell'impresa (articolo 25-septies, Dlgs 231/2001) - Presupposti - Violazione della normativa antinfortunistica da parte dell'autore del reato con il consapevole intento di conseguire un risparmio di spesa per l'Ente (articolo 5, Dlgs 231/2001) - Necessità - Sussistenza - Conseguimento effettivo del risparmio di spesa - Necessità - Esclusione

In caso di infortunio sul lavoro l'impresa risponde ex Dlgs 231/2001 se il legale rappresentante viola la normativa antinfortunistica con l'intento di conseguire un risparmio per l'Ente, indipendentemente dal suo raggiungimento.
Lo ha chiarito la Corte di Cassazione (sentenza 48215/2022) pronunciandosi sul ricorso presentato da una Società a responsabilità limitata unipersonale condannata dalla Corte d'Appello di Bologna ex Dlgs 231/2001. Nella specie, in seguito all'infortunio occorso a uno dei dipendenti, era stata riconosciuta la penale responsabilità del legale rappresentante dell'impresa per il reato di lesioni personali colpose ex articolo 590, Codice penale. Reato commesso nell'interesse dell'Ente, quale risparmio di spesa conseguente all'omessa realizzazione della segnaletica stradale prevista nel Documento di valutazione dei rischi di cui al Dlgs 81/2008.
La Corte ricorda sul punto che il criterio d'imputazione dell'interesse (articolo 5, Dlgs 231/2001) ricorre anche solo quando l'autore del reato presupposto abbia violato la normativa cautelare con il consapevole intento di conseguire un risparmio di spesa per l'Ente, indipendentemente dal suo effettivo raggiungimento (che invece integra il criterio del vantaggio). (IM)

Corte di Cassazione

Sentenza 20 dicembre 2022, n. 48215